Box Office USA 28/2/2010

leonardo di caprio e mark ruffalo in shutter island di martin scorsese
Il mercato è in attesa di Alice in Wonderland, il nuovo film di Tim Burton chiamato a confermare il trionfo del 3D. Il pubblico non ha premiato gli outsider che hanno tentato di inserirsi nella pausa del calendario: tuttavia, Cop Out ha rilanciato le quotazioni di Kevin Smith, già vicino a battare il suo record personale. In vetta, si è mantenuto Shutter Island, che viaggia meglio del precedente The Departed.

leonardo di caprio e mark ruffalo in shutter island di martin scorsese

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Waiting for Alice: potrebbe essere questo il titolo dell’ultimo week-end americano, segnato dall’attesa per l’ultimo film di Tim Burton, la nuova versione del personaggio creato da Lewis Carroll chiamata a confermare il successo del 3D. Nessuno è riuscito a sfruttare il vuoto offerto dal calendario, e il mercato non è stato troppo generoso con gli outsider in cerca di una possibilità. In questo contesto, Shutter Island di Martin Scorsese non ha potuto fare altro che conservare il suo primato, con un incasso di più di venti milioni di dollari. Una cifra comunque ragguardevole, per il maestro italoamericano: il suo ultimo film – presentato alla Berlinale – finora sta andando molto meglio del pluripremiato The Departed, e in patria supererà con tutta probabilità la soglia dei cento milioni. Forse, potrà addirittura diventare il suo miglior successo, dopo un rapporto storicamente conflittuale con la platea. Ha motivo di sorridere anche Kevin Smith, che tornava sulla scena con Cop Out: la commedia poliziesca con Bruce Willis e Tracy Morgan non ha sfondato e non ha conquistato la vetta, ma ha comunque avvicinato i venti milioni. Per il regista – singolarmente coinvolto in una sceneggiatura non sua – il record personale è di trenta, e le sue quotazioni sono in rialzo, dopo la brillante rivincita di Zack e Miri Make a Porno, uscito due anni fa. Il pubblico non ha sorriso a The Crazies, l’ennesimo remake horror che apre la strada a A Nightmare on Elm Street, previsto per la fine di aprile. La rivisitazione dell’incubo della pandemia di George A. Romero si è piazzata terzo: tuttavia, il basso budget garantisce in ogni caso il rientro dalle spese, e il ritorno economico (i film di genere hanno un solido e affidabilissimo target di riferimento) giustifica sempre l’astuzia dell’impresa. Nel frattempo – mentre pensa all’ormai imminente serata degli Academy Awards, in cui parte da favorito – Avatar ha trovato un'occasione per far parlare nuovamente di sé: il film di James Cameron ha superato anche la soglia dei settecento milioni, e si è portato al quindicesimo posto nella classifica aggiornata all’inflazione: per entrare nei primi dieci, ha bisogno di raggiungere gli ottocento. Gli servirebbe una pioggia di Oscar…

 

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