"Il paradiso all'improvviso" – Incontro con Leonardo Pieraccioni


"Il paradiso all'improvviso". Questo il titolo del prossimo film del regista toscano che, nonostante i problemi del vecchio distributore, sarà nelle sale italiane per natale 2003 supportato come d'abitudine da una sceneggiatura di Sandro Veronesi e da due comici, Alessandro Haber e Rocco Papaleo, che interpretano due nobili dai cospicui problemi familiari.


"Il soggetto del film affronta una tematica, quella dei problemi dei singles moderni che improvvisamente si trovano ad affrontare un matrimonio, che mi riguarda un po' da vicino visto che tra pochi anni compirò quarant'anni e mi piacerebbe mettere su famiglia." Con queste parole Pieraccioni inizia a svelare qualcosa della pellicola e soprattutto delle inclinazioni della sua vita privata, mentre Lorenzo, il protagonista del film, sembra distaccarsi dalla classica tipologia dei personaggi fin'ora interpretati.


"Lorenzo è un classico "fighetto" come se ne vedono oggi in Italia, con un buon stipendio ed una bella casa che non divide con nessuno, convinto dell'impossibilità di legarsi in modo duraturo con una persona. Sostanzialmente ha un atteggiamento nei confronti della vita e delle donne molto diverso dai precedenti personaggi che ho interpretato, tutti più romantici e sognatori. Poi però, in seguito all'incontro con una donna bella e carismatica, molti dei suoi presupposti saranno messi in discussione".  


Girato tra gli splendidi scenari di Ischia e Firenze con gli interni realizzati a Roma "Il paradiso all'improvviso" ha disposto di un budget di circa 10 miliardi e di un totale di nove settimane di lavorazione. Questa volta la bella protagonista femminile, motivo per cui il single incallito deciderà di sposarsi, è un'attrice con alle spalle una sostanziosa carriera e molto conosciuta soprattutto in patria. "Su segnalazione di un articolo di Tullio Kesich ho proposto la parte a Angie Cepeda conosciuta in Italia per aver interpretato "Pantaleon e le visitatrici", e lei è stata entusiasta nell'accettare. Un'altra fenomenale donna sarà al mio fianco: Anna Maria Barbera, più conosciuta al pubblico televisivo come la  "Sconsy" di Zelig la quale interpreterà una femmina piacente e perennemente innamorata di uomini indiani".


A proposito del grandissimo successo che in questi ultimi anni il cabaret sta riscotendo in televisione e a teatro, Pieraccioni ritorna sulle sue origine di comico da palcoscenico ed ammette di aver fatto "un film comico-sentimentale perché – spiega – ho la sindrome da cabarettista prestato al cinema. Il teatro è stato il mio primo vero amore e credo che il grande segreto del successo di alcuni programmi comici sia nel fatto che il pubblico da casa si identifichi con quello in sala e che il repertorio dei comici sia rafforzato da anni e anni di gavetta".


A chi gli ha ricordato della flessione negli incassi degli ultimi suoi film il regista ha risposto che: "Il Ciclone è stata una fantastica congiunzione astrale con degli incassi assolutamente sorprendenti e programmazioni in tutto il mondo. Comunque anche le pellicole successive hanno avuto un successo più che discreto. Ho sempre fatto i film che, come spettatore, avrei voluto vedere senza mai pormi il problema di quanto avrebbe incassato la pellicola. Il pubblico ha un codice sconosciuto perché non sempre i film costruiti a tavolino finiscono poi per funzionare". 


Il cinema italiano, ultimo argomento trattato durante la piacevole conversazione, viene fruito da Pieraccioni da appassionato anche per quella cinematografia di nicchia e meno conosciuta che troppo spesso non trova sufficiente visibilità nel complesso panorama distributivo italiano. "Cerco di andare a vedere molti film italiani, anche i meno pubblicizzati. Ultimamente ho molto apprezzato "L'imbalsamatore" di Matteo Garrone e "Respiro" di Crialese. Sono molto affascinato da tutte quelle pellicole che nascono sottovoce e poi riscuotono un grande successo ed un eccezionale riscontro di pubblico. Credo che la vera arte deve essere apprezzata e soprattutto condivisa da più persone possibili."


E il rapporto con la politica? "Da spettatore becero, che si scalda e si indigna ma non partecipa a girotondi".