Forever Young – Incontro con Fausto Brizzi e il cast

Sono fioccate battute all’incontro di oggi all’Hotel Bernini di Roma per la presentazione dell’ultima commedia di Fausto Brizzi, Forever Young, al cinema dal 10 marzo, che mostra un gruppo di non più giovani che si rifiuta di invecchiare. A passarsi il testimone erano presenti oltre al regista: Lillo Petrolo, Fabrizio Bentivoglio, Stefano Fresi, Teo Teocoli, Lorenza Indovina, Emanuel Caserio e Pilar Fogliati. 

“Questo è il più cattivo dei miei film”, afferma Fausto Brizzi. “Perchè alcuni dei protagonisti sono dei veri irrecuperabili. In questo senso ho invertito la rotta rispetto ai miei precedenti film. E i personaggi che mostro sono come tanti, sono ovunque tra di noi. Un segno inequivocabile di un Forever Young è chi si tinge la barba, e già qui in sala ne ho visti parecchi”.

Qual’è la vostra cura per tenervi forever young? Chiedono i giornalisti, e rispondono a turni gli attori presenti. “Io non mi sento un giovane a tutti i costi”, afferma Bentivoglio (all’opposto del suo personaggio Giorgio), mentre Lillo scherza dicendo “mi viene naturale fare l’immaturo. Sono uno che non pensa mai di avere cinquant’anni, ogni tanto qualcuno me lo ricorda. Il mio passatempo preferito è dipingere miniature di soldatini, e quando mia moglie esce di casa ci gioco pure”. Quale forever-young-il-trailer-ufficiale-del-nuovo-film-di-fausto-brizzi-v3-253261-1280x720può essere un antidoto per questi eterni Peter Pan? “Tornare agli affetti familiari è l’unico antidoto, prendere consapevolezza dei propri ruoli nel contesto familiare. Ad esempio preferisco i nonni che badano ai nipoti a quelli che vanno a pilates”.

È già in programma una serie televisiva tratta dal film? “Una serie verrebbe benissimo” dice Brizzi “Il tema è attuale e molto serializzabile. Molti ragazzi di oggi hanno questi genitori e ci si rispecchierebbero”. Il regista poi aggiunge: “Vorrei che scriveste che ho notato che ci sono film italiani molto buoni che stanno giustamente avendo successo in sala in questo momento. Sono film basati su buone sceneggiature, come Lo chiamavano Jeeg Robot e Perfetti Sconosciuti. Secondo me i film si fanno con dei buoni copioni, per questo ringrazio gli sceneggiatori Marco Martani e Edoardo Falcone che mi hanno aiutato ad essere più cattivo del solito”.