Il sapore del successo, di John Wells

Chissà se durante la produzione di questa commedia drammatica sul “mondo” degli chef si aveva l’intenzione di confezionare un corollario di 100’ per l’Expò di Milano. Anche se la città in questione è Londra – con Parigi che però ricopre un ruolo fondamentale nel turbolento passato in fuori campo del protagonista – il film di John Wells, scritto da Steven Knight, sembra davvero il termine ultimo di un’esposizione culinaria pronta per essere mercificata e, soprattutto, “drammatizzata” alle masse. Il pubblico di riferimento del resto è decisamente globalizzato e orientativamente di classe medio-alta e qui abbiamo cuochi che ci comportano come delle rockstar o architetti di prima classe. Oltretutto producono i fratelli Weinstein e non tardiamo molto a capire che ci troviamo davanti a una cucina/cinema di alto livello, molto internazionale, che da Bradley Cooper passa a Omar Sy con la mediazione del tedesco hollywoodiano Daniel Brühl. Qui al protagonista Adam Jones (Cooper) non è solamente data un’immagine di stile, eleganza, passionalità, ma qualcosa di più profondo, una complessità esistenzialistica simil-shakespeariana fatta di sensi di colpa, dipendenza da droga, alcol, debiti con la mala. Un percorso di autodistruzione alla Scarface, insomma, che il titolo originale racconta molto bene. Adam è infatti a tutti gli effetti burnt. È un uomo bruciato, cotto che ha bisogno di una seconda occasione. Vuole la terza stella, che nel mondo della cucina equivale a essere come i Rolling Stone. E così dopo aver sperperato talento, soldi, amicizia e rapporti sentimentali nella capitale parigina, cerca di rilanciarsi a Londra prendendo su di sé la cucina di un noto ristorante gestito dall’amico Tony. Per farlo mette su una vera e propria gang di giovani apprendisti, cuochi fidati, assistenti ambiziose e affascinanti di cui è quasi impossibile non innamorarsi (Sienna Miller). E quando arrivano i redattori della Guida Michelin sarà vietato fallire.

bradley cooper e sienna miller in il sapore del successoTra un salmone crudo e un cacio e pepe, dettagli, montaggi frenetici e riprese concitate nel dietro le quinte del ristorante, rimaniamo colpiti soprattutto dalla scrittura di Steven Knight (Locke), talmente bravo che quasi ci riesce a far entrare lo spettatore in questo gangster movie con il pesce crudo al posto delle pallottole. Semmai il problema è che gli ingredienti per quanto ben formulati non creano un’anima e Il sapore del successo scivola via rischiando di essere spesso come molti di quei ristoranti fighetti che affollano le vie del centro delle grandi metropoli del mondo: impeccabili ma antipatici. Si cerca la terza stella, con un po’ di superficialità si rischia anche di dargliela. Ma ce ne dimentichiamo dopo mezz’ora. Forse perché si digeriscono troppo in fretta queste pietanze, scarne, belle da vedere e molto costose.

Titolo originale: Burnt
Regia: John Wells
Interpreti: Bradley Cooper, Alicia Vikander, Lily James, Sienna Miller, Uma Thurman, Daniel Brühl, Emma Thompson

Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 107′
Origine: Usa 2015