TORINO FILM FESTIVAL 26 – "The Edge of Love", di John Maybury (Fuori concorso)

Maybury usa il suo abile occhio per dare una superficie cromatica e suggestiva ad un dramma d'amore dal sapore stantio. Spostando il punto di arrivo dal mero ritratto biografico del poeta Dylan Thomas, alla storia di un'amicizia femminile, The Edge of Love si appoggia nella sua seconda parte al  solo carisma delle due protagoniste.

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The Edge of LovePronto a riempire i botteghini italiani, esce in anteprima al Torino Film Festival The Edge of Love, il melodramma dal cast stellare di John Maybury che racconta il menage à trois in cui si viene a trovare il poeta Dylan Thomas (Matthew Rhys) durante la seconda guerra mondiale. Sposato con Caitlin (Sienna Miller), ma legato ancora all’amore adolescenziale per Vera (Keira Knightley), Thomas passa la sua vita tra alcol e risse cercando di essere amato e di amare.

Maybury usa il suo abile occhio – stupende le sequenze di guerra con i loro colori lividi, quasi di piombo che avvolgono i personaggi fino a renderli ombre – per dare una superficie cromatica e suggestiva ad un dramma d’amore dal sapore stantio, in cui la sceneggiatura di Sharman Macdonald non fa eccezione nel descrivere il suo protagonista come – pateticamente – eccentrico ed arrogante, ma al contempo – insopportabilmente – inerme negli affetti.

Temi interessanti come la guerra, l’onore, il tradimento, la poesia, e la violenza della guerra vengono appena toccati e subito messi da parte, come semplice cornice di turno per l’ennesima storia d’amore travagliata e priva di futuro.

E attorno a Thomas si sviluppano le psicologie delle due donne, che per l’inettitudine del personaggio principale, assurgono verso la metà del film a fulcro e nucleo centrale (grembo materno), uniche figure salvifiche per due uomini (Dylan e William, marito di Vera) incredibilmente immaturi ad affrontare una vita coniugale.

Spostato il punto d’arrivo dal mero ritratto biografico (e all’inizio l’unico interesse della macchina da presa è il poeta, ripreso mentre legge o compone versi, mentre beve o si pavoneggia, mentre esprime la sua lontananza dalla realtà al punto di pisciare per la casa) alla storia di un’amicizia femminile – suggerita anche dai volti delle due donne spesso affiancati -, The Edge of Love cerca di salvarsi appoggiandosi solo sul carisma e il fascino delle due attrici, così diverse nel recitare tra loro (la Knightley puramente mimica e la Miller istrionica e più fisicamente esuberante) e così comunque superiori, almeno nel personaggio ai loro comprimari maschili che, col proseguire del film, assumono sempre più opacità fino a perdere quasi d’importanza.

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