"Hellboy – The Golden Army" di Guillermo Del Toro

hellboy IIE’ forse imminente lo scontro tra le due civiltà. La macabra ironia che pervade le imprese del dective Hellboy – diavolo scacciato che ripudia la propria natura paranormale per sposare un’identità da essere umano – e della sua squadra composta uomini-pesce e donne-di-fuoco è quella di sterminare i propri simili a vantaggio di una umanità terrestre ingrata, che è sempre e comunque irrimediabilmente indietro, relegata ai margini del fulcro percettivo. E’ chiaro che l’apocalisse è dietro l’angolo. E il secondo episodio, scritto da Del Toro assieme al creatore del fumetto Mike Mignola, è forse solo il preludio dell’Olocausto auspicato in punto di morte dal Principe Nuada, il biondo antagonista esiliato in sotterranei danteschi paralleli al Mondo e dimenticati come un Terzo Mondo.

Del Toro inquadra i suoi freak antropomorfi ponendo freni al digitale e recuperando una fisicità teatrale anni ’80, che riprende un intero immaginario fantastico a cui quasi non si era più abituati (e le citazioni negli schermi televisivi degli horror film in bianconero targati Universal dimostrano apertamente il modello di riferimento) e allo stesso tempo rilancia una poetica sul diverso con improvvise deviazioni autoriali dal rettilineo action già tracciato dal primo episodio. Eppure laddove il cinema di Tim Burton tende a dare umanità ai suoi freak, quello di Del Toro sembra piuttosto avere l’obiettivo primario di dis-umanizzare l’uomo, cosicché la vera community del suo cinema non diventa più la cupa metropoli postmoderna, o l’immaginario interattivo del finale di Big Fish, ma anzi un affresco ancora più dentro la carne del fiabesco. In Del Toro i due mondi sono sempre inconciliabili, frutto di una dicotomia disperata che abbraccia il fantastico come via di fuga da una realtà di morte, per poi tuffarsi in un’altra che è altrettanto febbrile e mortifera.

---------------------------------------------------------------------
APERTE LE ISCRIZIONI PER UNICINEMA E SCUOLA DI CINEMA

---------------------------------------------------------------------

Ecco che allora tutta la matericità opprimente delle immagini del cineasta messicano, oltre che a riempire lo schermo in ogni spazio, finiscono con l’essere l’unica (per certi versi datata) risposta possibile all’impalpabile astrattismo dei Wachowski o alla pittoricità panottica dell’ultimo Lucas. Qui è la “Fabbrica Del Toro” a comporre il film. Fabbrica che crea meccanismi di dialoghi comici ed esplosioni, che produce eserciti in ferro e metallo (la Golden Army) o supereroi mostruosi interpretati da attori reali (Ron Perlman, Selma Blair, Doug Jones). E sta qui la commovente impasse che inchioda alla Terra e alla finitezza scenografica il talentuoso regista. La fuga dall’uomo porta inevitabilmente… all’uomo. La fuga dal reale porta inevitabilmente alla rappresentazione del… reale. Un universo chiuso che racchiude due mondi.

 

--------------------------------------------------------------------
I NUOVI CORSI ONLINE LIVE DI CINEMA DI SENTIERI SELVAGGI

-----------------------------------------------------

Titolo originale: Hellboy II – The Golden Army

Regia: Guillermo Del Toro

Interpreti: Ron Perlman, Selma Blair, Doug Jones, Jeffrey Tambor

--------------------------------------------------------------------

--------------------------------------------------------------------
Distribuzione: UIP
Durata: 110’

Origine:USA, 2008