"Il genio della truffa", di Ridley Scott

Sorprendente commedia diretta da Ridley Scott (la sua prima?), con un piglio talmente sicuro e di classe che fanno pensare a una forte presenza, in fase di realizzazione, del produttore esecutivo Robert Zemeckis, da sempre capace di costrurire sceneggiature "perfette" per le commedie americane

Il genio della truffa è una sorprendente commedia diretta da Ridley Scott (la sua prima?), con un piglio talmente sicuro e di classe che fanno pensare a una forte presenza, in fase di realizzazione, del produttore esecutivo Robert Zemeckis, da sempre capace di costrurire sceneggiature "perfette" per le commedie americane. Qui ci troviamo di fronte a un truffatore di classe, Roy (NicholasCage) un vero asso nel suo lavoro, afflitto però da un incredibile serie di tick e problemi di "adattamento" al mondo, che lo fanno essere allergico a tutto, ossessionato dalla pulizia e completamente dipendente dalle medicine. Perse le quali in un giorno di crisi estrema finisce sotto le cure di uno psichiatra che, oltre a dargli delle nuove medicine, lo convincerà a fare i conti con il passato, in particolare con la sua ultima donna, abbandonata incinta circa tre lustri prima. Da qui la storia prende un'altra direzione, perche alle truffe eleganti del protagonista e del suo socio Frank (Sam Rockwell) e alle manie ossessive di Roy si aggiunge una variabile imprevedibile e impazzita: la figlia Angela (un'incredibile Alison Lohman) che Roy si ritrova a conoscere ormai già bella e cresciuta, piccola giovane quattordicenne, sveglia e intelligente e con tutti i problemi dei ragazzi della sua età. Qui Roy si troverà ad affrontare un imprevisto che non è solo dato dalla esuberanza della ragazza, dal suo voler stare con il padre e partecipare alle sue truffe, ma soprattutto dall'emergere di quel sentimento amoroso paterno mai provato prima, qualcosa che va oltre ogni aspettativa ed esperienza precedente. Ecco, senza sottovalutare il brio, la freschezza e il magnifico appeal dato al film dagli interpreti, sembra nascondersi proprio in questo "rapporto d'amore" padre/figlia la forza emozionale esplosiva di Matchstick Men. Perché al di là delle sorprese di un finale apparentemente imprevedibile (che ovviamente non vi anticipiamo) e' proprio questa acquisizione, questo immergersi anima e corpo dentro un sentimento nuovo, dentro questo amore assoluto (che lo spingerà a fare cose mai compiute prima), che sta il cambio di personalità e di prospettiva che si trovera' ad affrontare Roy. Che, forse, non sarà proprio fortunato ma imparerà a conoscere a apprezzare la forza e ilvalore dei sentimenti.

Se vogliamo, provocatoriamente, la differenza tra il cinema americano migliore e quello italiano è tutta nel come guardano questo rapporto padri/figli. Nevrotico e vuoto ne Il miracolo (da bacchettate sulle mani al pur bravo regista), complesso ed emozionante in Il genio della truffa. I cineasti italiani hanno dimenticato che... i bambini ci guardano.

 

Titolo originale: Matchstick Men
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: Nicholas Griffin, Ted Griffin dal libro di Eric Garcia
Fotografia: John Mathieson
Montaggio: Dody Dorn
Musica: Hans Zimmer
Scenografia: Tom Foden
Costumi: Michael Kaplan
Interpreti: Nicolas Cage (Roy Waller), Sam Rockwell (Frank Mercer), Alison Lohman (Angela), Bruce McGill (Chuck Frechette), Bruce Altman (dr. Klein), Jenny O'Hara (Mrs. Schaffer), Steve Eastin (Mr. Schaffer), Sheila Kelley (Kathy)
Produzione: Sean Bailey, Ted Griffin, Jack Rapke, Ridley Scott, Steve Starkey per ImageMovers/Scott Free Production
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 120'
Origine: Usa, 2003

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