Un buonissimo debutto quello dell'attrice britannica alla regia. Non cerca la commozione forzata ma si affida alle forme di un melodramma domestico intimo. Con un cast molto ispirato. Netflix
Il regista torna a scandagliare le disuguaglianze sociali in una chiave più ludica e meno cinica rispetto ai suoi titoli coreani. Il suo film più divertente.
Il regista torna a scandagliare le disuguaglianze sociali in una chiave più ludica e meno cinica rispetto ai suoi titoli coreani. Il suo film più divertente. BERLINALE75. Special Gala
Il cineasta di Parasite parla in conferenza stampa del suo impegno nel realizzare uno sci-fi che sia umano e rifletta sulla condizione umana e sul significato dell’esistenza. In sala dal 6 marzo
Ancora una volta tutto si decide sulla soglia tra vita privata e dovere comunitario: più che Lumet, dalle parti di Friedkin o una versione legal di Trap di Shyamalan. Un'altra lezione di sguardo
Nuova trasposizione del romanzo di Gresham, dopo il film del 47. Del Toro trova una sintonia naturale con il mondo dei freaks, ma perde la sua vena più fertile, quando il noir stringe le sue maglie
Ripercorriamo le carriere delle due attrici che si sono imposte nel 25esimo capitolo del franchise, forse mettendo la pietra tombale e andando oltre allo stereotipo della bond girl
Lineare e dettagliato ma non s'innalza mai dalla sua mediocrità, ed è succube della prova ingombrante di Toni Collette che finisce per oscurare l'appassionante vicenda di Dream Alliance
Non è spettacolare ma non ha neanche l'anima del B-movie, ma è solo l'esempio di un sci-fi concettuale e gelido che confonde la complessità con l'artificio. Si salva solo Anna Kendrick. Su Netflix.
I'm thinking of ending things segna il ritorno di Charlie Kaufman alla regia, con un thriller dalle forte connotazioni psicologiche, un road movie nell'abisso della coscienza. Su Netflix
Un giallo vecchia maniera dove niente viene lasciato al caso. Con i fantasmi di Agatha Christie, un film raffinato, pieno di virtuosismi di scrittura e divertentissimo.
Un giallo vecchia maniera dove niente viene lasciato al caso. Con i fantasmi di Agatha Christie, un film raffinato, pieno di virtuosismi di scrittura e divertentissimo. Festa Mobile
Consigliato agli amanti del camino e delle torte alle noci, guarda nostalgicamente al lavoro manuale del cinema come fabbrica dalla produzione infinita di microcosmi e storie. Che eredità lascerà?
Il film fa uso di situazioni e atmosfere di genere per parlare di incomunicabilità, continuando il discorso del regista sulla natura umana e sulla sua precarietà. Stasera, Iris ore 21
Alla base di una possibile riuscita manca una sceneggiatura in grado di coinvolgere lo spettatore, che vada al di là della corsa all’ultimo secondo per sventare una minaccia globale
Vin Diesel produttore frulla nella stessa sequenza Hong Kong, Telugu, Bangkok e i prodotti corali serializzati che piacciono agli adolescenti dell’Impero USA. Caruso però non ci capisce nulla
Enough said sa coniugare una certa leggerezza con un sapiente dosaggio di elementi propri dello spettacolo. Palesemente prevedibile nel suo sviluppo, non particolarmente originale nella sua ambientaz
Il regista di Le nozze di Muriel e Il matrimonio del mio migliore amico racconta in conferenza stampa il suo film più autobiografico, un elogio della follia e della d
Mental concede molti omaggi a Julie Andrews e questa devozione potrebbe riassumere tutto il cinema di P. J. Hogan. Il suo ultimo film si affida di nuovo a Toni Collette, che interpreta una versione p
Film che segna l’esordio alla regia di Alan Ball, premio Oscar per la sceneggiatura di American Beauty, è segnato da un lento ma inesorabile dinamismo narrativo, da un movimento continuo