LAVORI IN CORSO. Xavier Dolan, Zemeckis, Clooney, Edgar Wright, Shia LaBeouf

Le riprese di IT: Chapter 2 sono appena iniziate e nel cast fa capolino un’aggiunta d’eccezione: si tratta del cineasta canadese Xavier Dolan, arruolato da Andy Muschietti per interpretare il ruolo di Adrian Mellon, un giovane gay che vive a Derry e viene assalito da una banda di teppisti omofobi gettandolo da un piccolo ponte, sotto il quale trova ad attenderlo un’entità ancor più malvagia, Pennywise, nella metamorfosi brillante nuovamente impersonificata da Bill Skarsgård.
Il regista di Mommy, E’ solo la fine del mondo e del prossimo La mia vita con John F. Donovan (suo primo film in lingua inglese) avrà un ruolo minore al cospetto della cerchia dei celebri Perdenti che combattono il demoniaco clown, ma chiunque abbia letto l’omonimo romanzo di Stephen King comprende l’importanza di questo inserimento inatteso nello script tornato nelle mani di Gary Dauberman.
A dar volto alle giovani vittime di Pennywise ormai divenute adulte troveremo James McAvoy (Bill), Jessica Chastain (Beverly), Bill Hader (Richie), Jay Ryan (Ben), James Ransone (Eddie), Isaiah Mustafa (Mike).
La pellicola, che sarà quasi interamente girata a Toronto, è prevista nelle sale statunitensi per il 6 settembre 2019.
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Alte aspettative per la nuova pellicola firmata da Robert Zemeckis con protagonista uno Steve Carell alle prese con dinamiche drammatiche e fiabesche.
Welcome to Marwen racconta la reale storia di Mark Hogancamp, un uomo massacrato dal lavoro, alcolizzato e depresso. Una sera, all’età di 38 anni, fu picchiato selvaggiamente all’uscita di un bar ed entrò in coma. Al risveglio, nove giorni dopo, non ricordando nulla della sua vita precedente cominciò a “ricostruire” il suo mondo. In che modo? Nel giardino della sua casa edificò una cittadina belga della Seconda Guerra Mondiale, popolandola di bambole e action figures che rappresentavano sé stesso, i suoi nuovi amici dell’ospedale e le persone più importanti della sua esistenza. Il trucco funzionò e pian piano l’uomo riuscì a riappropriarsi del suo passato. Hogancamp prese l’abitudine di fotografare il suo universo, che chiamò Marwencol, fondendo il suo nome con quelli dei suoi due amori giovanili (Wendy e Colleen).
Già oggetto di un documentario di Jeff Malmberg dal titolo Marwencol, Zemeckis oltre che da quest’ultimo si è ispirato anche al romanzo autobiografico Welcome to Marwencol, creando due mondi in contrapposizione tra il realistico della tragica quotidianità e l’animazione affidata all’universo ideato dal protagonista.
Interpretato anche da Eiza Gonzàlez, Diane Kruger, Leslie Mann e Janelle Monàe, la pellicola è stata scritta dal regista stesso con Caroline Thompson e arriverà nelle sale statunitensi il prossimo 21 novembre.

IL TRAILER:

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Sembrerebbe ormai entrato nelle trattative finali con la 20th Century Fox per il suo ritorno alla regia dopo Suburbicon: George Clooney si troverà così alle prese con Echo, un thriller fantascientifico che ruota intorno a un esperto di tecnologia applicata ai droni che inizia a diventare paranoico quando crede che la sua amata sia stata sostituita da un robot.
Impegnato nel dirigere i primi due episodi di un’attesa mini-serie tratta dal romanzo cultComma 22 di Joseph Heller, questo nuovo lungometraggio potrebbe portare un velo di rinnovata freschezza nella carriera altalenante del Clooney regista.
Scritto da Christopher MacBride, Echo sarà prodotto da Shawn Levy e la sua società 21 Laps, quella che ha realizzato Stranger Things per Netflix e Arrival di Denis Villeneuve al cinema.
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La passione per la musica lo ha sempre coinvolto travolgendone i suoi stessi lavori cinematografici e oggi il regista Edgar Wright (Baby Driver) si sta impegnando per realizzare un documentario su una delle band più amate e notevoli degli anni ’70: gli Sparks.
Una condivisione di pop e glam rock, oggi considerati progressive rock, a cui Wright è estremamente legato e sta già acquisendo materiale scenico: “Al momento siamo in fase di consultazione del materiale d’archivio. – ha dichiarato il regista – Sono un loro fan fin da quando li ho visti in Top Of The Pops del 1979 e quando ho comprato Beat The Clock in vinile“.
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Dopo il successo del war movie Fury, il regista David Ayer e Shia LaBeouf tornano a collaborare sul set con una cupa pellicola crime dal titolo Tax Collector, un thriller dalla tessitura indipendente del quale non sono ancora state rilasciate notizie ufficiali sulla possibile sinossi.
La sceneggiatura è in mano allo stesso Ayer che vorrebbe iniziare le riprese proprio in questi mesi.
Nel frattempo Shia LaBeouf ha da poco finito di girare Honey Boy, pellicola autobiografica da lui scritta che racconta la difficile infanzia e gioventù dell’attore, nel quale si è ritagliato la parte di suo padre.