#TFF33 – “Un lavoro da formichine”. Incontro con Bruno Bozzetto

Il prolifico creatore del Signor Rossi, West and Soda (proiettato al festival in versione restaurata), V-Mio fratello superuomo e Allegro non troppo ha incontrato ieri mattina gli studenti della facoltà di cinema dell’Università di Torino, ripercorrendo la sua carriera per un prezioso e divertente dialogo-lezione.

“Ho iniziato in un periodo in cui eravamo totalmente artigiani, era un mondo tutto da scoprire. Tutti i personaggi erano da colorare a mano e da delineare. Era un lavoro da formichine”. Esordisce così Bruno Bozzetto, raccontando i suoi primi passi nel mondo dell’animazione dai primi cortometraggi fino ai lungometraggi e ai progetti futuri. “All’epoca si usavano le macchine per disegni animati, che scattavano un fotogramma al secondo. Un forte riferimento è stato Norman Mc Laren, che disegnava direttamente sulla pellicola. Il suo Blinkity Blank per me è stato una grande ispirazione. Il disegno ipnotico a ritmo di musica mi ha insegnato che con poco – la musica e il movimento – si arriva a risultati fantastici. Un’altra ispirazione fu il mediometraggio del braccio destro di Walt Disney, Ward Kimball, che nel 1953 creò Toot Whistle Plunk and Boob. Quello che più apprezzavo di Kimball era l’ironia, e partendo da Toot a vent’anni feci il mio primo lavoro: Tapum! La storia delle armi“.

Poco dopo giunse la fama grazie a Signor Rossi, ossia la parodia dell’uomo medio italiano, personaggio che ebbe enorme fortuna e che nacque per una delusione: “L’ho creato per vendetta. Avevano rifiutato un mio lavoro ad un festival, dove avevano accettato film orrendi. Da lì mi venne l’idea di Un Oscar per il Signor Rossi, in cui il protagonista gira un film che gli viene rifiutato, quindi per la rabbia calpesta e rovina la pellicola del suo girato e a quel punto il film viene accettato come un lavoro sperimentale”.  west and soda 2

Dopo moltissimi cortometraggi presentati in festival internazionali di cinema d’animazione, nel 1965 esce nelle sale italiane West and Soda, il primo lungometraggio: “Quando ho iniziato avevo di fronte i cartoni della Disney, e non c’era competizione possibile, erano fatti da un immenso team e con troppi soldi. Inoltre non volevo fare un altro Pinocchio o un altro Bambi, ma una favola dei nostri tempi. Per questo ho pensato al western: volevo una trama banale che mi permettesse di fare divagazioni e creare delle gag. West and Soda si rifà a Il cavaliere della valle solitaria, uno dei due protagonisti è identico a Jack Palance, e un anno prima di noi uscì il film di Sergio Leone Per qualche dollaro in più, è ironico perchè noi avevamo iniziato a lavorare su West and Soda da molto prima, visti i tempi dell’animazione. Tutto il film è stato improvvisato, per noi improvvisare era un piacere. La sceneggiatura è sta conclusa dopo le riprese. Per le scenografie ho avuto il prezioso aiuto di Giovanni Mulazzani, che ha creato degli ambienti caldi con uno stile particolarissimo”.

La nascita di un altro grande lavoro come Allegro non troppo, definito la risposta italiana a Fantasia, è raccontata così dal suo autore:”Ho visto Fantasia quattordici volte, mi sembrava un’idea bellissima. E una mattina prima di uscire mi persi nell’ascolto del Bolero di Ravel, per la sua trasformazione continua e perchè quella musica richiama dolcezza, morbidezza”. In costante sperimentazione di nuovi linguaggi, i lavori di Bozzetto continuano fino a oggi, e il regista ha ancora mostrato alcuni suoi esperimenti in 3D e un’idea per un progetto futuro.