VENEZIA 71 – Ritorno dalla tomba. Joe Dante e il cast parlano di Burying the Ex

joe danteA cinque anni di distanza da The Hole, un film di Joe Dante ritorna al Lido. Stavolta il regista statunitense non ha potuto essere fisicamente presente, ma ha partecipato all'incontro in collegamento Skype. Ad accompagnare Burying the Ex, presentato fuori concorso, al festival, ci sono stati lo sceneggiatore Alan Trezza e i protagonisti Anton Yelchin, Ashley Green e la star di True Detective Alexandra Daddario.

 

 

Cosa si può nascondere dietro il genere l'horror?

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Anton Yelchin: Con Joe (Dante) abbiamo parlato del fatto che gli horror possono essere molto trasgressivi proprio per il fatto che possono essere anche film diversi e mostrare altre cose rispetto a quello che appare sullo schermo. Prima di questo incontro, c'è stato Abel Ferrara che ha parlato di Pasolini, uno che ha rappresentato un modello di trasgressione.

Alexandra Daddario: Tutti abbiamo avuto dei timori sin dalla tenera età. Il modo migliore per affrontare le proprie paure è proprio quello di vedere un film guardando ciò che può succedere agli altri.

Joe Dante: Quando giro un horror, cerco di inserirlo in un contesto specifico. Inoltre, anche se in questo caso gli attori sono giovani, penso che il film sia retrò. Il mio sogno è quello di colmare il divario tra il mio cinema e gli horror più vecchi.

Alan Trezza: Sono sempre stato appassionato di horror e in particolare dei film sugli zombie. E ci sono film che è come se, dietro al genere, vogliono dire qualcos'altro come per esempio Dawn of the Dead di Romero che parla del consumismo. E in questo caso, la storia che si nasconde dietro l'horror è quella di una relazione andata male dove dentro ci sono situazioni ed esperienze sia personali sia di altre persone. E, dopo acer raccolto tutto il materiale narrativo, capivo che c'era solo un cineasta che poteva girare questo film ed era il maestro Joe Dante.

 

 

Come è nato il progetto del film, in cui oltre all'horror convivono elementi comici e romantici?

Joe Dante: La sceneggiatura originariamente era stata pensata per un corto. E abbiamo cercato di fare questo film da cinque anni. Anzi, all'inizio Burying the Ex non doveva neanche essere un horror ma partiva da una situazione reale che nella vita può capitare a tutti.

 


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Joe Dante: Questo è stato un film a basso budget, quindi le scelte sono state limitate. E i poster che vedete li abbiamo utilizzati perché erano lì a portata di mano. Comunque se ci sono dei punti di riferimento, posso fare subito il nome di Mario Bava. 

 

 

ashley green e anton yelchin in burying the exChe idea c'è dell'amore in questo film?

Ashley Green: Evelyn ha la capacità di fare cose folli. E' così innamorata di Max che non capisce che non sono compatibili. Poi è anche un po' egoista perché mette Max nella condizione di non sapere cosa fare. E quando arriva Olivia, lei impazzisce. Certo, poi questo è anche un film di zombie con circostanze fuori dall'ordinario.

Anton Yelchin: Non so se questa idea di possesso totale sia contraria all'amore. Questa è una domanda quasi di portata filosofica. Però penso che la possessività maniacale porta a trattare chi si ama più come un oggetto che come persone.

Alexandra Daddario: Sto ancora cercando di capire che cos'è l'amore. Ho avuto nella mia vita anche delle relazioni che non riuscivo a interrompere perché non sapevo che c'era di meglio.

 

 

Ashley Green, come ha lavorato sulla plasticità di Evelyn?

Ashley Green: Penso che il personaggio di Evelyn sia molto complesso. E penso anche alle persone che si dovevano relazionare con lei anche se era diventato uno zombie. Nel momento in cui ho realizzato quanto reale fosse la sua insicurezza, ho cominciato a divertirmi.

 


Los Angeles può essere anche un personaggio nascosto. Anche perché poi ci sono anche i due luoghi ricorrenti del cimitero e del cinema

Joe Dante: Con lo sceneggiatore abbiamo pensato di fare il film a Los Angeles perché è già di per sé un posto straordinario. E abbiamo concentrato gran parte delle scene nel centro della città. E si, in parte è anche un personaggio.

Alan Trezza: E' una città di fan del cinema. Nel cimitero sono sepolti personaggi famosi. Nel cinema che invece vedete, il New Beverly, io ci vado spesso.

Anton Yelchin: Poi gli studios non fanno nulla per salvare luoghi come i cinema come il New Beverly che lottano per la sopravvivenza. E in quella città, nel Boulevard, sono passati personaggi famosi come Rodolfo Valentino e Charlie Chaplin. Ma oggi nessuno se ne accorge più.

 

 

Le citazioni dei vecchi film erano già presenti in sceneggiatura?

Joe Dante: Si, sia il ruolo di Los Angeles che i riferimenti ai vecchi film erano presenti nello script originale.

Alan Trezza: Si, altre ne abbiamo aggiunte anche nel corso della lavorazione.