Fantasy Horror Award: un bilancio

Fantasy Horror AwardAll’indubbio impegno profuso per trasformare una piccola cittadina di provincia nella capitale mondiale dell’horror con la presenza di star internazionali provenienti da mezzo mondo (un’invidiabile passerella di star con nomi di indubbio richiamo come Brian Yuzna, Robert Englund, Jaume Balaguerò, Dario Argento, Mick Garris, Federico Zampaglione, Nicolas Winding Refn e tanti altri), non è purtroppo corrisposto un altrettanto adeguato sforzo per valorizzare la rassegna cinematografica, che si è ritrovata così ad essere una, quasi inutile, appendice. Luci e ombre della prima edizione del Festival Horror di Orvieto.

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Fantasy Horror AwardPer un fine settimana (dal 19 al 21 marzo) Orvieto ha smesso i panni della tranquilla località turistica: meta prediletta delle gite fuori porta di famigliole e coppie ultra sessantenni dell’urbe, per indossare quelli più inquietanti di capitale mondiale dell’horror. Già dal venerdì sera, infatti, è apparso subito chiaro che l’obiettivo principale degli organizzatori (il canale Fantasy di Sky) fosse quello di creare un’invidiabile passerella di star con nomi di indubbio richiamo come Brian Yuzna, Robert Englund, Jaume Balaguerò, Dario Argento, Mick Garris, Federico Zampaglione, Nicolas Winding Refn e tanti altri. Sebbene non fosse certo facile riunire così tanti personaggi internazionali in una località che di certo non si colloca sulle rotte dei loro principali spostamenti, la scommessa è senz’altro riuscita e bastava partecipare all’opening party (ad ingresso libero ma solo su prenotazione) per sentirsi in un vero party in stile hollywoodiano nel quale le star hanno interagito con estrema cordialità fra loro, ma anche con i presenti: scambiando battute, firmando autografi e posando volentieri per le foto.
Tuttavia, l’impegno profuso per ottenere questo risultato ha probabilmente comportato l’impossibilità di concentrarsi con lo stesso vigore nell’organizzazione della rassegna cinematografica che (sebbene già nelle dichiarazioni ufficiali della vigilia veniva definita come un “festival sui generis” visto che non avrebbe proiettato la totalità dei film in concorso, escludendo quelli che già avevano avuto una distribuzione soddisfacente in sala: come nel caso di Rec2, Drag me to hell, Parnassius, ecc.) è sembrata fin da subito poco più che un pretesto per organizzare la kermesse. Se, per quanto concerne gli ospiti, il programma è stato puntualmente rispettato, con (praticamente) tutte le stars annunciate presenti all’appuntamento, lo stesso non si può invece dire per l’offerta cinematografica. Quella che avrebbe dovuto essere una tre giorni ricca di proiezioni in anteprima ed eventi speciali, si è trasformata (a seguito di problemi tecnici e cambi di programma dell’ultim’ora non pubblicizzati) in un'offerta a dir poco deludente. Sono così saltati alcuni degli eventi più attesi come la proiezione in anteprima di alcune sequenze dell’attesoZone of the dead film d’animazione 9 di Shane Arker (prodotto da Tim Burton), resa impossibile per problemi di audio. La proiezione di Valhalla Rising di Nicolas Winding Refn (ancora inedito in Italia, anche se già passato a Venezia e Torino) è stata sostituita dal solo trailer e da un breve incontro con lo stesso Refn. Ed infine (solo per fermarci alle cose più eclatanti) la proiezione di Night of the sinner di Alessandro Perrella con Robert Englund è stata anticipata di alcune ore senza preavviso.
In questo panorama le proiezioni più affollate sono risultate indubbiamente quelle delle pellicole italiane in concorso, a cominciare da Shadow di Federico Zampagliane che ben più di un’ora prima della proiezione prevista faceva registrare una tale affluenza da convincere gli organizzatori a prevedere una seconda proiezione e L’Uomo Fiammifero di Marco Chiarini che è stato proiettato per tutta la mattinata del sabato (anziché la sola proiezione originariamente prevista per la mattina di venerdì).
C’era attesa per l’inedito horror serbo Zone Of The Dead diretto a quattro mani da Milan Konjevic e Milan Todorovic con Ken Foree (Zombi, La Casa del Diavolo) e Kristina Klebe (Halloween: The Beginning) che ripropone (piuttosto pedissequamente) la lezione di Carpenter e del compianto O’Bannon più che quella di Romero, con l’unica nota di originalità data dalla scelta di god of vampiresambientare la storia in Serbia, così da provocare un brivido lungo la schiena quando vengono richiamate le parole dell’Apocalisse di Giovanni “In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte li fuggirà”.
Più originale, invece, l’altrettanto inedito God Of The Vampires, opera prima del make-up artist Rob Fitz realizzata nel 2006. Benché proposto in lingua originale senza sottotitoli e inspiegabilmente in bianco e nero, il film riesce a catturare l’attenzione grazie alla capacità con cui fonde generi a prima vita distanti come l’horror ed il gangster movie in stile Hong Kong. Il film parte saldamente ancorato “alla realtà” del gangster movie, con tanto di killer infallibile (simil Cho Yun Fat), per poi scivolare progressivamente nell’horror quando gli viene affidato l’incarico di eliminare quello che si rivelerà un vampiro (della tradizione cinese che, a differenza di quelli occidentali, non teme crocifissi e paletti e per essere eliminato va immobilizzato con un sacro ideogramma e poi smembrato) ed i suoi adepti (simili agli zombi della tradizione occidentale). In definitiva un amalgama davvero originale e ben riuscita di una gran quantità di cinema di genere, che non si fa mancare davvero nulla: neanche una possibile lettura socio-economica allorché si scopre che l’incarico al killer era stato affidato da un’organizzazione di vampiri occidentali.
Non resta che augurarsi, in conclusione, che a cominciare dall’anno prossimo si decida di investire anche nella rassegna oltre che nella vistosa passerella, anche per dare maggiore credibilità ai premi che, almeno per questa edizione, si sono risolti in un passamano fra gli invitati.
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5 commenti

  • Il tristo mietitore

    Sono d'accordissimo. Lode agli sforzi per gli ospiti, rassegna inesistente. Occorrono strutture adeguate, più giorni di manifestazione, drastica riduzione dei premi (16 sono davvero troppi) e – sopratttutto – un vero concorso con tanto di retrospettiva. <br />P.S. demerito al tanto osannato Shadow di Zampaglione. Lui è un montato. Il film è un misto tra Deliverance e Hostel, con finale scippato a Jacob's Ladder di Adrian Lyne.

  • Giacomo Calzoni

    Se mi dici che il finale è scippato a Allucinazione perversa hai fatto uno spoiler bello e buono! E io Shadow ancora non l'ho visto….

  • il tristo mietitore e' veramente un povero invidioso e lo dimostra spoilerando in questo modo.Shadow e' il film italiano del momento,e lo dimostra il successo che sta avendo in TUTTO IL MONDO.se il tristo mietitore avesse successo anche solo a Corcumello,altro che montato sarebbe.questa e' la gente che rovina l'horror in italia.Massimo Rispetto al grande Zampaglione,che ha pure passato due ore fuori dal cinema(sold out x ben 2 proiezioni)a parlare con noi fans e ad autografare manifesti.

  • ma che ti aspetti da uno che si fa chiamare il "tristo mietitore"?Shadow e' un film bellissimo,ed il suo spoileraccio da persona scorretta e maleducata non fa che confermare l'invidia che alcuni poveri falliti ed inattivi nutrono nei confronti di chi le cose le fa,e le fa pure bene.<br /><br />Hai citato solo grandi film"deliverance","hostel""allucinazione perversa"..embe' ti sembra comunque poco scomodare simili capolavori?<br />fino a ieri stavamo con Smile e Imago mortis..SHADOW se li mangia in un bocccone.<br />e' cmq un mega risultato,o no?fallo tu un film cosi',vendilo ovunque e poi magari parla.<br /><br />L'horror italiano e' tornato in salute ed il nome di chi ha permesso questo e' Zampaglione.<br />Volenti o nolenti cari miei.<br />Quanti anni erano che un italiano non finiva in copertina su Nocturno e non creava un simile tam tam a livello internazionale?<br />e' una specie di plebiscito!!!<br />forse l'ultimo film italiano cosi' amato all'estero e' stato Tenebre di Argento.

  • L'evento di orvieto e' stato cosi' e cosi'.Gli ospiti pero' erano tutti molto disponibili ed ho fatto molte foto con tutti loro.Confermo il fatto che Englund e' davvero disponibile e simpatico.Poche ma buone le proiezioni,con ottimi film come SHADOW e L'UOMO FIAMMIFERO.aspettavo anche VALHALLA RISING..ma per qualche ragione non l'hanno fatto..sigh…