3° Festival del Cinema dei Diritti Umani

Napoli, 9 -16 novembre
Sostenuto dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli e dal lavoro volontario di decine di associazioni napoletane, coordinate da Cinema e Diritti, impegnate quotidianamente nei quartieri della Città e nei Comuni della sua provincia, anche quest’anno il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli propone al suo pubblico una rassegna di cinema e di riflessione sui diritti universali, sul nostro modo di vivere gli anni della crisi globale, invitando la comunità partenopea ad animare le proiezioni, i dibattiti e gli eventi in cartellone. Il quartier generale sarà ospitato dal Forum delle Culture Napoli 2013 in vico G. Maffei, 18, nei pressi di san Gregorio Armeno, ma ogni Quartiere e Comune offrirà propri spazi e accoglienza per proiezioni e incontri.
 
Il festival si articolerà in tre sezioni: la prima, locale, che avrà carattere itinerante tra quartieri e comuni della fascia metropolitana (“Il cinema dalle gambe lunghe” che raggiunge le periferie), la seconda, competitiva, che selezionerà e presenterà documentari e fiction e assegnerà tre premi, infine la terza, internazionale, che ospiterà ben 7 Paesi del mondo e vedrà rappresentanti delle società civili di Europa, Africa, Sudamerica e Asia.
 
Molte importanti presenze femminili saranno di scena quest’anno, a conferma del carattere combattivo del cinema dei diritti umani e della voglia di riscatto che anima i popoli del Sud del Mondo.
 
Quest’anno, l’onore di aprire la sezione internazionale del festival toccherà alla Palestina con RAFEEF ZIADAH, direttrice del Festival del Cinema Palestinese di Toronto (Canada), il 9 novembre all’Università Suor Orsola Benincasa.
Seguiranno:
 
•         la Colombia, con i testimoni di COLOMBIA VIVE affidati alla regia di GUIDO PICCOLI sui temi del terrorismo di stato e del narcotraffico,
 
•         l’Irlanda del Nord con PAUL O’CONNOR del PAT FINUCANE CENTER di Derry e SILVIA CALAMATI giornalista e scrittrice, collaboratrice di RAI NEWS 24, che ci proporranno l’attualità della resistenza di un popolo europeo contro il Governo britannico,
 
•         il Sahara Occidentale e il popolo Sahrawi, che vedrà protagonista AMINATOU HAIDAR, donna simbolo della lotta per i diritti del suo popolo, curato dalla associazione HAIMA e dall’OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
 
•         l’Argentina, nelle memorie di ANGELA BOITANO e JULIO SANTUCHO, testimoni di una generazione scomparsa che non smette di chiedere giustizia alla fragile democrazia del proprio Paese.
 
Tra gli eventi speciali segnaliamo la giornata di Medici senza Frontiere, venerdì 12, che parlerà di guerre dimenticate e dei beni pubblici e la riflessione sulla tortura e sulle istituzioni totali promossa dalla LESS onlus il giorno 10 novembre, ospite il Comitato Franco Mastrogiovanni.
 
Nelle stesse giornate, le associazioni di Scampia ospiteranno una riflessione sul tema del coraggio delle donne con REBECCA LOLOSOLI, leader del villaggio di Umoja (Kenya) negato agli uomini, che porterà al festival il tema della condizione femminile africana. Ponticelli tornerà sulla memoria argentina e il 9 novembre, presso il cinema Pierrot, alle 21 proporrà il concerto di apertura del Festival con l’orchestra di tango argentino “El Afronte”, rinnovando il gemellaggio tra il festival di Napoli e quello di Buenos Aires. Infine via Foria collegherà idealmente gli homeless di Napoli e Milano mentre le associazioni di Portici, Ercolano, Torre del Greco, San Sebastiano al Vesuvio e Pozzuoli animeranno sessioni dedicate al diritto allo sport, alla legalità, al diritto all’informazione, alla violenza sulle donne e alla integrazione degli immigrati dell’area flegrea. A San Sebastiano saranno di scena le DONNE RAWA afghane, simbolo di resistenza e libertà del loro Paese, ospiti dell’associazione Sott’e Ncoppa.
 
Il Festival offrirà anche l’occasione per la nascita della “RETE DEI FESTIVAL DEL CAFFÈ SOSPESO” che vedrà la luce il 14 novembre a Napoli, presso l'Archivio Fotografico Parisio, in piazza Plebiscito. Si tratta di una nuova rete di cinema documentario che si propone di costruire un canale distributivo alternativo, partendo dal sostegno di 7 festival italiani (Valsusa, Riace, Lampedusa, Polizzi Generosa, Trieste, Cagliari e Napoli) a cui si spera potranno associarsi numerosi altri. 
 
Al Festival sarà collegato, come ogni anno, un concorso di opere audiovisive di autori italiani e internazionali sul tema della dignità della vita e una sezione speciale dedicata ad opere napoletane dal titolo “Napoli, ieri, oggi e … domani?”. I primi due premi saranno assegnati da una giuria specializzata, composta da registi, giornalisti ed esperti di cinema che sarà presieduta dal regista FRANCO TAVIANI. Un terzo premio, il Premio Giovani, verrà assegnato da una giuria composta da giovani universitari. I vincitori avranno diritto a partecipare al XIII Festival DerHumALC di Buenos Aires del 2011 con un contributo alle spese di viaggio offerto dal Festival.
 
Nella serata del 16 novembre, la chiusura del Festival napoletano sarà affidata all’evento “NIENTE ASILO POLITICO”, una riflessione a più voci sui profili della politica estera italiana, dal golpe argentino (1976) ai respingimenti in mare dei profughi africani (2010). A guidare la serata saranno i giornalisti RAI ENZO NUCCI (corrispondente da Nairobi) e CECILIA RINALDINI (Radio RAI 3), con la collaborazione di numerosi testimoni, tra cui JULIO SANTUCHO, ANGELA BOITANO, SERGIO FLAMIGNI ed ENRICO CALAMAI. Una qualificata rappresentanza di esperti delle politiche italiane nel Corno d'Africa e della cooperazione italinaa sarà composta da MASSIMO ALBERIZZI, SALVATORE PALIDDA e dal regista DAGMAWI YMER e LUCIANO CARRINO (ONU – sviluppo umano).
 
In chiusura, dopo la premiazione dei film vincitori dei tre premi delle Giurie del Festival, proiezione in anteprima del film "Italiani all'Opera!" di FRANCO TAVIANI, dedicato all'emigrazione degli Italiani in Argentina, candidato a Cannes.
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