VENEZIA 66 - "Videocracy", di Erik Gandini (Giornatedegli autori)

Che cosa ci racconta, in definitiva, Videocracy? La favola dell’apparizione di un mostro (il berlusconismo) di cui non sappiamo da dove proviene, di cui non ci domandiamo nulla dei suoi legami con il passato, ma che sembra arrivato “da un altro pianeta”, come gli alieni yuppies di Essi vivono di Carpenter. Con l’aria saccente di chi ha capito tutto, perché vive all’estero dove le cose si vedono con sguardo diverso, il film di Gandini è un sermone non solo inutile, ma perfettamente omologo al sistema che vorrebbe criticare.

Lo spunto di partenza era incoraggiante: uno sguardo “alieno” sulla sulla realtà italiana, di un bergamasco trasferito in Svezia, Erik Gandini, che da anni realizza degli interessanti “documentari “creativi” in giro per il mondo. E l’attenzione non è rivolta, direttamente, alla “politica” ma all’”immamginario mediatico” nazionale degli ultimi trent’anni, ovvero di come le tv commerciali hanno modificato antropologicamente gli italiani. E quando vediamo le prime immagini delle tv locali della metà degli anni Settanta scorrere sullo schermo, e ancora quando assistiamo al racconto del ragazzo veneto che vuole arrivare al successo, siamo lì ad aspettarci, finalmente, qualcosa di nuovo e diverso… che provi a svelarci il nostro “lato oscuro”, incomprensibile per chi vede la realtà da troppo vicino. Peccato però che la pazienza e determinazione verso la ricerca lascino spazio al cinema delle tesi, e Videocracy si trasformi presto, paradossalmente, nell’esatto contrario di quello che aspirerebbe ad essere: un perverso omaggio a coloro che vorrebbe biasimare…

Il sorriso di Berlusconi, la villa con i “tronisti” di Lele Mora, la vita espositiva e mediatica di Fabrizio Corona, il “magnifico sogno” di un facile e lucroso successo televisivo,  vengono mostrati con una tale esibizione e ripetizione, da rasentare la celebrazione. Che cosa ci racconta, in definitiva, Videocracy? La favola dell’apparizione di un mostro (il berlusconismo) di cui non sappiamo da dove proviene, di cui non ci domandiamo nulla dei suoi legami con il passato, ma che sembra arrivato “da un altro pianeta”, come gli alieni yuppies di Essi vivono di Carpenter. E così improvvisamente un uomo solo ha il potere di avere tutte le televisioni e tutto il potere, politico e mediatico, in una sorta di “dittatura moderna”. Com’è accaduto? Perché? Chi ha permesso che questo accadesse? Niente, non ci stanno domande in questo film, che davvero – questo sì - sembra provenire da un altro pianeta, e che viene a spiegarci a noi italiani che cosa ci è accaduto senza che ce ne siamo accorti. Fantastico, ne avevamo proprio bisogno! Ora sappiamo che Berlusconi ci governa attraverso il Grande Fratello e i provini per le veline di Striscia la notizia! E attraverso lo spettacolo di culi e tette esibiti da trent’anni, prima sulle sue ora su tutte le reti televisive…. Come se le produzioni televisive non fossero, oggi, terribilmente cosmopolite e globalizzate, e i format non rimbalzassero e riproducessero da una nazione all’altra… Con l’aria saccente di chi ha capito tutto, perché vive all’estero dove le cose si vedono con sguardo diverso (ma forse è sufficiente utilizzare la rete o leggere internazionale per questo, no?), il film di Gandini è un sermone non solo inutile, ma perfettamente omologo al sistema che vorrebbe criticare. Dove alla fine non sentiamo parlare mai né di P2, né di mafia, né di corruzione, ma soprattutto dove non vediamo l’aspetto più inquietante: l’incapacità della sinistra di produrre immaginario alternativo, e di proporsi sempre più – anche e soprattutto con i suoi cineasti – come corresponsabili del “mondo berlusconiano” così ben descritto dal regista.   

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Sono presenti 4 commenti
  1. sono perfettamente d'accordo con tutto quanto ben espresso in questo articolo! tuttavia vorrei porre altri due punti di riflessione:<br />1) il fatto che un'opera che, anche solo nelle intenzioni, si professi di denuncia del sistema audiovisivo-informativo italiano attuale desti tanta attenzione, cmnq conferma che il pubblico italiano non è completamente assuefatto e inebetito e brami ardentementeinvece una controriforma generale.<br />2) ma come ha potuto Gandini non fare un minimo accenno (anche solo di immagini di repertorio) a Maria de Filippi e Costanzo???? più Videocracy di loro!!!!

    Inviato da carmen albergo il 09/09/2009
  2. Quello che gli Italiani (assuefatti e anestetizzati) a certe cose, non vedono più...lo denunciano gli stranieri che dal di fuori, non essendo coinvolti, caspicono meglio e denunciano lo scempio Italiano!!!! Che brutta fine che abbiamo fatto...siamo la vergogna d'Europa. Ottimo film delle verità celate ai cittadini che devono vivere nella superficialità, cosi chi ci comanda si fa meglio i suoi interessi...

    Inviato da Maurizio il 06/09/2009
  3. Quello che gli Italiani (assuefatti e anestetizzati) a certe cose, non vedono più...lo denunacni gli stranieri che dal di fuori, non essendo coinvolti Caspicono meglio e denunciano lo scempio Italiano!!!! Che brutta fine che abbiamo fatto...siamo la vergogna d'Europa.

    Inviato da Maurizio il 06/09/2009
 

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