Astrosamantha – La donna dei record nello spazio, di Gianluca Cerasola

Il 2015 è stato un anno di particolare orgoglio nazionale: Samantha  Cristoforetti, infatti, è stata protagonista della missione Futura che l’ha portata a trascorrere 200 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Il documentario di Gianluca Cerasola (The Diving Women – documentario su delle ultrasettantenni apneiste coreane -, La questione nucleareha seguito le diverse fasi della missione per tre anni a cavallo di tre continenti, permettendo allo spettatore di vedere luoghi altrimenti irraggiungibili: il centro Nasa presso il Johnson Space Center di Houston (Usa) nel quale è stata ricostruita in scala reale all’interno di una delle piscine più grandi del mondo la base spaziale internazionale; il centro di Star City a Mosca e la base di preparazione EAC di Colonia in Germania nei quali Samantha ha seguito un lungo ed entusiasmante percorso di addestramento. In più la macchina di Cerasola ha avuto il privilegio di seguire la partenza dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan e la base militare all’interno della quale gli astronauti si sottopongono alla fase di quarantena. E, come se questo già non bastasse, l’astronauta ha realizzato dei video all’intero della Stazione spaziale confluiti poi nel film, comprese incredibili panoramiche della Terra vista dall’esterno – immagini accompagnate dalla sognante voce narrante di Giancarlo Giannini.

Insomma, per tutti coloro che almeno una volta nella vita hanno sognato di essere astronauti, questo film costituisce una fonte incredibile di immagini e suggestioni altrimenti inaccessibili. Non è un’opera dal semplice intento educativo o celebrativo ma è un’opera che con grande discrezione e rispetto osa entrare all’interno di luoghi speciali con persone altrettanto speciali mosse da una passione difficile alla quale bisogna dedicare, con grandi ma piacevoli sacrifici, l’intera vita, e che ora provano a raccontarsi: ed ecco che Samantha Cristoforetti si scopre essere una grande divulgatrice (da cui l’appellativo mediatico #Astrosamantha), con il dono di spiegare con gran semplicità i complessi momenti e funzionamenti dell’apparato scientifico forse più complesso attualmente esistente, pronta a rispondere a qualsiasi domanda, anche a quelle più “simpatiche” su argomenti quali cibo e bagno spaziali (difficilmente lo spettatore avrà modo di vedere altrove così da vicino il bagno o il letto degli astronauti e di avere qualcuno che con pazienza e amore racconta il loro funzionamento). Non c’è spazio per frivole questioni che sarebbero potute emergere dal fatto che Samantha sia una donna, a Cerasola non interessa spiare o conoscere la vita privata e i sentimenti “femminili” di Samantha ma soltanto il suo lavoro, l’amore per la sua professione e per la comunicazione. I momenti di condivisione con amici e colleghi comunque non mancano e nonostante le grandiose tecnologie, la velocità e la distanza, il film costituisce un ritratto della più terrena umanità, quella che dovrebbe essere un modello di umiltà, ambizione e impegno, che alla conoscenza scientifica affianca la capacità di adattarsi alle situazioni più difficili, e la consapevolezza di non poter mai smettere di studiare sentendosi “arrivati” o superiori agli altri.

 

 

 

Regia: Gianluca Cerasola

Interpreti: Giancarlo Giannini, Samantha Cristoforetti

Distribuzione: Officine Ubu

Durata: 83′

Origine: Italia, 2015