FILM IN TV - "Contact", di Robert Zemeckis
Contact, storia di un contatto che diventa ennesimo contrasto fra scienza e religione, ben può essere considerato il testamento filosofico di un regista da sempre legato al suono e molto meno pacifico di quanto si pensi, in cui i viaggi nello spazio (e nel tempo) non servono ad altro che a eludere la morte: che ti farà pure bella ma sempre morte rimane. Mercoledì 30 settembre, ore 23.20 Retequattro
Robert Zemeckis è da sempre un regista sonoro. Basti pensare all'incipit di Ritorno al futuro, con Marty McFly che esegue un power chord alla chitarra elettrica neanche fosse Pete Townshend dei Who e viene spazzato via dall'onda d'urto del maxi amplificatore di Doc. Oppure al suo primo film, 1964: Allarme a New York arrivano i Beatles (il titolo originale è migliore, I Wanna Hold Your Hand), o ancora al suo ultimo, La leggenda di Beowulf, in cui la macchina da presa compie un travelling impossibile che unisce temporalmente (e quindi cinematograficamente) i festeggiamenti per una vittoria e la sofferenza di un troll, spingendosi fin dove il suono (e quindi la parola) non può arrivare. Questa carrellata ci ricorda quella iniziale di Contact, film del 1997 che ben può essere considerato il testamento filosofico del regista (la storia del contatto tra una scienziata alla ricerca di messaggi extraterrestri e un alieno dalle sembianze paterne, con ovvie implicazioni psicoanalitiche, che diventa l'ennesimo contrasto fra scienza e religione): l'obiettivo indietreggia sempre più verso l'alto, nello spazio, incontrando suoni di ogni sorta: brani pop come Wannabe delle Spice Girls, Funkytown e addirittura Nel blu dipinto di blu, nonché discorsi di Nixon, Luther King, F.D. Roosevelt e Hitler, l'annuncio della morte di J.F.K. e il primo messaggio radio in codice Morse. Ma quello di Zemeckis è anche un cinema molto meno pacifico di quanto si pensi, dalla visione spesso cupa e violenta (la sequenza dell'attentato al teletrasporto da parte del fanatico religioso o la liquefazione finale del Giudice Morton in Chi ha incastrato Roger Rabbit?), come se Chuck Noland di Cast away non fosse mai tornato a casa; in cui i viaggi nel tempo (e nello spazio, come in Contact) non servono ad altro che a eludere “la mestizia, la tristezza e la morte del presente” (l'ultimo, immenso Anthony Hopkins di Beowulf); in cui la morte ti fa bella ma sempre morte rimane, da coprire grazie al “trucco” degli effetti speciali.
Titolo originale: Contact
Regia: Robert Zemeckis
Interpreti: Jodie Foster, Jena Malone, David Morse, William Fichtner, Matthew McConaughey, Tom Skerritt
Origine: USA, 1997
Durata: 153’
Mercoledì 30 settembre, ore 23.20 Retequattro
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