LAVORI IN CORSO. 1993, Garrone, Sorrentino, Larrain, Villeneuve

Il 1993 è l’anno che segna i primi passi della discesa in campo politico di Silvio Berlusconi. Accanto a lui Marcello Dell’Utri e Leonardo Notte, il personaggio di fantasia interpretato da Stefano Accorsi che ha tenuto banco nella prima stagione della serie, 1992.

Torna con un nuovo capitolo il serial diretto da Giuseppe Gagliardi, in onda su Sky Atlantic a partire dal 16 maggio: un anno dopo Tangentopoli, la storia si riapre al 30 aprile 1993, con la celebre scena all’hotel Raphael, a Roma, dove la folla scaglia le monetine contro Bettino Craxi. In un intreccio tra realtà e finzione vedremo il progressivo avvicendarsi della carriera politica di Silvio Berlusconi e i tentativi di Notte per insinuarsi in questo mondo accanto al Cavaliere.

«I nostri sono personaggi di fantasia che si muovono dentro arene realmente esistite, di cui la principale è l’anno», raccontano gli autori Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, già impegnati nello script del sequel 1994, per quella che fin dall’inizio si profilava come una trilogia.

In questi otto episodi, oltre il ritorno, tra gli altri, di Accorsi, Tea Falco e Domenico Diele, troveremo Paolo Pierobon nei panni di Berlusconi, Laura Chiatti, Guido Caprino, Elena Radonicich, Teco Celio, Irene Casagrande, Dario Scaglia e Vinicio Marchioni.

La serie, ideata da Stefano Accorsi, è prodotta da Lorenzo Mieli per Wildside.
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Il regista Matteo Garrone (Reality, Il racconto dei racconti) ha deciso momentaneamente di accantonare il progetto del film Pinocchio (dove è confermato nel cast Toni Servillo) per concentrarsi su una nuova pellicola già definita come “western urbano e contemporaneo”. Il film, che si chiamerà per la distribuzione internazionale Dogman, racconterà una vicenda di cronaca che scosse l’Italia circa 29 anni fa, quando Pietro De Negri, detto ‘er canaro’ per via del suo mestiere di toelettatore di cani, commise violenzeMateo_Garrone indicibili sotto effetto di cocaina sul piccolo criminale Giancarlo Ricci. Una storia che, accaduta a Roma nei pressi della Magliana, porterà Garrone ad una indagine introspettiva nel cuore dell’uomo, nei suoi dilemmi tra bene e male.

In una periferia dove prevale la legge del più forte, uno stato di natura dove contano solo l’onore e il denaro, le uniche vie d’uscita e di riscatto sono la droga e la violenza: l’uomo – si chiede il regista – è un animale cattivo per natura o sono le circostanze a renderlo tale? Più che una semplice storia di vendetta, Dogman è un western proiettato in un contesto urbano e contemporaneo, nel quale la leggenda prevale sulla realtà“.

Nessuna notizia relativa al cast, ancora da definire.
Dogman sarà prodotto dalla stessa società di Garrone, la Archimede Film, con Rai Cinema.
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La scelta di Garrone sembra aver lasciato uno spazio negli impegni di Toni Servillo e questo potrebbe essere stato un buon pretesto per l’ultimo annuncio relativo al prossimo film del regista Paolo Sorrentino (Il Divo, This must be the place): è infatti sulla bocca di Paolo_Sorrentino_3numerose testate il possibile ritorno dell’interprete sul set del cineasta napoletano, per il film su Silvio Berlusconi di cui si vociferava da ormai molto tempo, seppur all’inizio la voce circolasse nella forma di una burla nata online.

Dopo il successo della serie The Young Pope e l’annunciata seconda stagione, Sorrentino ha deciso di frenare il progetto per dar spazio all’attesa pellicola che potrebbe vedere Servillo vestire i panni del protagonista. Il film, dal titolo Loro, è in fase di pre-produzione e ancora non si hanno notizie certe riguardo il cast.
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Il cileno Pablo Larrain è pronto per una nuova pellicola: dopo i due successi del 2016, Neruda e Jackie, il regista si concentra su un’altra storia americana.

Il film, dal titolo The True American, racconterà la storia di Rais Bhuiyan, ex ufficiale dell’aeronautica militare del Bangladesh, poi trasferitosi negli USA. Nel settembre del 2001, Bhuiyan lavorava in un convenience store di Dallas, in Texas, dove fu attaccato da Mark Anthony Stroman durante la sua folle “missione” per vendicare gli attentati dell’11 pablolarrain_800x669settembre. Stroman, soprannominatosi “Arab Slayer” (“sterminatore di arabi”), aveva già ucciso un immigrato pakistano, e sparò in volto a Bhuiyan prima di uccidere anche un immigrato indiano. Al contrario delle altre due vittime, Bhuiyan sopravvisse, pur perdendo la vista da un occhio, e guidò una campagna per salvare il suo aggressore dalla pena di morte. Stroman – che dichiarò di essersi pentito del suo gesto – fu giustiziato il 20 luglio 2011, poche ore dopo aver parlato al telefono con Bhuiyan, il quale lo perdonò.

Tratto dal libro The True American: Murder and Mercy in Texas di Anand Gridharadas, il film vedrà protagonista l’attore Tom Hardy mentre Kathryn Bigelow (Il buio si avvicina, Zero Dark Thirty), originariamente pensata come regista, resterà a bordo del progetto nelle vesti di produttore esecutivo insieme a Megan Ellison, Matthew Budman e Juan de Dios Larraín, per un marchio della Annapurna Pictures.
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Il remake di Dune ad opera di Denis Villeneuve (Prisoners, Arrival) ha uno sceneggiatore: si tratta di Eric Roth, celebre per aver firmato gli script di pellicole del calibro di Forrest Gump (per il quale vinse l’Oscar), Munich e Il curioso caso di Benjamin Button.

Roth sarà per la prima volta alle prese con una storia fantascientifica di forte rilevanza: Dune, pubblicato nel 1965 da Frank Herbert e primo dei sei romanzi che formano la parte centrale del Ciclo di Dune, vinse il premio Nebula e Hugo, tra i massimi riconoscimenti per il genere. Nel 1984 fu riadattato per il grande schermo da David Lynch con protagonista Kyle MacLachlan, divenendo un vero e proprio cult nella filmografia del denis-villeneuve-main-199352regista. Ripreso successivamente tra videogiochi e serie tv, fu sotto l’interesse di Alejandro Jodorowsky che non riuscì mai a realizzarne un film, fatto che nel 2013 diede vita ad un documentario dal titolo Jodorowsky’s Dune, incentrato sul tentativo fallito del cineasta.

La storia segue le vicende della dinastia Atreides e quella Harkonnen per il controllo del pianeta desertico Arrakis, dove viene prodotta una sostanza fondamentale per la struttura della società galattica in cui è ambientata la narrazione.

Alla produzione troveremo di nuovo Villeneuve, impegnato anche nell’atteso sequel Blade Runner 2049, insieme a Mary Parent, Cale Boyter, Thomas Tull e Kim e Brian Herbert, quest’ultimo figlio dello scrittore Frank e curatore dell’estensione della saga letteraria assieme a Kevin J. Anderson che sarà consulente creativo.