FESTIVAL DI ROMA 2013 – "L'ultima ruota del carro". Incontro con Giovanni Veronesi e il cast

giovanni veronesi, elio germano e alessandra mastronardi in l'ultima ruota del carroLa squadra di L'ultima ruota del carro prima del red carpet di questa sera. Il film, che inaugura questa sera l'8° edizione del Festival Internazionale del film di Roma, uscirà poi in sala la prossima settimana, giovedì 13 novembre in circa 350 copie. Oltre al regista, sono stati presenti i protagonisti Elio Germano, Alessandra Mastronardi, Ricky Memphis, il produttore Domenico Procacci, la cantante Elisa che ha composto la colonna sonora ed Ernesto Marchetti, il personaggio reale da cui è stata tratta la storia.

 

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Il film sembra riaffacciarsi alla tradizione della 'commedia all'italiana'

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Giovanni Veronesi: Ho sempre dichiarato il mio amore verso la commedia di Risi, Scola e Monicelli e quindi seguo indegnamente quelle orme. Stacolta poi ho avuto la fortuna di non essermi inventato niente. Ho fatto solo il sarto. Quando Ernesto mi ha raccontato la sua storia, già vedevo il film. Lui parlava noi scrivevamo. E’ il film dove mi sono inventato di meno.

 

 

Cosa è piaciuto del personaggio?

Elio Germano: Volevamo innanzitutto riscoprire la commedia all’italiana e fare un film popolare. Giovanni mi ha raccontato queste vicende molte delle quali poi non sono andate nel film. Per me professionalmente c’era anche la possibilità di lavorare su un altro registro con un personaggio di diverse età.

Giovanni Veronesi: Quando ho chiesto ad Elio se voleva fare questo personaggio lui mi ha detto: “Fammi passare una sera con Ernesto”. Il giorno dopo mi ha chiamato e mi ha detto: “E’ mio”.

 

 

Quale può essere uno dei passaggi-chiave del film?

Giovanni Veronesi: Una delle scene più divertenti vede Elio che imita il sorriso di Berlusconi. E il popolo in quel periodo aveva bisogno di sorriso. E anche il monologo di Ricky a tavola su di lui era anche sintomatico. Quello era un partito di cui entravano a far parte un sacco di ragazze giovani. E la sinistra magari ha detto: “Perché non l’abbiamo fatto noi"

 

 

L'ultima ruota del carro racconta anche una'storia d'amore' normale…

Elio Germano: C’è una bella storia d’amore e come diceva Giovanni, è il primo film senza corna

Alessandra Mastronardi: E’ stato bello raccontare la storia di una coppia vera che la sera parla. Una famiglia unita. La figura di Angela è come se riporta ogni volta Ernesto alla vita di tutti i giorni.

 

 

Come è nata l'idea di ispirarsi a una storia vera, quella di Ernesto Marchetti?

Ernesto Marchetti: Questa storia era cominciata quasi per gioco e ora mi trovo a gestire una cosa più grande di me. Giovanni non ha inventato nulla. E’ tutto vero. Ci ha messo solo un po’ di pepe.

Giovanni Veronesi: E una sera tornando in macchina all’autogrill mi ha detto: “A Giova’. Avemo magnato peggio di quando facevo il cuoco d’asilo”. Poi ha continuato a parlare ed è come se avessi avuto davanti gli occhi un film  di Scola. E mio fratello Sandro, lo scrittore, dopo che gliel'ho raccontata, mi ha detto: “Se tu non ci fai un film, io ci faccio un romanzo”. Questa è una storia normale di un cittadino normale. Perché non diamo una medaglina di quelli che pagano sempre le tasse? Come Ernesto, come mio padre. Si parla invece sempre di quelli che non le pagano.

 

 

una scena di l'ultima ruota del carroIl personaggio di Giacinto, interpretato da Ricky Memphis?

Ricky Memphis: Il mio personaggio, rispetto a Ernesto, non ci vuole stare a essere l’ultima ruota del carro. Vorreebe essere protagonista e non un soldato semplice. Ma è un disperato all’inizio e resta un disperato alla fine

 

 

L'incontro con Mimmo Paladino, del quale sono stati utilizzati i dipinti?

Giovanni Veronesi: Mi ci ha messo in contatto Alessandro Haber. Anzi all'inizio dubitavo che lui ci avesse mai parlato anche se aveva il suo numero in agenda. Anch'io ho nella rubrica quello di Pippo Baudo ma non lo conosco. Così vado a Benevento da lui e sono rimasto estasiato quando ho visto il suo studio. E’ uno degli artisti più generosi che abbia mai incontrato. Ha tirato fuori delle tele degli anni ’80 che non riguardava da anni. E quella serie degli uomini neri li ha fatti apposta per il film e, mentre lavorava, la troupe, si è fermata. E per fare questa collaborazione non ha chiesto un euro.

 

 

L'ambientazione a Passoscuro?

Giovanni Veronesi: Tra quel litorale e quello di Torvajanica dove ho girato Manuale d’amore, c’è un abisso. Le dune sono vere, anche il cartello con la scritta 'divieto di balneazione' è diventato poetico perché col tempo si è arruginito. Poi ho scoperto che Fellini aveva girato lì (La dolce vita) e mio fratello ci stava ambientando un romanzo

 

 

Che tipo di rapporto ha Elisa col cinema italiano?

Elisa: Sono stata intanto felicissima di questa richiesta di Giovanni ed era il sogno nel cassetto quello di fare una colonna sonora intera di un film. E’ molto diverso rispetto a fare solo una canzone.

 

 

Ci saranno altri progetti futuri?

Elisa: Non credo che rifarò un'altra cosa del genere. Anche se è stata una cosa eccezionale e mi sento arricchita.

 

 

Il film uscirà in sala giovedì prossimo in 350 copie

Giovanni Veronesi: Si e speriamo poi che Checco Zalone ci lasci qualche spettatore anche a noi.

 

 

Un commento

  • Luciana Maugliani
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    E' meraviglioso pensare che esistono persone sincere che pensano anche alle persone oneste con dei valori