FILM IN TV – "L'esercito delle dodici scimmie" di Terry Gilliam

monk
Il cinema di Gilliam continua la sua folle corsa (auto)distruttiva e, questa volta, incomincia dalla fine: dell’umanità e in particolare del suo eroico protagonista e attore. Un protagonista e un cinema distrutti e distruttivi che possono permettersi di annullare la distanza che intercorre tra passato, presente e futuro. Mercoledì 25 Febbraio, ore 23.35, Rete4

-----------------------------------------------------------
SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI: APERTE LE ISCRIZIONI ANNO 2022-23


-----------------------------------------------------------

12Dopo gli assedi navali ai palazzoni di Brazil, le scorribande sulle palle di cannone delle Avventure del Barone di Munchausen e le pazze danze senza vestiti della Leggenda del re pescatore, non sorprende affatto che Terry Gilliam sia approdato all’ Esercito delle dodici scimmie e al suo fulminante incipit catastrofico: siamo nell’anno 2035, l'intera popolazione mondiale è stata distrutta da un virus mortale, i sopravvissuti sono costretti a vivere rinchiusi nelle viscere della terra, il mondo esterno è dominato dagli animali. Il cinema di Gilliam dunque, continua la sua folle corsa (auto)distruttiva e, questa volta, incomincia dalla fine: dell’umanità come si è detto, e in particolare del suo eroico (ma Gilliam cita esplicitamente una scena di Orizzonti di gloria) protagonista e attore. L’inevitabile fine di James Cole, in realtà già visualizzata immediatamente dopo i titoli di testa, è evidenziata su tutte «nella scena in cui fugge dall’ospedale quando – ha scritto Fabrizio Liberti – giunto in un corridoio con diverse uscite, la sua vista, ottenebrata anche dai farmaci, diventa multifocale. Egli non sa più da quale parte andare perché è perso nel mondo, o meglio i suoi pezzi si sono smarriti attraverso il tempo». Sono questi un protagonista e un cinema distrutti e distruttivi che possono permettersi di annullare la distanza che intercorre tra passato, presente e futuro, tra bene e male, normale e ciò che non lo è, sogno e realtà. Tocca poi alla fine dell’attore: Gilliam si diverte a stravolgere l’immagine delle sue star, deformando il macho Bruce Willis in un fragile e spaurito schizofrenico, e affliggendo il sex symbol Brad Pitt con occhiaie e sguardo stralunato.
Accompagnato da una moltitudine di frammenti e immagini tratte dai film dei fratelli Marx, di Tex Avery, esperimenti condotti su animali e pubblicità di luoghi di villeggiatura, lo spettatore si illude di avere a disposizione materiale a sufficienza perché il racconto si avvii ad una conclusione pulita e l’umanità ad un nuovo inizio. Ma quello di Gilliam è un mondo schizoide e capovolto, un mondo che vive due o più volte (come la donna del film di Hitchcock), e le incongruenze narrative (volontarie o involontarie non ha importanza) non regalano alcuna tranquillità lasciando un terribile dubbio: e se fosse stato davvero tutto frutto della mente instabile di Cole?

----------------------------
OPEN DAY SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI

----------------------------

 

 

Titolo originale: 12 Monkeys
Regia: Terry Gilliam
Interpreti: Bruce Willis, Madeleine Stowe, Brad Pitt, Christopher Plummer, David Morse
Durata: 125'
Origine: USA
Mercoledì 25 Febbraio, ore 23.35, Retequattro

--------------------------------------------------------------
Le Arene estive di Cinema a Roma

--------------------------------------------------------------

    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SENTIERI SELVAGGI

    Le news, le recensioni, i corsi di cinema, la riviste, i libri, gli eventi e tutte le nostre iniziative