FESTIVAL DI ROMA 2012 – "Il lusso di contraddirsi a 360 gradi"

Dopo un anno passato a parlare del Festival di Roma solo come arena (terribilmente) italica di scontri tra faide, lotte di potere, regolamenti di conti politici (?)…è arrivato forse il momento di ragionare anche di Cinema. Questa mattina è stato svelato, quasi interamente, il programma della settima edizione della manifestazione capitolina che si terrà dal 9 al 17 novembre: la prima targata Marco Muller. Ecco, se c’è una continuità immediatamente individuabile tra i passati otto anni veneziani e questo suo primo romano è da rintracciare in quel fertile «lusso di contraddirci ogni momento, tra autorialità e genere, il nostro motto è stato: andare avanti sempre ma sempre guardando a 360 gradi».

Questa frase, pronunciata ben due volte da Muller nel suo intervento, condensa da un lato la filosofia che lo contraddistingue da sempre e dall’altro il lavoro svolto negli ultimi quattro mesi e mezzo (ossia il poco tempo avuto a disposizione dal suo insediamento ufficiale). Questo VII Festival di Roma allora, anche dopo a una rapida occhiata al programma, sembra già un interessante ibrido tra quella vocazione da Festa che deve far conoscere il cinema attraverso l’entertainment e una sana propensione verso il laboratorio di linguaggi da scoprire in giro per il mondo e far dialogare nei pochi giorni di un Festival.

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APERTE LE ISCRIZIONI PER UNICINEMA E SCUOLA DI CINEMA

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Il concorso è infarcito di giovani talenti con qualche vecchio “maestro” infiltrato: gli Stati Uniti rappresentati dal ritorno dietro la macchina da presa di Roman Coppola (figlio di Francis, sceneggiatore abituale di Wes Anderson e collaboratore della sorella Sofia) con A Glimpse Inside the Mind of Charlie Swan III che vanta nel cast i fedelissimi Bill Murray e Jason Schwartzman; dall’esordio alla regia di due produttori come Gabriel e Alan Polsky (Il cattivo Tenente di Herzog) The Motel Life con Dakota Fanning e Emile Hirsh; infine dal veterano Larry Clarke che Marfa Girl torna ai dilemmi morali adolescenziali in una sperduta cittadina del Texas. L’Europa con il terzo lungometraggio di Valerie Donzelli dopo l’apprezzato La guerra è dichiarata, Un enfant de toi di Jaques Doillon, il ritorno dei fratelli Skolimowski con Ixjana e poi due pezzi da novanta dell’autorialità festivaliera: Kira Muratova con Vecnoe Vozvrascenie e Alexey Fedorchenko con Nebesnye Zeni Lugovykh Mari. L’Italia sarà rappresentata da Pappi Corsicato (Il volto di un’altra), Paolo Franchi (E la chiamano estate) e dal giovanissimo Claudio Giovannesi (Alì ha gli occhi azzurri). Infine l’opera seconda di Enrique Rivero Mai Morire e l’attesissimo ritorno all’horror del grande Takashi Miike con Lesson of Evil, storia di un insegnante psicopatico nell’odierno Giappone.

Nel Fuori Concorso Marjane Satrapi, P.J. Hogan, l’opera prima di Regis Roinsard, uno dei più attesi film francesi dell’anno, Populaire. Poi l’atteso film d’animazione in 3D Le 5 Leggende  e infine spiccano i nomi del grande veterano Walter Hill che in compagnia di Sylvester Stallone presenterà Bullet in the Head, l’esordio in terra francese del nostro Michele Placido che presenterà il suo polar Le Guetteur con Daniel Auteuil e Mathieu Kassovitz e il nuovo episodio della saga di Twilight targato Bill Condon. In più Muller promette una sorpresa da svelare nei prossimi giorni (che non sarà purtroppo il film) riguardante Quentin Tarantino sicuramente presente a Roma…

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LE BORSE DI STUDIO PER CRITICA, SCENEGGIATURA, FILMMAKING DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI

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Nella sezione Cinemaxxi, la più sperimentale, l’erede degli Orizzonti veneziani mulleriani, troviamo un fertile mix di grossi autori con piccole opere personali (Greenaway, Verhoeven), i film a episodi Invisible World (Wim Wenders, Theo Angelopoulos, Atom Egoyan, Manoel De Oliveira, Guy Maddin, Marco Bechis, Laís Bodanzky, Maria de Medeiros, Jerzy Stuhr, Gian Vittorio Baldi) e Centro Historico (Aki Kaurismäki, Pedro Costa, Victor Erice, Manoel De Oliveira) e una serie di possibili sorprese colte in giro per il mondo.

Insomma, evitando (in)opportuni paragoni con le direzioni passate, anche solo sulla carta questo sembra già un Festival in grado di dire qualcosa di nuovo sul Cinema del 2012. Che ha già una precisa idea, forse non del tutto sviluppata e forse ancora potenziale…ma già viva e presente a “360 gradi”.

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Un commento

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    GRAZIE MARCO MUELLER per un edizione del Festival che si annuncia straordinaria dopo passate edizioni zeppe di spazzatura (salvo il 2010 con Poll e In un mondo migliore) frutto di presunzione e incompetenza. Attendiamo con gioia in particolare il nuovo film di KIRA MURATOVA…