Le verità, di Giuseppe Alessio Nuzzo

Di quante realtà ci è dato disporre? Un quesito che accompagna lo spettatore nelle vicende del protagonista Gabriele (Francesco Montanari) che, tornato da un viaggio di lavoro in India, ritrova gli affetti e la sua vita di sempre nella fabbrica del padre. Eppure qualcosa sta prendendo una direzione oscura: Gabriele ha continue visioni del futuro, premonizioni che stanno sconvolgendo la sua esistenza. Cosa sta accadendo? Il confine tra apparenza e tangibile è davvero così netto o è solo una nostra illusione?

Le verità, opera prima del regista Giuseppe Alessio Nuzzo, pone uno sguardo all’ignoto delineando un tratto originale nel circuito cinematografico nostrano. Varcando la soglia del ciclico standard che tende ad un immaginario noto e, plausibilmente, privo di pericoli, Nuzzo si presenta abile collaudatore di un rischio puramente filmico e quasi del tutto riuscito. Laddove il presupposto sperimentale aveva chiari echi nel nome scelto per il personaggio di Montanari, Gabriele Manetti, che richiama palesemente al regista Gabriele Mainetti (Lo chiamavano Jeeg Robot), considerato da Nuzzo colui che “con coraggio ha aperto di nuovo la strada al genere”, è nel porsi alla contemporaneità con una vena di azzardo che costituisce la piacevole sorpresa di questo debutto cinematografico.

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A fronte di un tecnicismo che nel suo insieme si dimostra abile e accuratamente studiato, realizzando una struttura permeata da toni scuri e uggiosi lineari con le tematiche, pecca di un cast non altrettanto armonico in cui, escluso Montanari e Anna Safroncik, quest’ultima perfettamente aderente al ruolo, troviamo scompensi talvolta meno efficaci: è il caso di Nicoletta Romanoff che, mai filtrante il personaggio, pone un divario dissonante nella catarsi necessaria tra oggetto filmico-spettatore.

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Nell’atmosfera di un sogno/incubo in cui i confini della realtà si smarriscono in dimensioni ignote, Le verità prende in prestito lembi di un’aura riconducibile all’Inception di Nolan, marcando un insieme di sovrastrutture mentali/reali che prendono corpo in un incedere che disorienta e appassiona, dove non può esservi alcuna concreta risposta che non trovi spazio nella pura percezione che, in quanto tale e in quanto sentita, riconduce a una moltitudine di osservazioni più o meno manifeste nella realtà.
Un thriller psicologico che spazza via l’ipotesi di ogni inganno allargando i propri orizzonti ad un terreno dai misteri inesplicabili, irradiato da verità potenzialmente infinite.

 

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Regia: Giuseppe Alessio Nuzzo
Interpreti: Francesco Montanari, Nicoletta Romanoff, Fabrizio Nevola, Anna Safroncik, Maria Grazia Cucinotta, Luigi Diberti, Massimo Poggio
Origine: Italia, 2017
Distribuzione: Paradise Pictures
Durata: 99′