CANNES 65 – Incontro con Lee Daniels

the paperboy
Dopo il successo di Precious, Lee Daniels torna al Festival di Cannes con un thriller psicologico dalle atmosfere malate, The Paperboy, ispirato al romanzo di Pete Dexter. Ambientato negli anni ‘60, The Papeboy segue una coppia di giornalisti e il loro “paperboy” per esplorare le paludi che stagnano nell’anima dei suoi personaggi.
Nel cast Zac Efron, Matthew McConaughey, Nicole Kidman, John Cusak, Macy Gray

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lee danielsDopo il successo di Precious, Lee Daniels torna al Festival di Cannes con un thriller psicologico dalle atmosfere malate, The Paperboy, ispirato al romanzo di Pete Dexter. Ambientato negli anni ‘60, The Papeboy segue una coppia di giornalisti e il loro “paperboy” per esplorare le paludi che stagnano nell’anima dei suoi personaggi. Nel cast Zac Efron, Matthew McConaughey, Nicole Kidman, John Cusak, Macy Gray.

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E’ vero che anche Pedro Almodovar era interessato al romanzo di Pete Dexter?
E’ vero. Quando ho letto il libro di Pete Dexter, diversi anni fa, mi aveva profondamente conquistato. Pedro Almodovar ne aveva scritto un adattamento che credo fosse veramente interessante. E poi per qualche ragione ha lasciato stare. Ad Hollywood si fanno molti film dove il cast e il regista cambiano. Avevo amato molto il libro, i personaggi del romanzo di Dexter sono veramente ricchi unici. E così ho deciso che dopo Precious doveva essere questo il mio prossimo film.
 
Come è stato dare forma ai personaggi di The Paperboy?
La cosa che ho voluto dare a The Paperboy, quello che ho cercato di far respirare attraverso il film, è la mia verità. Ogni personaggio ritratto in questo film è qualcuno che ho conosciuto veramente, qualcuno con il quale ho interagito Conosco il personaggio di John Cusak perché è come mio fratello che è stato in prigione per omicidio. Anche lui aveva donne che gli scrivevano. Conosco il personaggio di Macy Gray. In America negli anni ’60 come nell’America di oggi ci sono due volti che devono essere raccontati, uno è quello dei bianchi e l’altro è quello che noi afro-americani teniamo stretti al nostro cuore. La maggior parte della mia famiglia ha lavorato come collaboratore domestico. Quando tornavano da me mi raccontavano sempre le storia di un’America ricca. Lavoravano per i bianchi, loro erano i domestici e amavano le persone per le quali lavoravano. E’ questa la verità che ho cercato di mostrare con il personaggio di Macy Gray.
 
E’ più difficile per una persona di colore riuscire ad affermare la propria visione nel mondo del cinema?
Non si accetta mai un no come risposta e questo riguarda tutti i registi, non solo le persone di colore. Semplicemente bisogna continuare ad insistere, il colore della pelle non ha alcuna importanza. E’ la mia tenacia a sostenermi e a rendere possibile, senza dover scendere a compromessi, la realizzazione dei miei progetti.
 
Come è stato lavorare con il cast di The Paperboy?
Non è stato facile raccogliere un cast di questo tipo, stelle di calibro internazionale, attorno ad un film come The Paperboy. Nicole Kidman, Zac Efron, John Cusack, Matthew McConaughey, Macy Gray tutti loro mi hanno veramente dato l’anima. Sono stato fortunato a lavorare insieme ad attori come loro. Si sono fidati di me e ho sempre cercato di chiedere loro quali fossero i loro sentimenti e questo ha creato un equilibrio perfetto, un’intesa magnifica.
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