SERIE TV – Person of Interest, di Jonathan Nolan

Tra le novità televisive più attese e attraenti della prossima stagione sicuramente l’annunciato Gotham ha un posto d’onore. Il progetto messo in cantiere dalla Fox e affidato alla penna di Bruno Heller (creatore del fortunato The Mentalist), secondo i primi rumors dovrebbe riportare sul piccolo schermo, a quasi cinquanta anni dalla serie con Adam West, i personaggi legati all’universo di Batman, concentrandosi questa volta sugli inizi della carriera del commissario Gordon, uno degli alleati più importanti dell’eroe mascherato. Alla notizia della produzione di questo prequel, tutti gli orfani del Cavaliere Oscuro si sono eccitati, convinti (forse illusi) di continuare a vedere il loro supereroe, magari ancora contaminato dello spirito di Christopher Nolan.  Molti però non sanno che la scuola nolaniana ha già portato sui network televisivi la propria versione dell’Uomo Pipistrello, in un prodotto che mette in pratica anni di studio e lavoro sullo spirito delle opere di Bob Kane e Bill Finger. Da qualche anno, infatti, Jonathan Nolan (collaboratore e fratello del più idolatrato Christopher) firma Person of Interest, l’interessante serie prodotta dalla Bad Roborts del poliedrico J.J. Abrams.

Nolan, ancora influenzato dalle idee presenti nelle sue sceneggiature cinematografiche, crea una storia coinvolgente dove il realismo a la Michael Mann (punto di riferimento imprescindibile per entrambi i fratelli) convive a un’anima fieramente fumettistica. Nonostante non abbia riferimenti espliciti al supereroe Dc Comics (anche se centinaia di fansite sulla rete si sono divertiti con parallelismi più o meno plausibili) la crociata contro il crimine del miliardario misantropo Harold Finch (Michael Emerson) e del suo socio/braccio armato John Reese (un ritrovato e convincente Jim Caviezel) deve tantissimo allo spirito della migliore tradizione supereroistica da fumetto. A differenza di molti prodotti ufficialmente ispirati ai comics, pensiamo a Smallville o al recente Arrow, Person of Interest, grazie al suo non ostentare i propri riferimenti cartacei, ne è la trasposizione ideologicamente più fedele. La maturità e l’intelligenza della scrittura di Jonathan Nolan e del suo eccellente team di collaboratori, permette alla serie di muoversi con coerenza e credibilità tra la fantascienza più classica (La misteriosa Macchina che controlla tutti per evitare crimini violenti e attentati, molto vicino al “caso NSA”) e il noir poliziesco più duro (i servizi segreti deviati, la polizia corrotta, la criminalità organizzata), regalando al proprio pubblico un intrattenimento, allo stesso tempo, serio e spensierato. L’eccessivo numero di episodi e la ripetersi di alcune trame minori (caratteristica propria del genere procedural), in diversi momenti, appesantiscono troppo la linearità complessiva dell’opera. Piccoli nei se confrontanti al piacere suscitato da un prodotto godibile e imperdibile come Person of Interest.