Book Club – Tutto può succedere, di Bill Holderman

Book Club riunisce quattro attrici fuoriclasse come Diane KeatonJane FondaCandice Bergen Mary Steenburgen in un film corale che racconta di altrettante quattro amiche (rispettivamente Diane, Vivian, Sharon e Carol) che condividono, fin da quando hanno praticamente memoria, il loro appuntamento mensile del Club del libro (come da titolo). Naturalmente, come si può largamente intuire, le loro riunioni diventano spesso il pretesto per parlare delle loro vite e, soprattutto, degli eterni problemi sentimentali. Almeno fino a quando sarà proprio un libro, adesso sì, a sconvolgere la loro noiosa quotidianità, ossia il bestseller di E.L. James Cinquanta sfumature di grigio, che le porterà a vivere finalmente nuovi amori, vecchi ritorni di fiamma, situazioni esilaranti e sconvenienti.

il film di Bill Holderman s’inserisce in quel filone alla Non è mai troppo tardi di Rob Reiner, dove con spirito e sagacia tipici della generazione più adulta, si ironizza su cosa ad una certa età è ancora possibile fare e cosa in realtà gli viene quasi “consentito” dalla società o meno. Così Diane, per esempio, rimasta sola da anni dopo la morte del marito, si deve scontrare con la volontà delle due figlie (Alicia SilverstoneKatie Aselton) di spingerla ad andare ad abitare con le rispettive famiglie, mentre la donna vorrebbe ancora mantenere la sua dipendenza (che si risveglia col fatidico incontro con l’aitante spasimante Andy Garcia). O, ancora, Carol che si ritrova a far fronte ad un’attività sessuale matrimoniale ormai assopita, quando una volta, al contrario, si poteva considerare tutt’altro che spenta. Insomma, come ripetono più volte le stesse protagoniste l’una all’altra (talmente tanto da sembrare un mantra di auto-convincimento) il pericolo da sventare è quello di “smettere di vivere, ancor prima di farlo sul serio”.

La lettura di Cinquanta sfumature di grigio, allora, è naturalmente solo un pretesto per parlare dell’argomento che socialmente differenzia maggiormente le generazioni, tanto da rappresentare un vero tabù una volta superata la soglia dei sessanta, ovvero l’amore e, in particolare, il sesso. Qui Book Club diventa in pratica un “Sex and the City: 20 anni dopo”, dove ciascuna protagonista finisce con l’assumere una precisa caratterizzazione specifica in relazione al loro rapporto con l’altro sesso. Si va quindi dalla più sfrontata alla più romantica, dalla più goffa alla più pudica, con l’obiettivo finale comune sempre ben lontano da un intento esclusivamente lussurioso, anzi, piuttosto mirato alla conquista di poterne anche solo parlare, affrontare il discorso, in totale libertà e senza pregiudizi o limitazioni di sorta.

Il quarantunenne Bill Holderman sceglie quindi per il proprio esordio alla regia temi piuttosto atipici per la sua età anagrafica, dimostrando in questo una sorprendente sensibilità, esattamente funzionale all’atteggiamento progressista professato dallo script, firmato da lui stesso in coppia con Erin Simms, anch’essa alla sua prima volta in veste di sceneggiatrice. L’atmosfera di debutto generale, dietro la macchina da presa, si vede, tecnicamente l’opera rimane molto sgangherata, la comicità non brilla per originalità, ma la loro bravura sta proprio nell’affidarsi prevalentemente all’estro delle quattro attrici protagoniste sulla scena. E come detto, proprio questo dialogo generazionale interno, senza filtri, dettato più da dinamiche di libero scambio culturale invece di un qualsivoglia senso di superiorità reciproco, finisce con l’arricchire Book Club e salvarlo dall’ordinarietà di fondo.

Titolo originale: Book Club 
Regia: Bill Holderman
Interpreti: Diane Keaton, Jane Fonda, Candice Bergen, Mary Steenburgen, Andy Garcia, Richard Dreyfuss, Craig T. Nelson, Alicia Silverstone, Katie Aselton 
Distribuzione: Bim Distribuzione 
Durata: 103′ 
Origine: USA, 2018