Chronique d’une liaison passagère, di Emmanuel Mouret

Sempre sul filo dello scarto tra l’impulso attrattivo e il gesto, un trattato sentimentale pieno di grazia che regala continuamente la gioia e l’incertezza dell’improvvisazione. Cannes Première.

-----------------------------------------------------------
SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI: APERTE LE ISCRIZIONI ANNO 2022-23


-----------------------------------------------------------

“Que reste-t-il de nos amour?”. Comincia in un bar e prosegue nelle case, stanze d’hotel, parchi, musei la nuova ‘liason passagère’ del cinema di Emmanuel Mouret. Dalla Senna che apre e chiude il film,  Chronique d’une liaison passagère disegna le tappe di una cronaca sentimentale dove i luoghi hanno una funzione determinante, proprio come nel cinema di Christophe Honoré, non tanto per come sono filmati ma soprattutto vissuti dai due protagonisti.

----------------------------
OPEN DAY SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI

----------------------------

Tutto comincia il 28 febbraio e la storia tra Charlotte (Sandrine Kiberlain) e Simon (Vincent Macaigne) prosegue nell’arco di due stagioni, tra la primavera e l’estate. Lui è un uomo sposato, padre di due figli dove l’incoscienza si alterna al senso di colpa. Lei invece, madre di tre figli, è più libera e pragmatica. L’attrazione è un gioco, non sembrano esserci legami vincolanti. In ogni nuovo incontro però accade qualcosa. Charlotte e Simon sono spesso diversi da una scena all’altra. Sembra che non debba succedere mai nulla e ogni momento indipendente dall’altro. Qual è il limite tra l’avventura passionale e il sentimento?

Il cinema di Mouret mostra ancora un’immediatezza e una grazia epidermici nel registrare le impercettibili variazioni emotive: il nervosismo e il disagio di Simon, l’apparente sicurezza di Charlotte. Scritto come un piccolo teorema amoroso e girato con l’illusione dell’improvvisazione, Chronique d’une liaison passagère è sempre sul filo dello scarto tra l’impulso attrattivo e il gesto (il modo in cui si toccano le mani) che accompagna spesso la filmografia del regista francese e che trova alcuni dei suoi esempi più felici, per esempio, in Solo un bacio per favore ma soprattutto Les choses qu’on dit, les choses qu’on fait. Ha i segni accennati del trattato filosofico sulla fuggevolezza del sentimento (ma anche del presente) e delle commedie amorose di Marivaux. Nulla è eterno, tutto scorre. Nelle inquadrature dei due protagonisti a letto c’è l’entusiasmo incosciente dei primi incontri del cinema di Baumbach, mentre il cambiamento del loro rapporto – non voluto dai due protagonisti ma conseguenza delle choses de la vie – è caratterizzato dal frammento di Scene da un matrimonio di Bergman visto al cinema.

Sandrine Kiberlain e Vincent Macaigne trovano la leggerezza e la fine dell’incanto, volano come nelle traiettorie musical in cui saltano nei guinzagli dei cani che s’incrociano per strada, oppure stanno faticosamente con i piedi per terra quando la loro relazione entra nella vita di tutti i giorni, come della scena in cui Charlotte fa un’improvvisata andando a trovare Simon sul posto di lavoro. Mouret lascia addosso ai due personaggi l’incoscienza del presente e il dolce rimpianto del passato. Il ritorno sui luoghi vissuti ha echi di Linklater in Prima dell’alba. Parigi come Vienna in un film complesso narrativamente ma che sa mostrarsi leggero e, da una scena all’altra, sa innamorarsi di Simon e Charlotte come se fosse la prima volta.

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4
Sending
Il voto dei lettori
0 (0 voti)
--------------------------------------------------------------
Le Arene estive di Cinema a Roma

--------------------------------------------------------------

    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SENTIERI SELVAGGI

    Le news, le recensioni, i corsi di cinema, la riviste, i libri, gli eventi e tutte le nostre iniziative