211 – Rapina in corso, di York Alec Shackleton

A preannunciare l’arrivo di una massiccia dose di guai per la sonnacchiosa cittadina di Chesterford, Massachusetts, uno di quei posti dove una scazzottata al liceo viene punita con una giornata sul sedile posteriore di una pattuglia della polizia, tanto per vedere a cosa può portare una condotta criminale, ci pensa il fulminante prologo in Afghanistan di 211 – Rapina in corso. Al grido di “non siamo qui per giocare”, che per la verità suona più come uno scherzo che non come una dichiarazione di guerra, un quartetto di mercenari, tutti ex Forze Speciali che hanno venduto anima e patriottismo al miglior acquirente, massacrano, insieme alla sua squadra, uno dei tanti sciacalli della guerra, colpevole di troppa avidità. Il passo verso Chesterford è breve, è proprio qui che si trova una delle banche dove il denaro che sarebbe dovuto entrare nelle tasche dei quattro spietati mercenari è stato smistato.

211 - rapina in corsoNella lunga scia di sangue che vorrebbe tingere di rosso la rapina alla Unity Savings & Loan di Chesterford, c’è molto poco di quel fatto di cronaca del 1997, due banditi armati fino ai denti all’assalto di una banca, noto come la sparatoria di North Hollywood che, almeno a detta del trailer di 211 – Rapina in corso, avrebbe invece dovuto ispirare il film di York Alec Shackleton. I quattro bad guys del film, ai quali Shackleton si limita ad apporre in maniera indiscriminata l’etichetta del cattivo, senza prendersi la briga di infondere spessore o motivazioni, si barricano nella banca da svaligiare con tanto di ostaggi, non senza prima aver fatto saltare in aria un ristorante. Il tutto sotto gli occhi di Mike, disilluso poliziotto di poche parole al termine della carriera, provato da un lutto e con un universo privato andato in pezzi, interpretato da un Nicolas Cage che ci priva del piacere dei suoi magnifici guizzi, limitandosi ad aggirarsi nel film di Shackleton senza grande partecipazione né troppa convinzione. E quando un breve scambio tra il poliziotto e l’adolescente di colore di Michael Rainey Jr. sembra finalmente riuscire ad accendere una scintilla nello sguardo intorpidito di Cage e colorare di una timida empatia un film che continua a perdersi dietro personaggi laterali, a sciupare tutto ci si mette l’ennesima inspiegabile sottotrama di 211 – Rapina in corso, che facendosi carico di un’ingente dose di moralismo gratuito, devia ancora una volta dalla narrazione principale per arrischiarsi nell’improbabile compito di riscattare l’immagine della polizia dall’accusa di razzismo.

Shackleton spinge al massimo l’acceleratore sull’elemento della violenza, come se un distratto body count di innocenti bastasse a colmare il clamoroso deragliamento di una struttura che avanza a tentoni, tra ripetizioni meccaniche di cliché di genere e l’incapacità di rapportarsi con il basso budget a disposizione. A consolarci, allora, dal totale tradimento di quella vocazione action che, pur il film continua a promettere, non restano che le involontarie derive comiche dischiuse dal tono inspiegabilmente enfatico di molti dialoghi e dallo spaesamento dei personaggi di 211 – Rapina in corso, persi nel disordine di un film tanto sovraccarico quanto superficiale.

Titolo originale: #211
Regia: York Alec Shackleton
Interpreti: Nicolas Cage, Cory Hardrict, Michael Rainey Jr., Sophie Skelton, Sean James, Dwayne Cameron, Ori Pfeffer, Weston Cage, Mark Basnight, Amanda Cerny
Distribuzione: Notorious Pictures
Durata: 86’
Origine: USA, 2018