Poca visibilità per questo ulteriore ed interessante tassello di quella pluri- e etero- narrazione continua negli ultimi anni che è il racconto apocalittico, da fine dei giorni, nuova s
I cinque Misfits - i disadattati - di Howard Overman non possono non ricordare i protagonisti di quel manifesto sugli adolescenti che è stato il The Breakfast Club dell'indimenticato John
Lo hanno salutato come (l'ennesimo) erede di “Lost”, ma “The Event” ha davvero poco a spartire con i nostri amati naufraghi... Mistero e azione non mancano, ma siamo sicur
La vicenda privata di una coppia che precipita verso la rovina, in un tessuto di flashback e flashforward si inscena una tragedia familiare annunciata fin dall'inizio e si sperimenta un percorso t
Un angelo vendicatore che si aggira per la città. Un corpo cinema dall’identità ambigua (contaminata) viene “inseguito” dal regista attraverso una messa in scena che f
Certo, di Lost ce n'è uno solo, ma bisogna guardare in faccia la realtà: il tanto atteso epilogo sta per arrivare e presto diventeremo orfani di una delle serie più ricche e c
Chi ha detto che il passato non si può modificare? Quando si ha a che fare con una certa Isola, tutto è possibile. Con quest'ultima stagione J.J. Abrams ci regala un'altra
Il vecchio progressista del cinema americano è scomparso lo scorso 27 maggio. Con lucidità e spirito critico i suoi film hanno mediato tra arte e industria, tra originalità e armo
Quattro mosche di velluto grigio è la realizzazione completa dell’ambizioso sogno autoriale del controllo assoluto di ogni dettaglio della messa in scena: Dario Argento gioca non solo con
Sin dalle prime sequenze, il regista mette in atto un teatrino di forme fasulle, cucendo negli spazi assolutamente virtuali e inconsistenti del suo set un itinerario di ricerca che si muove da fermo,
"Prova a prendermi" finisce dove incomincia lo Spielberg futurista, è una sorta di lungo flashforward che già anticipa (forse) il tono e l'asprezza nascosta dello Spielberg di domani
Meraviglioso regista di interni dell'anima, Shyamalan rinuncia e fa rinunciare alla vista, il suo è un cinema che si basa sull'obnubilamento percettivo di uno sguardo sul Reale in frant