L'altro primo cittadino di Roma. Intervista a Carlo Verdone

carlo verdoneAltro che Il gladiatore. Venti di guerra su Roma: il decreto “Salva Roma” che viene bloccato per l’ostruzionismo di Lega e Movimento 5 Stelle: il sindaco di Roma, Marino, che evoca Nerone e dice: “A questo punto, chiamate Nerone e bruciamo Roma con tutti i romani”. E aggiunge: “Ma allora le grandi manifestazioni, quelle con i lavoratori disperati o con i black bloc, le facciano tutte a Varese e non se ne parli più”. Poi tutto rientra. Ma le parole no.

Era indignato, il primo cittadino di Roma. Ma a Roma c’è un altro “primo cittadino”. Un attore e regista nel cuore di tutti i romani. E che, di Roma, è l’immagine stessa. Ventidue film, un’autobiografia intitolata a quella casa sopra i portici, nel cuore di Roma, dove è cresciuto. La sua vita attuale, sopra Trastevere. Dove ama incontrare la gente del quartiere, i tipi umani che affioreranno prima o poi nei suoi film.

Carlo Verdone, al ventiduesimo film con Sotto una buona stella, vede un affetto confermato dal pubblico di tutta Italia. E intanto La grande bellezza, di cui è fra i protagonisti, corre per gli Oscar. In aprile, insegnerà in un college americano, a Bloomington, nell’Indiana, raccontando la commedia all’italiana.

Intanto, però. È indignato. Almeno quanto Marino. Per una volta, con lui, non parliamo di cinema. Ma della sua città. Sua, e di altri tre milioni di persone.

 

Carlo, Lega e grillini esultano per aver temporaneamente bloccato il decreto “Salva Roma”.

Ma che esultano? Non capiscono che Roma è una città che rappresenta tutto il paese? Se si sgretola Roma, si sgretola l’immagine stessa dell’Italia.

 

 

carlo verdone sul set di sotto una buona stellaIn che situazione è, oggi, Roma?     

Una situazione delicatissima. E’ una città che va curata. E non chiede soldi per costruire piramidi, ma per sopravvivere.

 

 

Quali sono i guai più grandi della città?

Basta andare in giro. Negli ospedali ci sono ogni giorno scooteristi e motociclisti con un osso fratturato, perché si sono infilati in una buca. Il manto stradale è in condizioni pietose. Il traffico è una piaga giunta allo stadio finale.

 

 

Roma è in crisi?

Era una grande città. Adesso è solo una città grande.

 

 

Quali altri problemi ha la città?

Roma è una città di strade strette, che non possono sostenere il traffico del Terzo millennio. Vedi auto in seconda, in terza fila. I monumenti sono invisibili: vedi solo portiere e specchietti retrovisori, un accatastamento di macchine, una porcheria.

 

 

Vedi delle soluzioni?

Comunicazioni e parcheggi sotterranei. Roma ha una metropolitana che in confronto alle altre città europee è ridicola. Quella di Berlino ha cinquecento chilometri di linee, Roma quaranta.

 

 

A Roma è più difficile scavare.

E’ vero. Ma ogni volta che scavano per fare un parcheggio trovano due cocci, si fermano. E passano trent’anni.

 

 

La soluzione?

Ah, non sono un politico. Ma almeno, parcheggi sotterranei. Altrimenti non si circola più.

 

 

carlo verdoneCome è cambiata la città in questi ultimi anni?

Una volta c’erano negozi importanti, parte di un tessuto sociale, culturale. Oggi espongono T-shirt con scritto ‘University of Sapienza’, le foto di Totti e il calendario dei preti. Vuol dire che stanno per chiudere. E aprirà l’ennesimo locale di pizza a taglio o una gelateria. Siamo diventai un paese di gelatai.

 

 

Anche le sale cinematografiche soffrono.

Chiudono, altro che soffrire! Come le librerie, e i negozi di musica. Restano i Multiplex, i capannoni con scritto Sala1, Sala2, Sala15…. 

 

 

Si continua a parlare di Roma ladrona…

E non si tiene conto che in Parlamento ci sono deputati e senatori settentrionali e meridionali, non solo romani. E che i romani pagano tante tasse, e devono pretendere una città che funzioni. E piantiamola co ‘sta Roma ladrona!. 

 

 

Il sindaco Ignazio Marino dunque ha ragione?

In questa circostanza non mi sento di dargli torto. Roma è una capitale di un paese del G8, una città cardine su cui si fonda tutta l’immagine dell’Italia. Un turista che fa un viaggio in Italia che, non vede Roma?.

 

           

Gli italiani non amano Roma?

Non l’hanno mai capita. La hanno sempre capita, e amata, di più gli stranieri. Goethe, Montaigne, Montesquieu, Rilke, per dire solo i primi che mi vengono in mente.

 

 

Il film di Sorrentino La grande bellezza corre per gli Oscar. Che Roma vedono gli americani, in quel film?

Una Roma metafisica, senza auto e gente. Basterebbe che fosse un quarto di come l’ha mostrata Sorrentino, per essere più vivibile. Ma se un americano prova a camminare di sera come nel film, casca dentro una buca!.