"Young Adam", di David MacKenzie

Il film lascia spesso i protagonisti nella loro stasi, alimentando ripetitivamente le pulsioni sessuali di Joe ma sprecando l'occasione di imprigionare l'inquietudine dei tre personaggi all'interno della chiatta, dove non c'è tensione nel tradimento ne erotismo nell'atto sessuale


Corpi/visioni dall'oltretomba. Tratto dall'omonimo romanzo di Alexander Trocchi, uno degli esponenti della "beat generation", Young Adam, ambientato a Glasgow all'inizio degli anni Cinquanta, vede protagonisti due marinai, Joe (Ewan McGregor) e Les (Peter Mullan) che un giorno vedono un cadavere di una giovane ragazza in acqua. Les è inoltre sposato con Ella (Tilda Swinton) che ha una relazione clandestina con Joe. Ma c'è comunque un legame tra Joe e il cadavere. MacKenzie, teentaseienne scozzese al primo lungometraggio, frammenta piani temporali diversi dove lascia emergere i segni del passato stacchi che non appaiono come dei flashback ma sembrano quasi seguire linearmente la narrazione. Le immagini di Cathy (la ragazza ritrovata morta) con Joe sono come delle tracce visionarie della memoria, sulle quali però il cineasta scozzese non ha il necessario coraggio per farle diventare traccia di una vera ossessione. Young Adam lascia spesso i protagonisti nella loro stasi, alimentando ripetitivamente le pulsioni sessuali di Joe ma sprecando l'occasione di imprigionare l'inquietudine dei tre personaggi all'interno della chiatta, dove non c'è tensione nel tradimento ne erotismo nell'atto sessuale. L'opera di MacKenzie scade poi soprattutto nella parte finale, nelle scene del processo, dove emergono i sensi di colpa del protagonista e dove riprende vita la figura di Cathy in una dimensione onirica che però resta confusa nel piano di una narrazione caotica in un film invece dalla sceneggiatura lineare. Restano quelle tonalità grigie, quelle parti d'ombra oscure in cui Young Adam potrebbe spostarsi, anche se fugacemente, nelle zone di un horror anomalo. Ma lo sguardo di MacKenzie è tutto trattenuto, tutto ripiegato su se stesso, chiuso in quell'uniformità sottolineata dalle note di David Byrne, in un film d'acqua dove però è assente il calore e soprattutto quell'umidità e quella carnalità comunque vive nelle pagine di Trocchi. MacKenzie è un abile e opaco illustratore, che ha in mano anche interpreti sufficientemente soffocati e allucinati (soprattutto Ewan McGregor e Tilda Swinton) ma che tiene intrappolati dentro uno script ermetico, senza vie d'uscita.

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Titolo originale: Young Adam
Regia: David MacKenzie
Sceneggiatura: David MacKenzie dal romanzo di Alexander Trocchi
Fotografia: Giles Nuttgens
Montaggio: Colin Monie
Musica: David Byrne
Scenografia: Laurence Dorman
Costumi: Jacqueline Durran
Interpreti: Ewan McGregor (Joe Taylor), Tilda Swinton (Ella Gault), Peter Mullan (Les Gault), Emily Mortimer (Cathie Dimly), Jack McElhone (Jim Gault), Therese Bradley (Gwen), Ewan Stewart (Daniel Gordon), Stuart McQuarrie (Bill), Pauline Turner (Connie), Alan Cooke (Bob M'bussi)
Produzione: Jeremy Thomas per Film Council/Han Way Films/Recorded Picture Company/Scottish Screen/Sveno Media
Distribuzione: Mikado
Durata: 98'
Origine: Gran Bretagna/francia, 2003

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