#RomaFF17 – Boris 4. Incontro con gli autori e il cast

Ritorna la serie cult Boris. La vita di Gesù e l’algoritmo dello streaming, sono le nuove sfide di René Ferretti. Ecco cosa hanno raccontato alla stampa il cast, gli autori e il produttore

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BANDO BORSE DI STUDIO IN CRITICA, SCENEGGIATURA, FILMMAKING

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Boris 4, dopo dodici anni dalla terza stagione, sono stati presentati alla Festa del cinema di Roma i primi due episodi della nuova serie distribuita su Disney Plus a partire dal 26 ottobre. Alla conferenza stampa hanno preso parte il cast, con Francesco Pannofino in video-conference, gli autori e registi Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo e il produttore Lorenzo Mieli.

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Boris 4 era molto attesa, però non è facile riprendere le fila di un discorso, non c’è più Mattia Torre, figura fondamentale, non solo per questo progetto.

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Lorenzo Mieli: “Proprio per quell’attesa, i rischi e la voglia di preservare l’esperienza, oltre che il prodotto, nonostante il desiderio e le spinte, prevaleva sempre la voglia di preservare e di non ripartire. Poi sono successe delle cose che in una serie di circostanze ci hanno fatto pensare che forse il momento era tornato. Tra queste, la nuova esplosione che ha avuto Boris con l’arrivo delle piattaforme, un’altra circostanza è proprio la mancanza di Mattia, l’abbiamo fatto per lui”.

Naturalmente alcuni personaggi sono cresciuti, alcuni ruoli si sono trasformati, si dialoga in maniera intelligente con una piattaforma immaginaria.

Luca Vendruscolo: “Essendo un gruppo di personaggi legati alla realtà non potevamo avere una soluzione alla Simpson, dovevano per forza aver abitato questo mondo nel frattempo. Poi ci sono state grosse trasformazioni perché quel mondo era radicalmente cambiato. Quindi abbiamo dovuto reinventare la ricetta. Inizialmente non eravamo sicuri di riuscire a farlo. Poi abbiamo capito che Boris non poteva sottrarsi al compito di parlare del momento televisivo”.

Giacomo Ciarrapico: “Il tentativo è stato appunto quello di cercare di cambiare tutto per non cambiare niente. Anche se Alessandro ha un ruolo diverso, rimane comunque uno schiavo, in un altro posto ma comunque uno schiavo. Corinna e Stanis si sono anche sposati, ma continuano ad odiarsi intimamente. È una soluzione gattopardesca cambiare tutto per non cambiare niente”.

Come ha reagito la grande piattaforma Disney Plus a questa scrittura così fortemente autoironica, che fa ironia su molte cose a cui stiamo assistendo nelle serie?

Lorenzo Mieli: “La domanda è giustissima. Boris originariamente era su Fox e noi prendevamo in giro la RAI e la televisione generalista. In questo caso era proprio un rischio, non tanto con Disney Plus con cui i rapporti sono stati ottimi, non hanno creato nessun problema di preoccupazioni, censure etc. Il problema era proprio alla base, Giacomo e Luca davvero graffianti e fare satira, dentro lo stesso contenitore che stai satireggiando. Disney ci ha dato la massima libertà, hanno creduto nella bontà della satira e della critica che noi facciamo delle piattaforme”.

Francesco Pannofino: “L’intelligenza della piattaforma Disney sta proprio lì, che si fa prendere in giro a casa sua. Se Boris non graffia non è Boris”.

Che cosa ci dobbiamo aspettare da questa vita di Gesù e da questo Gesù che 33 anni li ha passati da un po’?

Francesco Pannofino: “A me Stanis e Corinna me li impongono in questo caso si sono imposti da soli, perché sono i produttori della vita di Gesù. Prova a togliere Stanis dal ruolo di protagonista non è facile, io sono 15 anni che ci provo”.

Carolina Crescentini: “Per Corinna è anche un modo per poter fare un ruolo…” 

Pietro Sermonti: “Volevo premettere che non è una parrucca quella che indosso di Gesù. I nuovi storici israeliani, in particolare di Benny Morris, sostengono che Gesù non sia morto a 33 anni ma a 50 e Stanis ci crede perché è così. Poi fare Gesù a 50 anni non succede spesso”.

La serie sarà trasmessa su Disney Plus a partire dal 26 ottobre.

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