Istanbul e il museo dell’innocenza di Pamuk, di Grant Gee

Una pellicola particolare quella di Gee che intreccia molti livelli e crea una sorta di transmedialità artistica dove la letteratura si fa arte e l’arte diventa celluloide, si incarna in un cinema a metà tra documento e racconto. Tutto questo è Istanbul e il museo dell’innocenza di Pamuk, basato su un romanzo dello scrittore turco e che, già di per sé si identifica proprio come una pinacoteca di situazioni, sentimenti e storie.

La ‘”trama”, se possiamo chiamarla in questo modo, è ricalcata su quella dell’omonimo libro e racconta dell’amore travolgente tra Kemal e Fusun fino ad un inaspettato epilogo e sullo sfondo di una città in continuo cambiamento. Altra grande protagonista dell’opera è, infatti, la Istanbul degli anni ’80 e poi quella della contemporaneità. Il Museo diventa anche lo specchio di una società che cambia e gli oggetti di Fusun, oltre ad evocare la storia d’amore con Kemal, evocano un determinato periodo storico, le sue trasformazioni.

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Istanbul e il museo dell’innocenza di Pamuk non può essere svincolato dal libro e viceversa. Lo stesso Kemal ha raccontato ad Orhan la sua storia partendo dagli oggetti e lo scrittore ha dato vita al romanzo immaginando proprio un museo, che circa dopo due anni la pubblicazione è stato aperto a Grant Gee. Quest’ultimo ha intersecato i diversi livelli e ha dato vita a una sorta di videolibro con una voce narrante che ripercorre l’amore tra i due protagonisti.

In sala oggi e domani.

 

Titolo: Innocence of Memories – Orhan Pamuk’s Museum and Istanbul

Regia: Grant Gee

Interpreti: Pandora Colin, Mehmet Ergen, Ara Guler, Suleyman Fidaye

Distribuzione: Nexo Digital 

Durata: 97′

Origine: Gran Bretagna/Irlanda/Italia 2016