FESTIVAL DI ROMA 2012 – The Motel Life: Alan e Gabe Polsky dal "Bob Dylan dei diseredati"

FESTIVAL DI ROMA 2012 - The Motel Life: Alan e Gabe Polsky

 

"My Own Private Idaho incontra Rusty il selvaggio": un frammento del sogno americano in pezzi è in concorso al VII Festival di Roma: è The Motel Life, tratto dal bellissimo primo romanzo di Willy Vlautin, storyteller e musicista definito "il Dylan dei diseredati".

Emile Hirsch, Dakota Fanning - THE MOTEL LIFE"Tra fratelli, c'è una brutale onestà che stimola il processo creativo" raccontano i registi Alan e Gabe Polsky, al loro esordio dietro la macchina da presa dopo aver prodotto Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans di Werner Herzog, Little Birds di Elgin James e il documentario HBO His Way.

E fratelli, in fuga dopo un incidente, sono anche i protagonisti del film: Frank e Jerry-Lee, interpretati da Emile Hirsch (Killer Joe, Le Belve, Venuto al mondo – lo vedremo anche in Prince Avalanche di David Gordon Green) e Stephen Dorff (Somewehere,The Iceman, a Roma anche con A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III)
 

Nel cast anche Dakota Fanning (The Twilight Saga, Night Moves, la vedremo anche in Mississippi Wild accanto a Robert Duvall e Mickey Rourke) nei panni della ragazza amata da Frank, Annie, figlia di una prostituta e coinvolta negli affari materni, Kris Kristofferson (Powder Blue, Blade) e Joshua Leonard (Unicorns, Higher Ground).

THE MOTEL LIFE, Emile Hirsch e Dakota Fanning sul set / Alan e Gabe Polsky, i registiNella colonna sonora compare un brano del grande folksinger Townes Van Zandt accanto a pezzi di Bob Dylan & Johnny Cash, The Kills, Jonathan Clay, Justin Townes Earle. 

Per descrivere la prosa di Vlautin, frontman dei Richmond Fontaine oltre che scrittore, la critica ha fatto grandi nomi: Raymond Carver, John Fante, John Steinbeck… Lui si definisce semplicemente un cantastorie, sulla scia di gente come Tom Waits e Shane McGowan.  Oggi attivo in Oregon (a Portland, come Gus Van Sant e Kelly Reichardt) è nato e cresciuto, fino ai 27 anni, a Reno, Nevada (stesso stato di Fargo) un luogo che la Depressione trasformò in una sorta di Las Vegas popolata da decine di motel, che insieme ai giocatori d'azzardo attirava vagabondi, outsider, trafficanti di ogni genere.
 

Il suo linguaggio schietto, pulito e efficace e la capacità di descrivere il tessuto della  vita quotidiana di figure al margine con improvvisi slanci lirici lo avvicina anche a Barry Gifford, autore del testo che ha ispirato Perdita Durango di Álex de la Iglesia, amato da David Lynch (che ha tratto Wild at Heart da un suo romanzo e la ho voluto come collaboratore alle sceneggiature di Hotel Room e Strade perdute).

Willy Vlautin, autore del romanzo THE MOTEL LIFEPer temi e contenuti, per la prossimità a chi cerca di sopravvivere in un mondo duro e disperato, Vlautin può essere paragonato anche a William Kennedy, scrittore americano premio Pulitzer per Ironweed nel 1983, poi diventato un film di Héctor Babenco con Jack Nicholson e Meryl Streep.

Malgrado tutti questi riferimenti (e tanti altri se ne possono trovare) il romanzo di Vlautin The Motel Life (il booktrailer) in Italia pubblicato da Fazi – è originale e unico. Frank e Jerry-Lee, orfani che hanno sempre avuto una vita dura, che ora dormono in macchina, vagano tra donuts, alcool e incontri di fortuna, sono persone "danneggiate" (uno dei due anche fisicamente, a una gamba) ma persone ordinarie, che potremmo incontrare ogni giorno, solo incapaci di rassegnarsi alla realtà dei fatti e dotati di un'immaginazione che trascende le loro esistenze miserabili e disperate: dicevamo. Proprio così. "La cosa che interessante è che c'è sempre questo sogno di fuga, ma non c'è nessun posto dove scappare. Ti limiti a correre dentro te stesso" racconta Vlautin.

Anche il secondo romanzo Northline,  uscito nel 2008 e ancora inedito in italia (e definito da George Pelecanos, scrittore, anche per la serie tv The Wire, il suo libro preferito del decennio) è stato opzionato per diventare un film, prodotto dalla Sharp Independent e diretto da Courtney Hunt, vincitrice del Gran Premio della Giuria al Sundance con Frozen River. Si tratta della storia di una cameriera alcolizzata che fugge da Las Vegas verso Reno in cerca di una nuova vita, e riesce a placare la sua angoscia solo attraverso conversazioni immaginarie con Paul Newman. Il terzo libro, Lean on Pete (2010) è la storia di un ragazzo abbandonato a se stesso da suo padre.

Nella nostra gallery, le prime foto ufficiali con Emile Hirsch, Dakota Fanning e Stephen Dorff in The Motel Life.