"Crossing the Bridge", di Fatih Akin

Presentato fuori concorso al festival di Cannes nel 2005, Crossing the Bridge rappresenta una specie di viaggio nel cuore della musica turca. Con questo documentario il regista turco-tedesco Fatih Akin, dopo La sposa turca, ritorna a filmare, stavolta per intero, Istanbul, per mostrarla non come un documentario visivo ma come per catturarne le sonorità, sia a livello di rumori della città sia soprattutto attraverso i maggiori gruppi o cantanti turchi, tra cui Baba Zula Istanbul Style Breakers, Erkin Koray che raggiunse il successo negli anni Sessanta e ha adattato le musiche dei Batles e i Rolling Stones e soprattutto la più famosa star nazionale, Sezen Aksu. L'approccio di Akin non appare, almeno da un punto di vista teorico, dissimile, da quello di Wenders in Lisbon Story. Soltanto che il regista tedesco si serviva direttamente della figura del tecnico del suono Philip Winter, mentre Akin lascia scoprire i suoni della metropoli turca utilizzando sporadicamente il corpo di Alexandre Hacke, da tempo membro della band Einststurzende Neubauten e che ha scoperto Istanbul quando ha curato le musiche per La sposa turca. Crossing the Bridge vuole essere quasi una ricerca antropologica sulla musica turca, sulla sua tendenza a mantenere la propria tradizione o a uniformarsi alla musica occidentale. Lo scopo di Akin però è solo parzialmente centrato attraverso il recupero di alcuni personaggi centrali, sia del passato, sia del presente, che hanno in qualche modo segnato il panorama musicale turco. Ma il procedimento da documentario musicale è didattico, oggettivamente corretto, ma dentro il quale non si riesce a entrare. Crossing the Bridge invece aveva in sé quella ricerca attraente dove Istanbul viene scoperta attraverso i suoni, progetto anche questo solo parzialmente compiuto.


 

--------------------------------------------------------------------

--------------------------------------------------------------------