Asterix e il segreto della pozione magica, di Louise Clichy e Alexandre Astier

La storia di Asterix ha carattere leggendario. Un piccolo guerriero gallico che resiste all’invasione romana, con l’aiuto di Obelix ed i testardi abitanti di un villaggio in Armorica, l’odierna Bretagna. Ed il tema dell’indipendenza resta centrale in ogni nuovo capitolo nato dalla penna di René Goscinny e dai disegni di Albert Uderzo, insieme al fiero rifiuto di un’occupazione straniera, argomenti che nel dopoguerra fecero immediatamente collegare le vicende del fumetto alla sorte riservata alla Francia durante il periodo dell’aggressione nazista e agli uomini che organizzarono la difesa del paese.

Un aspetto inalterato ancora nel primo dei progetti realizzati dai Mikros Studios e diretti da Louis Clichy e Alexandre Astier, Asterix e il regno degli dei, dove, invece che ricorrere a spade, frecce e lance, i romani usavano un’arma più subdola, il denaro, ed il popolo aveva il suo bel da fare per non cedere alle lusinghe del capitalismo. Una continuità agevolata dal procedere lungo la linea precisa, quella originaria, prendendo ispirazione da quanto realizzato in oltre cinquanta anni di pubblicazioni.

Per questo secondo episodio, Asterix e il segreto della pozione magica, Alexader Astier ha deciso invece di battere una nuova strada e scrivere un soggetto inedito. Senza liberarsi di nessuno dei personaggi della serie né rinunciare alle loro peculiarità, l’autore francese non si è accontentato di un adattamento, ma si è piuttosto orientato verso una rivisitazione che avesse rispetto dell’autenticità e delle caratteristiche immutabili dell’opera.

Tenuto conto dei dovuti punti fermi, una differenza arriva già dall’investitura come protagonista principale di Panoramix, il vecchio druido, unico depositario della ricetta della pozione magica. Una miscela di bacche ed erbe, che con l’aggiunta di un ingrediente segreto elargisce forza e velocità sovrumane, mezzo non convenzionale utilizzato per conservare l’indipendenza. Cosa succederebbe nel caso Panoramix non fosse più in grado di prepararla? Il quesito, scaturito da un incidente occorso al venerabile saggio, apre alla necessità di trovare un successore. I cui requisiti non siano limitati alle esclusive competenze magiche, contemplando il bisogno inderogabile di una rettitudine morale. Cosa succederebbe infatti se tale potere finisse nelle mani sbagliate?

Dati questi presupposti, il film è basato sulla ricerca della figura degna, e quindi ovviamente sull’importanza della discendenza, sul tramandare del sapere da una generazione all’altra come baluardo contro il tempo. Una barca abituata a galleggiare sopra un flusso ininterrotto, immemore, piena di ricordi. Nel viaggio che il druido compie, accompagnato da Asterix, Obelix ed una piccola del villaggio, ogni approdo per la valutazione di un candidato diventa possibilità di confronto di mondi adiacenti eppure estranei. Con l’asticella posta tanto in alto, l’immagine dei pretendenti ha sempre connotati di inadeguatezza, suona da rimprovero verso un mondo giovanile dedito perlopiù al lassismo. Facendo presagire, di tappa in tappa, che la situazione sia destinata a volgere al peggio.

Da quello che a tutti gli effetti potremmo indirettamente considerare uno spin off, viene fuori un’altra novità, la presenza di un antagonista, un cattivo, Sulfurix (nella versione italiana tradotto con Rancorix), un druido dedito al male che in un lontano passato era stato legato a Panoramix, per finire poi travolto dal discredito ed essere esiliato dalla comunità. La sua brama di potere, il livore, l’astio, sono le motivazioni che lo spingono a compromettersi con il nemico.

Oltre alla scrittura, nel film è ovviamente importante il lato visivo. Le animazioni sono state costruite dopo aver registrato i dialoghi, una tecnica che permette in assenza di immagini l’ottenimento di un effetto realistico. Pur tenendo presenti le migliorie a livello tecnologico, evidenti nelle bellissime rifiniture, i disegni sono stati realizzati sui modelli del film precedente. L’impianto scenografico invece ha subito delle variazioni, dalla rappresentazione confinata su villaggio e parti limitrofe ad una proiettata ad un orizzonte di viaggio, che comporta una ricchezza legata all’esplorazione di nuovi territori. You Spin Me Round (Like a Record) cantata dai Dead Or Alive si distingue nella playlist che accompagna le azioni, ma è nel complessivo sound design che si apprezza l’efficacia delle scelte sonore.

Divertente, per un pubblico senza età definita, nelle intenzioni degli ideatori dovrebbe far riflettere sull’onere di gestire un grande potere, ed un esempio calzante potrebbe essere quello di avere un arsenale atomico. Una responsabilità, considerata la grande forza ritorsiva in mano ai detentori, che può trasformarsi in privilegio. Le zuffe insensate invece, gli animali, gli incantesimi, lasciano il posto alla fantasia, che brilla, a piacimento, e singolarmente, quando viene toccata la corda giusta.

 

Titolo originale: Astérix: Le secret de la potion magique
Regia: Louis Clichy, Alexandre Astier
Interpreti (Voci originali): Christian Clavier, Guillaume Briat, Bernard Alane, Daniel Mesguich
Distribuzione: Notorius Pictures
Durata: 85′
Origine: Francia, 2018