“Le biciclette di Pechino” di Wang Xiaoshuai
La luce dell’occhio di Wang va a posarsi su quei corpi di giovani persi in gesti e in azioni svuotate di qualsiasi significato per rivelarne la statica consistenza
Il possesso di una bicicletta come surrogato di un’identità culturale e sociale smarrita tra i vicoli stretti e polverosi di una Pechino caotica, violenta, ostile. In sostanza uguale a una qualsiasi metropoli occidentale. Dentro questa realtà Wang Xiaoshung fa penetrare lo sguardo dello spettatore, lasciandolo contemplare la desolatezza del paesaggio urbano che la mdp riesce spesso a trasfigurare in desolatezza esistenziale e morale. Come due facce della stessa medaglia, il cineasta formatosi all’accademia del cinema di Pechino, ci fa seguire le vicende parallele di Guei, ragazzo venuto dalla campagnia con l’aspirazione di lavore come pony express per poter vivere in città, e Jian, studente che rifugge dalla condizione piccolo-borghese della famiglia appropriandosi indebitamente del denaro del padre per poi sperperarlo con amici altrettanto rapiti dall’illusione del benessere. Il loro incontro apparentemente impossibile verrà causato proprio da una bicicletta che per un furto passerà da Guei, a cui è necessaria per lavorare, a Jian che la userà come strumento per affrancarsi dalle promesse paterne non mantenute e come arma di seduzione. Ma Wang va oltre le motivazioni individuali che spingono i due ragazzi al bruciante desiderio di possedere una bicicletta e in entrambi trova la radice di un malessere che accomuna l’umile e silenzioso contadino e lo strafottente ragazzo di città: l’assoluta mancanza di valori, speranze, utopie che lascia una voragine profonda e incolmabile, un vuoto spaventoso e senza luce dove l’unico ingannevole barlume proviene dalla luccicanza dei bisogni indotti dalla società capitalista. E la luce dell’occhio di Wang va a posarsi su quei corpi di giovani persi in gesti e in azioni svuotate di qualsiasi significato - come le sfide sulle biciclette tra Jian e i suoi amici nei palazzi in costruzione o il vagabondaggio di Guei all’impossibile ricerca della bici persa - per rivelarne la statica consistenza, l’incapacità di prendere una qualsiasi direzione interrompendo il circolo vizioso intorno al cadavere di una bicicletta distrutta, l’ultimo sogno di una generazione.Titolo originale: Shiqi Sui De Dan Che
Regia: Wang Xiaoshuai
Sceneggiatura: Peggy Chiao, Hsiao-Ming Hsu, Danian Tang, Wang Xiaoshuai
Fotografia: Jie Liu
Montaggio: Ju-Kuan Hsiao, Hongyu Yang
Musica: Feng Wang
Scenografia: Anjun Cao, Chao-Yi Tsai
Costumi: Yan Pang
Interpreti: Lin Cui (Guei), Bin Lin (Jian), Xun Zhou (Qin),Yuanyuan Gao (Xiao), Shuang Li (Da Huan), Yiwei Zhao (padre), Yan Pang (madre),Mengnan Li (Qiu Sheng)
Produzione: Peggy Chiao, Sanping Han, Hsiao-Ming Hsu
Distribuzione: Teodora Film
Durata:113’
Origine: Cina, 2001
Sono presenti 0 commenti
Cerca nel sito

- cinema indipendente
- cinema orientale
- DVD
- film tratti da libri
- Johnny Depp
- oscar
- cinema UK
- cannes 2011
- Jafar Panahi
- Martin Scorsese
- steven spielberg
- david fincher
- cinema spagnolo
- Corso Salani
- brad pitt
- joaquin phoenix
- serie tv
- ben affleck
- cinema americano
- 3D
- cinema giapponese
- torino film festival 28
- marion cotillard
- venezia 67
- james franco
- robert de niro
- jessica chastain
- cinema italiano
- Cannes 65
- documentario
- Sean Penn
- venezia 68
- michael fassbender
- clint eastwood
- cannes 64
- cinema francese
- matt damon
- Isabelle Huppert
- horror
- torino 29
- hbo
- Kate Winslet
- animazione
- Festival di Roma
- leonardo di caprio
- woody allen
- david cronenberg
- george clooney
- nanni moretti
- trailer
News
- Mads Mikkelsen in viaggio per l'Europa
- Numerosi impegni per l'attore danese di Jagten
- Il canto del tramonto per Terence Davies
- Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence






.jpg)