Terra di Tutti Film Festival

TERRA DI TUTTI FILM FESTIVAL, LE RIVOLTE DEL SUD DEL MONDO
A BOLOGNA CINEMA E FOTOGRAFIA RACCONTANO LA STORIA
 
La guerra in Iraq vista con gli occhi di una bambina, le lotte dei pacifisti israeliani, la vita delle persone disabili in Mozambico. Dal 6 al 9 ottobre a Bologna, film e documentari da tutto il mondo su migrazioni, lotta alla povertà, difesa dell’ambiente, sovranità alimentare. Focus sulla rivoluzione tunisina con Mourad Ben Cheikh che presenterà Plus jamais peur, già in cartellone a Cannes. In anteprima italiana La vida loca, film sulle bande armate salvadoregne costato la vita al regista Christian Poveda
 
Karem Chérif è un giornalista tunisino che, all’indomani dello scoppio della rivoluzione, abbandona la penna e scende in strada per difendere il proprio quartiere e la democrazia. “Liro”, invece, è una giovane salvadoregna: un tatuaggio con il numero 18 le ricopre tutto il volto, ad indicare l’appartenenza a una banda armata della capitale. Entrambi sono protagonisti del Terra di Tutti Film Festival, la rassegna di cinema e documentario sociale in programma dal 6 al 9 ottobre al cinema Lumière di Bologna (via Azzo Gardino 65, ingresso gratuito). Difesa dei diritti e dell’ambiente, sovranità alimentare, migrazioni e traffici umani, conflitti e marginalità sono i temi della quattro giorni organizzata dalle ong Cospe e Gvc, con un cartellone di 40 corti e medio metraggi provenienti dai cinque continenti (il programma sarà presto disponibile al sito www.terradituttifilmfestival.org).
 
In primo piano la rivoluzione tunisina: ospite del festival sarà il regista Mourad Ben Cheikh, a Bologna per presentare il film fuori concorso Plus jamais peur (La Khaoufa Baada Al’Yaoum) già proiettato a Cannes. Un’avvocatessa, una giovane blogger, un giornalista, un internato psichiatrico ripercorrono i 30 giorni che hanno cambiato il volto della Tunisia, mentre le immagini postate sul web dagli stessi rivoluzionari raccontano da vicino gli avvenimenti intercorsi tra il 17 dicembre 2010 (quando l’ambulante Mohammad Bouazizi si diede fuoco per protesta) fino alla fuga di Ben Ali del 14 gennaio 2011. Viene dalla Tunisia anche Sophia Baraket, giovane fotografa del gruppo Artocracy (www.artocracy.com), che al festival presenterà un progetto di democrazia per immagini grazie al quale le icone pubbliche di Ben Ali sono state rimpiazzate con centinaia di gigantografie che ritaggono i volti dei comuni cittadini. Si tratta di “Inside Out”, progetto lanciato a livello globale dal vincitore del Ted Prize 2011, l’artista francese Jr.
 
I riti e i miti delle gang di periferia, la violenza disperata di chi non ha mai avuto nulla e il coraggio di un giornalista che impugna la telecamera a qualsiasi costo sono l’humus da cui è nato La vida loca, il documentario realizzato dal reporter franco-spagnolo Christian Poveda tra le “maras” di San Salvador. Bande criminali composte da giovanissimi con alle spalle storie di abbandono da parte della famiglia e della società, le stesse maras hanno ucciso in un agguato il giornalista che aveva passato un anno insieme a loro e ne aveva documentato senza censura violenza e rituali. Il film, fuori concorso, sarà proiettato in anteprima italiana alla presenza di un rappresentante della casa di produzione La femme endormie.
 
Al festival è inoltre attesa la presentazione (con la proiezione di alcune clip) di God save the green, il documentario dei bolognesi Michele Mellara e Alessandro Rossi sugli orti urbani e le nuove forme di agricoltura a Bologna e nelle altre città del mondo.
 
Storie da Israele, Mozambico, Cuba, Uruguay, Iraq e Brasile (con una sessione di documentari provenienti dal festival gemellato di Belo Horizonte) sono protagonisti dei film in concorso, selezionati tra 245 corti e medio metraggi. Come Israel vs. Israel, il documentario vincitore dell’Al Jazeera International Documentary Film Festival 2011 in cui il giornalista svedese Terje Carlsson racconta le lotte quotidiane e la demonizzazione a cui sono sottoposti gli attivisti per la pace nella striscia di Gaza. La disabilità, tra difficoltà e carica vitale, è invece il filo che lega le esistenze di tre giovani in De corpo e alma, girato da Matthieu Bron nella township di Maputo in Mozambico e vincitore dell’International Urti Grand Prix for author’s documentary. Lo sguardo dei bambini sulla guerra è al centro di Daisy cutter, una delicata favola d’animazione vincitrice di numerosi premi nei festival del cinema di tutto il mondo. Realizzato dai fondatori della casa di produzione per l’animazione 3D Silverspace, Enrique Garcia e Ruben Salazar, il cartoon racconta la storia di Zaira, una bambina che ogni giorno raccoglie margherite alla periferia di Baghdad per non dimenticare l’amico scomparso sotto i bombardamenti.
 
Le remote regioni a nord-est del Congo, dove si cresce lavorando in miniera in terre fiaccate dalle crisi umanitarie e dalle bande militari, sono al centro de L’or du Congo del film-maker italiano Nicola Pittarello, già finalista al Premio Ilaria Alpi. In Etiopia, Paolo Barbieri e Riccardo Russohanno girato The well, dedicato ai pastori Borana e ai loro pozzi d’acqua che, per regola non scritta, sono accessibili a tutti senza discriminazioni. Tre vite sospese tra collettivismo e individualismo in una Cuba che cambia sono protagoniste di El Sofa de La Habana di Magda Wodecka e Gregory Szeps, mentre in Puerta de Golpe, il film maker Lucas Bonolo racconta le giornate di una piccola comunità cubana devastata da un uragano. Con Al-Madina (The City), una storia di migrazione tra Spagna e Marocco, torna al festival anche il vincitore dell’edizione 2008 Gonzalo Ballester.
 
Il rapporto tra l’uomo e una natura sempre più aspra è al centro di Desire of Changhu di Huaqing Jin, ambientato in un’oasi che sta scomparendo tra i deserti al nord est della Cina, mentre in Torre 8 Leonardo Ferraro si lascia guidare alla scoperta dell’omonimo quartiere alla periferia di Montevideo, dove la popolazione vive del riciclo dei rifiuti.
 
Inedito è poi il Terra di Tutti Photo Contest, il concorso per reportage e immagini su immigrazione, conflitti, ambiente e diritti umani organizzato in collaborazione con Fotoviva e Shoot4change. I reportage finalisti, realizzati da Claudio Sica, Eloisa D’Orsi e Luca Sgamellotti, sono in mostra alla Casa della Fotografia di Bologna (piazza Giovanni Spadolini 3) dal 17 settembre al 15 ottobre (dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00, chiusura domenica e lunedì).
 
Nell’Anno internazionale delle foreste proclamato dalle Nazioni Unite, il festival mette in programma anche una “Giornata della terra” (sabato 8 ottobre) con una sessione di film sull’ambiente e il Mercato della terra a cura di Slow Food. Mercoledì 12 ottobre si terrà il seminario internazionale della campagna “Earth4all” promossa da Cospe, per parlare di sovranità alimentare e politiche agricole insieme all’economista maliana Aminata Traoré, ai rappresentanti dell’Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica), dell’associazione di contadini africani Roppa, del movimento internazionale Via Campesina e dell’Unione Europea.
 
Le proiezioni (gratuite) si terranno dalle ore 16.00 alle ore 24.00 al Cinema Lumiére. Domenica 9 ottobre (alle ore 22.00) la premiazione da parte della giuria di qualità del festival per la migliore produzione europea e internazionale e la consegna dei riconoscimenti promossi dalla rivista Left, dall’associazione Premio Benedetto Senni (per il miglior film sulla sostenibilità ambientale e la sovranità alimentare) e dal Consiglio degli stranieri e apolidi della Provincia di Bologna (per il miglior film sull’integrazione).
 
Per informazioni:
Tel. 051 546600 (COSPE)
Tel. 051 585604 (GVC)

Terra di Tutti Film Festival

 SI APRE IL TERRA DI TUTTI FILM FESTIVAL:
IN PRIMO PIANO FORTEZZA EUROPA E CONFLITTI LATENTI
 
Al via giovedì 7 ottobre alle ore 19.30 la quarta edizione del festival dedicato al cinema e al documentario dal sud del mondo. Appuntamento al cinema Lumière di Bologna per due sessioni di film sulle barriere invisibili della ‘fortezza Europa’ e i conflitti latenti in Palestina e Colombia.
 
È Ali di cera, cortometraggio del pluripremiato regista tunisino Hedy Krissane, il film d’apertura della quarta edizione del Terra di Tutti Film Festival, l’evento dedicato al cinema e documentario dal sud del mondo organizzato a Bologna dalle ong COSPE e GVC. La serata inaugurale, giovedì 7 ottobre alle ore 19.30 al cinema Lumière (Via Azzo Gardino, 65), prevede la proiezione di 7 film dedicati ai migranti, ai loro sogni e alla loro vita in Italia, al conflitto che affligge Israele e Palestina e allo scandalo delle vittime dell’esercito in Colombia. Il festival continua fino a domenica 10 ottobre con un cartellone di più di 40 film a proiezione gratuita su migrazioni, ambiente, rom e questione femminile.
 
Dopo l’inaugurazione (giovedì 7 ottobre alle ore 19.30), la sessione di proiezioni dedicata alla ‘fortezza Europa’ si apre alle ore 20.00 con Ali di cera di Hedy Krissane. Ultima parte di una trilogia dedicata all’immigrazione, il cui capitolo precedente ha valso al regista la vittoria del Torino film festival 2005 e un invito a Cannes nel 2006, il cortometraggio – con un amaro finale a sorpresa – racconta la storia di un migrante naufrago su una spiaggia italiana. Il programma prevede poi due documentari che fotografano la situazione dei migranti in Italia. Il pluripremiato Niguri di Antonio Martino mette a nudo stereotipi e pregiudizi sugli africani da parte degli abitanti di un piccolo paesino calabrese ‘invaso’ da immigrati dalla pelle scura (‘niguri’ in dialetto locale). Campania d’Africa è invece dedicato a Castel Volturno, la città con la maggior precentuale di africani in tutta Europa: dopo aver vissuto per giorni con gli immigrati, il regista Francesco Alesi ne racconta la vita tra povertà, sfruttamento ed emarginazione. A seguire Harga, in cui la regista Leila Chaibi traccia un affresco della migrazione a partire dai sogni di una generazione nata sotto l’abbaglio dell’opulenza occidentale. L’ultimo film della sessione è Encourage di Eleonora Campanella, cortometraggio che racconta una delicata storia di integrazione tra una migrante e l’uomo che la accoglie in casa propria.
 
Una seconda sessione, alle ore 22.00, è invece dedicata ai conflitti latenti che attraversano Medioriente e Colombia. In programma Shooting Muhammad di Luca Cusani e Francesco Cannito, documentario finalista per il Premio Ilaria Alpi 2010 e già trasmesso da Al Jazeera International, che mostra la vita di uno studente palestinese iscritto all’università di Israele: checkpoint dopo checkpoint, il giovane è costretto a un’esistenza senza amici e sotto la minaccia costante di violenza, in bilico tra due mondi che si temono e si odiano. In Falsos positivos, Simone Bruno e Dado Carillo portano invece alla luce il più grande scandalo moderno dell’America Latina, nel quale più di duemila persone innocenti sono state assassinate dall’esercito colombiano e poi fatte passare per nemici abbattuti in combattimento nella guerra contro le Farc.
 
Per informazioni:
Tel. 051 546600 (COSPE)
Tel. 051 585604 (GVC)

Terra di Tutti Film Festival

MIGRANTI, STORIE GITANE, DONNE E ISLAM:
IL SUD DEL MONDO AL TERRA DI TUTTI FILM FESTIVAL
 
I muri invisibili della “fortezza Europa”, l’Africa, l’America Latina e il Medioriente, l’ambiente e l’informazione sotto minaccia, raccontati nei documentari in arrivo a Bologna per la quarta edizione del festival organizzato dalle ong COSPE e GVC. Dal 7 al 10 ottobre al cinema Lumière, 13 sessioni di proiezione con più di 40 film, ospiti internazionali e i video inediti dai festival di Brasile e Mozambico
 
Muhammad è palestinese ma studia all’università israeliana. Checkpoint dopo checkpoint, è costretto a un’esistenza senza amici e sotto la minaccia costante di violenza. Humaira è una giornalista afghana di 25 anni. Ogni giorno si avventura a caccia di informazioni in un paese in bilico tra modernità e repressione, lavorando per la radio che lei stessa ha fondato. Sono alcuni dei protagonisti dei video in concorso per la quarta edizione del Terra di Tutti Film Festival, il festival di documentari e cinema sociale dal sud del mondo organizzato a Bologna da COSPE (Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti) e GVC (Gruppo di volontariato civile), due ong impegnate da decenni nella cooperazione internazionale allo sviluppo.
 
L’appuntamento è al cinema Lumière di Bologna (via Azzo Gardino 65) dal 7 al 10 ottobre per quattro giorni di proiezioni (gratuite) di reportage, inchieste, corti e mediometraggi provenienti da Africa, America Latina, Europa, Medioriente e Asia. Circa 35 i film in gara, divisi in 13 sessioni tematiche, a cui si aggiungono nove opere fuori concorso in arrivo dai festival gemellati di Belo Horizonte in Brasile e di Maputo in Mozambico. 
 
Dedicata alla “fortezza Europa” la sessione d’apertura del festival, giovedì 7 ottobre a partire dalle ore 20.00: tra i film in programma anche il pluripremiato Niguri di Antonio Martino, un viaggio nel pregiudizio attraverso le reazioni degli abitanti di un piccolo villaggio calabrese “invaso” da immigrati africani. In Campania d’Africa, Francesco Alesi racconta la vita quotidiana degli immigrati a Castel Volturno, la città europea con la maggior percentuale di africani. Hedy Krissane, già vincitore del Torino Film Festival (2005) e ospite a Cannes nel 2006, firma invece Ali di cera, la storia di un migrante che, reduce da un naufragio, si ritrova su una spiaggia italiana.
 
Le conseguenze del conflitto medio-orientale sulla vita dei giovani palestinesi iscritti alle università di Israele è documentata in Shooting Muhammad di Luca Cusani e Francesco Cannito, già finalisti al Premio Ilaria Alpi 2010. Nella stessa sessione, intitolata “Conflitti latenti” (giovedì 7 ottobre a partire dalle 22.00), Simone Bruno e Dado Carillo portano alla luce lo scandalo dei Falsos positivos, la storia delle oltre duemila persone innocenti assassinate dall’esercito colombiano e “scambiate” per guerriglieri delle Farc.
 
Focus sul Medioriente nella sessione in programma venerdì alle ore 18.00. In Gaza, guerra all’informazione, Anna Maria Selini racconta la Striscia di Gaza, dove sei reporter palestinesi hanno perso la vita pur di filmare, contro ogni censura, l’offensiva israeliana dell’operazione “Piombo fuso”. Prende invece le mosse dal massacro del 1982 Chatila, les femmes et les enfants, in cui Denys Piningre offre il ritratto di una popolazione che vive nella speranza di ritornare nella propria terra. Sempre venerdì 9 ottobre alle ore 16.00 Matteo Pasi, già vincitore del Terra di Tutti 2009 con Ishak, torna sugli schermi del cinema Lumière con Youth of Tuzla, una fotografia dei giovani di Bosnia, tra frustrazione, desiderio di fuggire ed energie creative (nella sessione “Giovani periferie”).
 
Michael Watts, che sarà ospite del festival, presenterà invece il pluripremiato Laguna Negra, pellicola che documenta con sguardo lucido e toccante le lotte dei contadini peruviani contro lo sfruttamento minerario delle terre e la scomparsa dei metodi di sussistenza tradizionali (nella sessione “Ecovision”, sabato 9 ottobre alle ore 20.00). All’interno della sessione “African Stories” (venerdì alle ore 21.30) la proiezione di Meta compartida, in cui Lorenzo Galeazzi, Martino Buzzi e Jesus Casquete raccontano l’avventura di due atleti spagnoli alla Sahara Marathon, un’iniziativa sportiva a favore dei diritti dei Saharawi che porterà i protagonisti a immergersi nella vita di questo popolo. Non mancano le sessioni dedicate a “Migrazioni al Sud” (sabato 9 ottobre alle ore 16.00) e a “Lavoro, diritti e globalizzazione” (sabato 9 ottobre alle ore 18.00).
 
Un trittico di film sulla scottante questione rom compone la sessione “Storie gitane” (domenica 10 ottobre alle ore 16.00). Primo documentario in programma è Amèn di Stefano Cattini, dedicato al fenomeno, ignorato dai mass media, delle conversioni di massa alla religione evangelica pentecostale da parte dei membri della comunità sinti italiana. I roghi che nel 2008 distrussero i campi rom del quartiere di Ponticelli a Napoli sono invece al centro di Europa 0 km di Luca Bellino e Silvia Luzi. I due registi, già noti al pubblico per aver documentato la controversa politica di Chavez in La minaccia, seguono i rom napoletani nel viaggio che parte dal loro paese di origine, una poverissima cittadina romena. Un ritratto delle donne rom della Slovenia, sospese tra rispetto delle tradizioni e volontà di emancipazione, è The life of Roma women della giovane Martina Hudorovi?.
 
All’interno del Terra di Tutti, una sessione particolare sarà dedicata ai “Ritratti di donne e islam” (domenica 10 alle ore 18.30). In programma Girls on the air, il documentario in cui Valentina Monti racconta la vita quotidiana della fondatrice di una radio comunitaria in Afghanistan, alle prese con i contrasti di un paese segnato dalla violenza sulle donne e dagli attacchi dei kamikaze. Sarà invece Gonzalo Ballaster, ospite del festival, a presentare il suo The Molky way, la storia di un’anziana signora iraniana determinata a compiere un lungo viaggio nel proprio paese.
 
La pellicola di chiusura, in programma domenica 10 ottobre alle ore 20.00, proviene dal festival di Belo Horizonte in Brasile. Si tratta di Terras, documentario di Maya Da Rin incentrato sull’intreccio di culture ancestrali e contemporaneità nelle città situate nel cuore della foresta amazzonica, dove si incrociano le frontiere di Colombia, Brasile e Perù.
 
A conclusione del festival, le migliori produzioni europee e internazionali saranno premiate da una giuria di qualità mista, presieduta dalla regista bolognese Elisa Mereghetti e composta da professionisti del mondo del documentario, del giornalismo e della cooperazione internazionale. Per la seconda volta, il festival vedrà l’assegnazione del premio speciale istituito dal Consiglio degli stranieri e apolidi della Provincia di Bologna. Da quest’anno, infine, alla migliore opera di produzione africana sui temi dello sviluppo sostenibile e della sovranità alimentare andrà un premio offerto dalla fondazione Benedetto Senni.
 
Per informazioni:
Tel. 051 546600 (COSPE)
Tel. 051 585604 (GVC)

Terra di Tutti Film Festival

A Bologna il prossimo ottobre, la quarta edizione della rassegna internazionale di cinema dal sud del mondo. Concorso aperto per corti e documentari su lotta alla povertà, migrazioni, acqua e risorse naturali. Iscrizioni entro il 20 giugno
 
Sono aperte le iscrizioni per il Terra di Tutti Film Festival, la rassegna di documentari e cinema dal sud del mondo organizzata a Bologna da Gvc (Gruppo di volontariato civile) e Cospe (Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti), due organizzazioni non governative attive da anni nella cooperazione internazionale allo sviluppo.
 
Giunto alla quarta edizione, il Terra di Tutti Film Festival darà spazio e visibilità ai documentaristi che utilizzano il video come forma di espressione critica per raccontare i paesi, i popoli e le lotte di quel sud del mondo spesso invisibile nei mezzi di comunicazione di massa.
 
Il Festival è rivolto a registi e videomaker indipendenti, senza vincoli di nazionalità, età o professione. La partecipazione è gratuita e sono ammessi al concorso corti e mediometraggi di fiction sociale, documentari e cinema d’animazione.
 
La quarta edizione del Terra di Tutti Film Festival sarà dedicata in particolar modo ai temi della lotta alla povertà, della valorizzazione e della preservazione delle risorse naturali, della sovranità alimentare, dell’agricoltura sostenibile, biologica ed equo-solidale, dell’acqua come bene comune dell’umanità, delle migrazioni. Il concorso è aperto anche a opere che trattino tematiche sociali legate alla globalizzazione, allo sviluppo, ai diritti umani, all’ambiente, alla guerra e al ruolo dei mass media sul sud del mondo. 
 
Il Terra di Tutti Film Festival si terrà a ottobre 2010 al cinema Lumière di Bologna. Sono previsti premi di produzione per le tre migliori opere in concorso. Le iscrizioni scadono il 20 giugno 2010.
 
Per iscriversi e per avere maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione al Festival: www.terradituttifilmfestival.org

Terra di Tutti Film Festival

TERRA DI TUTTI FILM FESTIVAL
A BOLOGNA DALL’8 AL 11 OTTOBRE
DOCUMENTARI E CINEMA SOCIALE DAL SUD DEL MONDO
 
Sono 35 i film in concorso alla terza edizione del festival organizzato dalle ong Cospe e Gvc. Quattro giorni di proiezioni, incontri con registi ed eventi per saperne di più su lotta alla povertà, migrazioni, conflitti e sviluppo sostenibile. Da quest’anno, spazio agli approfondimenti sulla cooperazione con i convegni promossi dal coordinamento delle ong dell’Emilia-Romagna
 
Arrivano da Italia, Francia, Spagna, Repubblica Ceca e poi da Mozambico, Senegal, Cina, Palestina, Rwanda, Tunisia, Uzbekistan, Bolivia e Messico, i 35 documentari e cortometraggi in concorso al Terra di Tutti Film Festival, la rassegna di cinema sociale promossa dalle organizzazioni non governative Cospe e Gvc, in programma da giovedì 8 a domenica 11 ottobre 2009 al Cinema Lumière di Bologna (via Azzo Gardino 65, ingresso gratuito).
 
Giunto alla terza edizione, il Terra di Tutti Film Festival darà voce e spazio, senza censure e pregiudizi, alle produzioni di registi indipendenti e giovani videomaker, selezionate dagli esperti di Cospe e Gvc tra gli oltre 140 film iscritti al concorso.
 
“Quest’anno puntiamo molto sulla forza e sulla potenza delle immagini – dicono i direttori artistici del festival Stefania Piccinelli dell’ong Gvc e Jonathan Ferramola dell’ong Cospe -. I 35 film in concorso raccontano storie troppo spesso taciute, ma che meritano di essere raccontate. Sono storie di lotta, di sopravvivenza, di povertà, di conflitti dimenticati. Storie di vita nelle tante ‘periferie’ del mondo, quelle vicine come Lampedusa o il quartiere Pilastro di Bologna, e quelle più lontane come la frontiera tra Messico e Stati Uniti, le città fantasma su quello che rimane del lago d’Aral o le campagne di India e Sri Lanka dove i contadini lottano contro lo strapotere delle multinazionali agroalimentari. Va sottolineato – aggiungono -, come i film in concorso siano tutti low-budget, girati esclusivamente in digitale tanto che il loro costo complessivo è pari a quello di una piccola produzione italiana”.
 
Attraverso 40 ore di proiezioni (in programma tutti i giorni, con inaugurazione giovedì 8 alle ore 20), verranno così affrontati temi come le migrazioni, le guerre, lo sviluppo sostenibile, il diritto al cibo e all’acqua, con il confronto tra quanto avviene in Europa, Asia, America centrale, Africa occidentale e paesi sahariani. Come ogni anno, Terra di Tutti Film Festival offrirà poi incontri con gli autori, musica dal vivo, dj-set, presentazioni di libri e anche uno stand di prodotti biologici organizzato insieme a Slow Food. Una festa, che si terrà venerdì 9 al Tpo, sarà dedicata ai giovani e alle culture underground di tutte le latitudini, con proiezioni speciali e un concerto hip-hop che porterà insieme sul palco rapper marocchini e italiani.
 
Il festival si concluderà nella serata di domenica 11 con la proiezione fuori concorso del documentario (censurato a Parma) Il mio nome è Emmanuel e con le premiazioni a cui parteciperanno la presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti e Maria Giuseppina Muzzarelli, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessore Europa, cooperazione internazionale e pari opportunità. Una giuria di qualità sceglierà i due premi per la migliore produzione italiana e per la migliore produzione straniera, mentre, per la prima volta, il Consiglio degli stranieri della provincia di Bologna assegnerà un premio speciale intitolato a Cheikh Sarr, il giovane senegalese morto in mare per salvare un turista, a cui nel 2004 il presidente Ciampi ha conferito medaglia d’oro alla memoria al merito civile.
 
Da quest’anno, le giornate di cinema sociale saranno arricchite dai convegni, le mostre fotografiche e gli appuntamenti culturali della terza edizione di “La terra nelle nostre mani”, il festival della cooperazione internazionale organizzato da Coonger, il coordinamento delle ong dell’Emilia-Romagna (www.coonger.org). Dedicato al diritto dei popoli alla sovranità alimentare, il festival della cooperazione si aprirà giovedì 8 alle ore 10 (Facoltà di Scienze Politiche, strada Maggiore 45) con il seminario “Un’economia alternativa per una società più inclusiva”, in cui saranno presentate le più significative esperienze di economia solidale realizzate in Italia e Brasile, per concludersi, sabato 17 ottobre in piazza Maggiore, con lo “Stand up Take Action!”, la mobilitazione internazionale per spingere i governi ad agire contro la povertà e per il raggiungimento degli Obiettivi del millennio.
 
 
Per informazioni:
Tel. 051 546600 (Cospe)
Tel. 051 585604 (Gvc)

TERRA DI TUTTI FILM FESTIVAL

A BOLOGNA DALL’8 AL 11 OTTOBRE
DOCUMENTARI E CINEMA SOCIALE DAL SUD DEL MONDO
 
Sono 135 i corti e i mediometraggi iscritti alla terza edizione del festival organizzato dalle ong Cospe e Gvc. Quattro giorni di proiezioni, incontri con registi ed eventi per saperne di più su lotta alla povertà, migrazioni, conflitti e sviluppo sostenibile. Da quest’anno, spazio agli approfondimenti sulla cooperazione con i convegni promossi dal coordinamento delle ong dell’Emilia-Romagna
 
Sono 135 e arrivano da paesi come Mozambico, Cina, Palestina, Tunisia, Bolivia e Messico, i documentari e i film iscritti al Terra di Tutti Film Festival, la rassegna di cinema sociale promossa da Cospe e Gvc, due organizzazioni non governative impegnate da oltre trent’anni nella cooperazione internazionale allo sviluppo.
 
In programma dall’8 all’11 ottobre 2009 al Cinema Lumière di Bologna (via Azzo Gardino 65, ingresso gratuito), la terza edizione del Terra di Tutti Film Festival darà voce e spazio ai lavori di registi indipendenti e giovani videomaker provenienti dai cinque continenti. A raccontare la vita nel sud del mondo, affrontando temi come lo sviluppo sostenibile, la sovranità alimentare, l’acqua, i conflitti e le migrazioni, saranno quaranta film, che verranno selezionati dagli esperti di Cospe e Gvc (la selezione verrà comunicata sul sito del festival a partire dall’1 settembre 2009). Una giuria di qualità assegnerà due premi alla migliore produzione italiana e alla migliore produzione straniera, mentre un premio speciale “Migrazioni” verrà dato dal Consiglio degli Stranieri della provincia di Bologna.
 
Come ogni anno, Terra di Tutti Film Festival non sarà solo proiezioni – oltre 30 le ore di filmati -, ma anche incontri con gli autori e musica, con una festa-concerto in programma al Tpo di Bologna.
 
Le giornate di cinema sociale saranno poi arricchite dagli incontri con ospiti speciali, i laboratori e gli spazi artistici sull’economia solidale e la sostenibilità di “La terra nelle nostre mani”, il festival della cooperazione internazionale organizzato dal Coonger, il coordinamento delle ong dell’Emilia-Romagna (www.coonger.org). Dedicato al diritto dei popoli alla sovranità alimentare, il festival della cooperazione si concluderà, sabato 17 ottobre in piazza Maggiore, con lo “Stand up 2009”, la mobilitazione internazionale per spingere i governi ad agire contro la povertà e per il raggiungimento degli Obiettivi del millennio.
 
Per informazioni:
Tel. 051 546600 (Cospe)
Tel. 051 585604 (Gvc)

TERRA DI TUTTI FILM FESTIVAL

TERRA DI TUTTI FILM FESTIVAL – SECONDA EDIZIONE
Rassegna di documentari e cinema sociale dal sud del mondo
Bologna_10, 11, 12 ottobre 2008

 

Dal 10 al 12 ottobre 2008, al Cinema Lumiere di Bologna, si svolgerà la seconda edizione del Terra di Tutti Film Festival, rassegna di documentari e cinema sociale dal sud del mondo.

Durante la tre giorni del Festival, promosso dalle organizzazioni non governative COSPE e GVC, impegnate da oltre 30 anni nella cooperazione internazionale allo sviluppo, saranno proiettati 30 lavori selezionati per il concorso tra gli oltre cento corto/medio metraggiricevuti da videomaker indipendenti provenienti dai cinque continenti. Sono documentari eanimazioni, che aprono spazi di informazione fra le censure dei media ufficiali, che offronotestimonianze e visioni in presa diretta dal Sud del mondo.
Lo sviluppo sostenibile e la lotta alla povertà in ambito rurale sono le tematiche selezionate per questa seconda edizione. Le proposte arrivate alla giuria del Festival raccontano storie di uomini e donne che resistono all'espropriazione della propria Terra, nel senso più ampio del termine: terra come territorio su cui costruire identità, come memoria di uno spazio in esilio, come riserva da difendere, o luogo di tradizioni in pericolo di estinzione. Immagini dagli agglomerati urbani africani, alle sierre del Sudamerica, fino agli slum dell’Asia. E ancora storie di futuro incerto di ragazzi e ragazze di strada o stralci di vita nelle baraccopoli. Nelle realtà in cui crescono, nascono storie di amicizia, di incontro tra diversi e di difesa dei propri diritti. In Senegal o in Brasile, in Bolivia o in Libano, in Kosovo o in Palestina, in Iraq o in Romania.
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Quest’anno la rassegna sarà arricchita da numerosi eventi collaterali, workshop e dibattiti con registi, produttori, documentaristi e giornalisti, e un concerto dei Ramallah Underground, giovani rapper palestinesi, che si esibiranno sabato 11 Ottobre al TPO di Via Casarini, Bologna. Il Terra di Tutti Film Festival fa parte del network europeo di festival di documentari dal sud del mondo, Tierra de Todos y Todas, che coinvolge Spagna, Portogallo e Ungheria ed è arricchito dalla collaborazione con i festival di cinema sociale dal sud del mondo di Cordoba (Spagna), Maputo (Mozambico), Rosario (Argentina) e La Paz (Bolivia).

Terra di Tutti Film Festival

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10-12 Ottobre 2008
Cinema Lumiere – Via Azzo Gardino 65, Bologna
INGRESSO GRATUITO
INFO: www. terradituttifilmfestival.org

"Terra di Tutti Film Festival"

Si svolgerà dal 12 al 14 Ottobre presso la Sala Cervi della Cineteca Comunale di Bologna la prima edizione del “Terra di Tutti Film Festival”, la rassegna di documentari e cinema sociale del sud del mondo.

Promosso dalle ONG  GVC e COSPE,  il Terra di Tutti Film Festival nasce dall’esigenza di dare la parola ai tanti documentaristi che usano il video come forma di espressione critica, per informare e denunciare all’opinione pubblica i problemi che colpiscono i paesi del sud del mondo. Partecipano al concorso le opere audiovisive di corto e mediometraggio il cui tema narrativo è incentrato sulla lotta per la conquista dei diritti civili, l’uguaglianza di genere, la difesa della libertà, la cittadinanza attiva, la coscienza ambientale ed ecologica.

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La giuria del Festival, tra gli oltre 100 documentari ricevuti, ha selezionato 30  opere nelle tre categorie (Documentario,  Infanzia e Giovani,  Fiction Sociale) che entreranno in concorso, e fra questi verranno selezionati 3 lavori che si aggiudicheranno i premi Miglior Produzione Italiana, Miglior Produzione Straniera e premio del Pubblico.

Nella tre giorni del Festival si potranno conoscere da vicino le periferie di Bucarest, dove centinaia di bambini di strada lottano ogni giorno per la sopravvivenza, la popolazione delle Ande boliviane fra futuro, globalizzazione e antiche cosmogonie Quechua, le drammatiche vite degli homeless moscoviti, e poi l’Africa dei ragazzi soldato, il Brasile delle bambine prostitute e la polveriera mediorientale.

 

Il Terra di Tutti Film Festival offrirà al pubblico visioni del sud senza retoriche, censure o pietismi, ma con l’idea che solo uno sguardo lucido e mai rassegnato della realtà che ci circonda, può cambiare il presente ed inventare un futuro migliore. Anche attraverso il cinema.

Il festival  bolognese trae origine dall’esperienza pluriennale di altri festival europei consorziati per la promozione di modelli di sviluppo equo, dei diritti umani, della cultura di pace,  fra cui il festival spagnolo La Imagen del Sur (www.laimagendelsur.org) di Cordoba giunto ormai alla sua 5a edizione.

Il festival è finanziato dalla Commissione Europea – EurpeAid, realizzato con i patrocini della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Bologna, della Provincia di Ferrara, del Comune e della Cineteca di Bologna e sponsorizzato da Coop Adriatica.

 

Tutte le serate sono a ingresso gratuito.

Il programma dettagliato dei film e dei dibattiti è disponibile nel sito: www.terradituttifilmfestival.org

 

 

Per informazioni:

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