Albert Serra. Cinema, arte e performance

Arriva in libreria, per Mimesis Edizioni (collana Cinema), il libro Albert Serra. Cinema, arte e performance (2018), a cura di Vincenzo Estremo e Francesco Federici, che ci regalano il primissimo testo in Italia dedicato all’opera e al pensiero creativo di Serra. Il libro si apre con una conversazione pubblica dei curatori insieme a Serra (svoltasi nel 2015 a Udine, durante i lavori del FilmForum Festival): artista e regista catalano nato a Banyoles nel 1975, celebre per un’opera da considerarsi per molti versi “autarchica”, che tuttavia ha saputo viaggiare bene tra arte e cinema (e viceversa), inserendosi felicemente in molteplici contesti ibridi del contemporaneo, eppure mantenendo ferma una certa coerenza visiva e poetica. I contributi ospitati nel testo hanno l’obiettivo di sviluppare «forme di creazione concettuale a partire dal cinema di Serra»: nel suo saggio, Estremo parlerà del lavoro sul mondo dell’artista che, al limite, si spingerà verso una rottura con una presunta logica della rappresentazione per andare verso delle immagini pure, legate perlopiù alla ripetizione (in senso strettamente deleuziano) della storia e giammai a un progredire in senso storiografico. Federici, poi, si occuperà di sondare la relazione tra cinema e arti contemporanee alla base del lavoro di Serra, che è sempre stato in grado di lasciarsi inspirare da ciascuna dimensione attraversata. Insieme agli scritti dei due curatori ritroveremo anche un prezioso contributo offerto da Chus Martìnez, che indagherà il lavoro di Serra a partire da una riflessione sulla videoinstallazione multischermo Singularity, portata a Venezia nel 2015; infine, chiuderà il libro lo scritto di Andrea Mariani, che leggerà il “modernismo” di Serra in rapporto al futuro e allo slow movie.