Love in Khon Kaen: Prima foto per il nuovo film di Apichatpong Weerasethakul

Love in Khon Kaen

Il nuovo film di Apichatpong, racconterà di "una solitaria casalinga che si prende cura di un soldato affetto dalla malattia del sonno, che cade preda di allucinazioni che causano strani sogni, fantasmi e romanticismo".

Love in Kohn Kaen

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Sono passati quasi cinque anni dal successo internazionale di Lo Zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti, che è valso al regista thailandese Apichatpong Weerasethakul della Palma d'Oro a Cannes nel 2010 e, per l'occasione, uscito (si fa per dire) in alcune sale italiane. Non sono stati anni di silenzio, vista la versatilità di Joe per differenti formati e forme di narrazione. Come abbiamo già ricordato in questo articolo, sono stati numerosi i cortometraggi accumulatisi in questi ultimi anni, così come le videoinstallazioni, passate in Italia a Milano presso l'Hangar Bicocca due anni fa. Ma è ormai tempo per un nuovo lungometraggio (ricordiamo comunque lo splendido Mekong Hotel, che si limita però a una sessantina di minuti), a cui Joe lavora ormai da parecchio. Non sono molte le notizie: Love in Khon Kaen, questo il titolo, racconterà di "una solitaria casalinga che si prende cura di un soldato affetto dalla malattia del sonno, che cade preda di allucinazioni che causano strani sogni, fantasmi e romanticismo". In precedenti interviste il progetto aveva il titolo di Cemetery of Kings, ma Joe si era detto più volte convinto a volerlo cambiare, anche per motivi politici. Joe aveva rivelato che il soldato protagonista sarebbe stato lo stesso di Tropical Malady, interpretato da Banlop Lomnoi. I due film sono collegati dalla scena del sonno del soldato nella giungla: nelle intenzioni di Joe, Love in Khon Kaen è il sogno del soldato, sognato nel film precedente. Il film sarà incentrato su un tema caro al regista e già proposto in numerose opere: la malattia del sonno.

 

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Apichatpong WeerasethakulApichatpong ha dichiarato: "Ho ricordi di quando ero studente, seduto in una stanza buia a vedere un cartone animato dove il personaggio soccombeva alla malaria. Veniva morso da una zanzara grande come la sua testa. Tremava sotto strati di lenzuola. Non capisco ancora perché i miei insegnanti proiettassero sempre film sulla malattia. Ci esponevano alle brutture della febbre dengue, del verme solitario, dell'elefantiasi, della malaria, e così via. I miei genitori sono dottori. Come conseguenza, sono cresciuto in una casa-ospedale fino alla mia adolescenza. Questa piccola città-ospedale era il mio parco giochi. Scuola e casa erano piene di malattie memorabili. Nel mio essere un regista ho esplorato il tema della malattia e degli ospedali in molti dei miei film. Per Love in Khon Kaen, immagino molte stanze dove le persone non fanno altro che dormire. Eppure, sono da qualche parte nella loro dimensione, in un loro rifiugio. Ultimamente ho fantasticato a proposito di questa situazione. Ho notato che negli ultimi decenni in Thailandia la gente dorme molto di più. Ho iniziato ad annotare in fretta i miei sogni. Ho prodotto molti film, nei miei sogni. Ho scritto questo film come una riflessione sulla Thailandia, vista come una nazione febbricitante. Sarà il mio primo film girato interamente nella mia città natale, Khon Kaen. È anche un ritratto molto personale dei luoghi che si sono attaccati a me come parassiti – la scuola elementare, la biblioteca, il lago. Come i dormienti nel film, rifuggo la malattia della realtà, e insieme prendiamo rifugio in sogni eterni".  

 

La release è prevista per il 2015 (forse a Cannes?). Per ingannare l'attesa, ecco un breve corto girato come un augurio di buon anno dal regista, che come al solito riesce a creare qualcosa di sospeso e magico anche in pochi minuti:

 

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