"About a Boy" di Paul e Chris Weitz

Horror-esistenziale, leggenda ebraica della crazione del Golem. Il romanzo omonimo di Nick Hornby e l'interpretazione di Hugh Grant costituiscono la base forte del film. I fratelli Witz eseguono.

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IL NUOVO SENTIERISELVAGGI21ST #9


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About a Boy si colloca a pieno titolo nella categoria dei film dell'orrore; più precisamente, nel filone horror-esistenziale. Lo confermano gli inserti de La moglie di Frankenstein di James Whale – che compaiono in due momenti del film – nei quali un Boris Karloff poetico ed ispirato, nonostante le suture che gli reggono i brandelli di pelle sulla fronte, riflette sul senso della vita. Ma, prima ancora, a guidarci sulla linea interpretativa del film ci viene incontro la leggenda ebraica della creazione del Golem: quel simulacro umano – nato dall'argilla grazie alle preghiere di un rabbino e all'intervento degli elementi primari – ispirato da dio per difendere gli ebrei dalle persecuzioni, servitore obbediente del rabbino che gli ha dato la vita e risolutore, per suo conto, di mistici arcani.


Ecco allora Marcus (Nicholas Hoult) – questo ragazzino che, suo malgrado, vive fuori dal mondo dei propri coetanei – soffiare su un mucchio di argilla inanimata, pronunciando poche parole magiche: e Will (Hugh Grant), il suo Golem personale, viene – con un po' di riluttanza – alla luce. Will, che fino ad allora era stato appunto inerte come un pugno di terra, muove ritrosamente i primi passi in una comunità umana, fatta di persone che lavorano, comunicano, ridono, che litigano, piangono e sognano; come prima azione, deve aiutare Marcus a coltivare il senso della propria unicità e ad apprezzare il valore della sua autonomia; ma deve anche mostrargli quanto possa essere difficile mantenere la propria identità, specialmente quando si è molto diversi dagli altri. Ci riuscirà, naturalmente; ma, diversamente dal Golem ebraico, una volta esaurito il compito Will non verrà privato del flusso vitale: anzi, umano tra umani, abbandonerà per sempre i suoi connotati sovra(in)naturali e si stabilirà definitivamente in questo mondo.


Nick Hornby, dal cui omonimo romanzo il film è tratto, riceve molti tributi alla carriera: col gagliardetto dell'Arsenal in primo piano (Febbre a 90°), con la collezione musicale di Will e le sue visite ai negozi di dischi (Alta fedeltà), con l'aderenza della sceneggiatura all'originale (tranne che per la divertente sequenza finale dell'esibizione scolastica di Marcus). A ciò che Hornby non poteva fare con le parole hanno pensato gli attori – Hugh Grant in testa – e la colonna musicale, basata sul refrain di Silent Sigh (un inciso: tutto il cd, dei Badly Drawn Boy – che poi è una persona sola, e si chiama Damon Gough – è splendido, e si configura come un vero e proprio &quotconcept album", diversamente dalle solite soundtrack bioniche composte ammucchiando pezzi che non combaciano fra di loro; non per niente, il compito di scrivere la colonna sonora del film è stato richiesto a Gough da Hornby stesso). Ai fratelli Weitz – quelli di American Pie – non rimaneva granchè: impastare correttamente tutti questi ingredienti sopraffini, ed ottenere una torta molto inglese nella forma, ed agrodolce – come i libri di Hornby – nel sapore.

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Titolo originale: About A Boy
Regia: Paul e Chris Weitz
Sceneggiatura: Peter Hedges, Paul e Chris Weitz dal romanzo di Nick Hornby
Fotografia: Remi Adefarasin
Montaggio: Nick Moore
Musiche: Badly Drawn Boy
Scenografia: Jim Clay
Costumi: Johanna Johnston
Interpreti: Hugh Grant (Will), Toni Collette (Fiona), Nicholas Hoult (Marcus), Rachel Weisz (Rachel), Victoria Smurfit (Susie), Isabel Brook (Angie), Nat Gastiain Tena (Ellie), Madison Cook (Imogen), Jordan Cook (Imogen), Amy Craven (Morgan)
Produzione: Tim Bevan, Robert De Niro, Brad Epstein, Eric Fellner, Jane Rosenthal per Tribeca/Working Title
Distribuzione: U.I.P.
Durata: 101'
Origine: Gran Bretagna/Usa, 2002

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