“Tower Heist – Colpo ad alto livello”, di Brett Ratner

Il film di Ratner si allaccia maggiormente al filone delle crisis comedies d'attualità in stile Come ammazzare il capo e vivere felici, con la stessa compassata, ingrigita verve di timida, giusto accennata riappropriazione proletaria che animava proprio la stiracchiata pellicola di Seth Gordon (l'idea insomma di un thanksgiving che diventi soprattutto un thankskeeping della “classe operaia” d'America…). Murphy spreca l'occasione per tornare ad uno dei ruoli scurrili, da teppistello tutto parlantina supersonica e orgoglio nero, delle origini, rinnegati poi da una carriera in tempi recenti sin troppo innocua; Stiller fa mecenatismo. Alla fine, vince Casey Affleck

Anche se Casey Affleck (il migliore del lotto di attori) e lo sceneggiatore Ted Griffin (che ha pure firmato altri copioni pregevoli come Killers e Il genio della truffa) sembrano messi lì a certificare la derivazione à la Ocean’s Eleven del progetto, e quindi l'heist movie tutto porte scorrevoli e riflessi girevoli che anche il titolo suggerisce, in realtà il film di Ratner si allaccia maggiormente al filone delle crisis comedies d'attualità in stile Come ammazzare il capo e vivere felici, con la stessa compassata, ingrigita verve di timida, giusto accennata riappropriazione proletaria che animava proprio la stiracchiata pellicola di Seth Gordon (l'idea insomma di un thanksgiving che diventi soprattutto un thankskeeping della “classe operaia” d'America…).
Ratner continua a dimostrarsi un cineasta fuori tempo massimo, e la sensazione davanti alle sue regie resta la stessa che si prova guardando le sequenze action più riuscite e originali della saga dei Rush Hour: ovvero il rammarico per la mancanza di uno sguardo più solido come poteva essere quello di Richard Donner o John McTiernan, che sarebbero andati a nozze ad esempio con la trovata centrale di Tower Heist, e dunque con tutta la rocambolesca sezione dedicata al furto impossibile della Ferrari di Steve McQueen dall'ultimo piano dell'altissimo hotel di Central Park dove si svolge il film (nella realtà si tratta, almeno per gli esterni, della Trump Tower), che richiama espedienti degni del terzo Die Hard o del quarto Arma Letale. Peccato che appunto Ratner viaggi a velocità dimezzata in confronto ai modelli, e con molta più pesantezza: non a caso, i due pezzi grossi della commedia tirati in ballo questa volta per mettere su l'ennesima “strana coppia” della filmografia del regista hanno tutto il tempo per imbastire uno sketch nell'abitacolo dell'auto sospesa a mezz'aria ad altezze vertiginose (tra parentesi, una delle uniche due gag che Stiller e Murphy condividono in tutto il film).
Per Eddie Murphy, anche produttore, l'opportunità era quella di tornare ad uno dei ruoli scurrili, da teppistello tutto parlantina supersonica e orgoglio nero, delle origini, rinnegati poi da una carriera in tempi recenti sin troppo innocua: peccato che non sia solo Ratner a non prestargli attenzione, lasciandolo in un angolo a sparare le sue smitragliate verbali old school, ma soprattutto che questo reperto d'un cinema “di superfici” come i Beverly Hills Cop o i 48 ore non interessi nemmanco a Dante Spinotti, che in Tower Heist fonde la sua ben nota attrazione per vetrate e grattacieli dall'alto con delle esaltanti marcature a uomo degli attori degne di Nemico Pubblico (non avevamo mai visto prima d'ora la fronte di Ben Stiller così da vicino…).
Ecco, Stiller è invece in versione Notte al Museo, ovvero un mecenatesco fulcro d'attenzione per un nugolo di amici da (ri)portare alla ribalta, come l'ottimo Michael Pena, il ritrovato Matthew Broderick, la Gabourney Sibide di Precious all'esordio “brillante”: seppure i suoi assoli comici (di cui almeno quello sul buzz del cellulare è di prima scelta) restino confinati in buona sostanza unicamente nella parte introduttiva della pellicola, il personaggio di Ben, del quale l'attore riesce a tratteggiare anche una sorta di rassegnata solitudine, rimane comunque la cosa migliore del film.

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Titolo originale: Tower Heist
Regia: Bret Rattner

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RIFF AWARDS 2020

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Interpreti: Ben Stiller, Eddie Murphy, Casey Afflek, Matthew Broderick, Tea Leoni, Alan Alda, Michael Pena

Origine: USA, 2011

Distribuzione: Universal

Durata:104'

 

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