Weekend, di Andrew Haigh

Alla fine di una nuvolosa e lenta giornata condivisa con amici di vecchia data, Russell preferisce rimandare ancora la notte facendo tappa in un locale. Qui viene attratto da Glen ed è con lui che si risveglia il mattino seguente nel proprio letto. Glen gli fa una richiesta particolare: registrare un audio nel quale gli chiede di spiegare come si siano incontrati e cosa abbia provato, per quello che dice essere un progetto artistico. Incuriositi l’uno dall’altro i due si incontrano nuovamente, in una lunga giornata all’interno della quale capiscono che la reciproca attrazione non è soltanto di tipo sessuale.

Come nel successivo 45 anni (i cui attori protagonisti Charlotte Rampling e Tom Courtenay sono stati premiati alla 65a berlinale), Andrew Haigh, al suo secondo lungometraggio, costruisce la sua opera nel lento contrasto tra pieni e vuoti, spaziali, sonori e intimi. Prima dell’incontro con Glen, la vita di Russell procede in una quieta solitudine che alterna gli interni caldi della sua abitazione di Nottingham, al freddo delle uggiose strade urbane, della piscina all’interno della quale lavora come bagnino e dei rumorosi locali in cui nessun tipo di rapporto, anche quello amicale, è autentico.

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andrew-haigh-weekend-L’irruzione di Glen rompe clamorosamente il suo silenzio: non solo costringe Russell a parlare ma il fatto che le sue parole siano registrate fa sì che entri in gioco la memoria, la possibilità di essere ricordati. E allora ecco che qualcosa diventa diverso dal solito, la stranezza di una richiesta si trasforma nella scoperta di un rapporto che attraverserà soltanto i due giorni del weekend all’interno dei quali fiumi di parole e gesti di tenerezza causeranno quel grande imprevisto che è l’amore, un amore che tuttavia non potrà vedere il lunedì.

Un po’ come in Prima dell’alba di Linklater, i due giovani protagonisti Tom Cullen e Chris New, alla prima prova “importante”, sono immortalati nel lento e terminale scoprirsi di se stessi, intensamente e autenticamente. Il fatto che siano due uomini, irrilevante nella descrizione della nascita del sentimento, diventa invece cardine di un discorso maturo sulla complessità di un’identità e di un rapporto omosessuale, argomento privilegiato da Glen – caratterizzato ancora da una rabbia di tipo adolescenziale, che incontra in Russell e nella sua “casa”, ricca di oggetti usati dalla vita antica, un punto di riferimento stabile, quasi paterno.

Il film ha attraversato numerosi festival nel mondo tra cui quellodi Roma, arrivando in sala con cinque anni di ritardo, dopo un successo sul web non indifferente.

 

Titolo originale: id.

Regia: Andrew Haigh

Interpreti: Tom Cullen, Chris New, Laura Freeman, Vauxhall Jermaine, Jonathan Race

Distribuzione: Teodora Film

Durata: 96′

Origine: Gran Bretagna 2011