"Isola 10", di Miguel Littin


Il regista cileno Miguel Littin riesce ad iscrivere un documentario all'interno della finzione raccontando la drammatica deportazione di molti fedelissimi del presidente Allende nel campo di prigionia installato sull'Isola di Dawson nel 1973. Il film è ispirato al racconto autobiografico di Sergio Bitar, il prigioniero "Isla 10"

L’Isola di Dawson non è soltanto la culla di un suggestivo paesaggio poco a sud dello Stretto di Magellano. Nel 1973, pochi giorni dopo il colpo di stato del generale Pinochet in Cile, l’isola si trasformò in un inferno per i ministri e gli alti funzionari del deposto presidente Salvador Allende, i quali vi furono deportati per scontare una durissima prigionia durante la quale dovettero lottare contro le violenze e le torture subite e, ancor più, contro il tentativo dei militari di cancellare la loro identità e la loro dignità umana. Non si ha più un nome a Dawson, se non quello della propria baracca, Isla, seguito da un numero. Sergio Bitar, il prigioniero “Isla 10” interpretato da Benjamin Vicuna, raccontò durante l’esilio statunitense questo buio periodo della sua vita in un romanzo autobiografico a cui si è ispirato il regista Miguel Littin (Terra del fuoco, La ultima luna, Actas de Marusia: storia di un massacro), anche lui esiliato in Messico nel 1973 e, pertanto, particolarmente sensibile nei confronti di quest’opera.

L’intento di Littin sembra essere quello di iscrivere un documentario all’interno della finzione, di raccontare questo delicato momento della storia cilena con estrema fedeltà, ma senza trascurare, e anzi mettendo al centro dell’attenzione, il vissuto personale di ciascun detenuto dell’isola, adottando un punto di vista estremo nell’isolamento, quasi totale, dal mondo circostante (uniche eccezioni sono la sporadica corrispondenza con i familiari e una radio tenuta clandestinamente all’interno della baracca). Le immagini d’archivio in bianco e nero si inseriscono fugacemente tra le maglie della narrazione per raccontare dei momenti fondamentali, dal tragico bombardamento al Palacio de La Moneda dell’11 Settembre 1973, alla resistenza del presidente che si rifiutò di abbandonare la sua residenza, fino al suo ultimo, straziante discorso trasmesso alla radio poco prima della morte. Littin vuole comunque rivendicare la propria autorialità ed esplicitare il suo punto di vista sulla vicenda, non limitandosi soltanto a mostrare le immagini d’archivio ma intervenendo in qualche modo su di esse, filmando - ad esempio - in bianco e nero il momento della morte del presidente Allende e prendendo così ferma posizione contro l’ipotesi, più volte contestata, del suicidio. Una soluzione, questa, che concettualmente non si discosta molto da quella operata da Oliver Stone nel suo JFK.
Seppur in alcuni tratti la narrazione risulta essere eccessivamente prolissa e la dinamicità stilistica mostrata nelle prime scene - con la macchina da presa che, sfuggente, salta dirompentemente da un volto all’altro dei prigionieri e si muove tra gli spazi innevati dell’isola - va pian piano calando nel finale, il film riesce comunque a mantenere un equilibrio interno che tiene viva l’attenzione dello spettatore fino alla fine e lo coinvolge nel racconto delle tragiche conseguenze di un lontano 11 Settembre che, se non cambiò la storia dell’umanità, cambiò – senza alcun dubbio – la storia di una nazione.
 
Titolo originale: Dawson, Isla 10
Regia: Miguel Littin
Interpreti: Benjamín Vicuña, Cristian De La Fuente, Pablo Krögh, José Bertrand, Sergio Hernández
Distribuzione: Nomad Film
Durata: 117'
Origine: Cile, 2009


 
Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa