On the Milky Road, di Emir Kusturica

A nove anni di distanza dal suo ultimo lungometraggio di finzione (il non memorabile Promettilo!), Emir Kusturica ritorna dietro la macchina da presa con questo nuovo, folle progetto che lo vede anche protagonista nei panni di un lattaio che ogni giorno attraversa il fronte a cavallo di un asino, incurante delle esplosioni e delle pallottole che lo sfiorano. Siamo sul finire della guerra nei Balcani, e quando la giovane e bella sorella di un soldato organizza il matrimonio del fratello con una donna italiana ambita da molti (Monica Bellucci), vorrebbe sposarsi anch’essa con il taciturno e misterioso lattaio; ma l’uomo rimane fatalmente attratto dall’italiana, e insieme si ritroveranno ad affrontare un’avventura romantica e pericolosa allo stesso tempo.

Un film raccontato con i toni della fiaba, tra serpenti golosi di latte che finiscono col salvarti la vita e un protagonista i cui migliori amici sono un asino e un falco; com’era lecito aspettarsi da Kusturica, tutto è urlato e costantemente sopra le righe, contrappuntato da una colonna sonora (del figlio Stribor) incessante e fuori controllo. On the Milky Road ignora la morte e le ferite (almeno nella prima parte…), mette in scena il mito di Jennifer Beals e di Flashdance, cita Kant con lo spessore di un bignami da liceo, abbraccia il kitsch e sfocia più volte nel ridicolo involontario (la mattanza delle pecore nel campo minato), ed è solamente il pallido riflesso del grande Kusturica che fu. Ne siamo più che consapevoli. Ma in qualche modo lo è anche il regista, che ritorna compulsivamente sui luoghi e sulle ossessioni del suo cinema con una sincerità che in qualche modo lascia spiazzati.

on the milky road monica bellucciPerché è fin troppo facile odiare un film talmente privo di misura ed equilibrio, che si finisce giocoforza per difenderlo. Senza esagerare, ovviamente, e con la piena coscienza che tutto quello che si vede in On the Milky Road è già stato visto e mostrato, e in meglio: dalle lunghissime sequenze dei festeggiamenti nella festa di paese per la fine del conflitto, ai momenti onirici e favolistici che rimangono privi di logica e di senso (la levitazione sulla cima dell’albero), fino all’esaltazione dell’amore come unica risposta agli orrori e alle insensatezze della guerra. Il cinema di Kusturica certamente non si evolve ma, piuttosto, continua ad arroccarsi su se stesso e a riciclare idee e stimoli di una visione vecchia almeno di vent’anni: ma stavolta dietro la senilità stilistica del regista serbo c’è (ancora) un cuore che batte, e la dimostrazione è facilmente rintracciabile negli ultimi minuti del film, con il protagonista invecchiato di quindici anni e circondato dai fantasmi della sua vita e della sua terra, mentre continua ostinatamente a ritornare sul campo di battaglia posando pietra dopo pietra, finchè tutto non sarà finito. Per ricordare e per continuare a farlo.

Titolo originale: Na mlijecnom putu

Regia: Emir Kusturica

Interpreti: Monica Bellucci, Emir Kusturica, Sergej Trifunovic, Bajram Severdzan

Distribuzione: Euro Pictures

Durata: 125′

Origine: Serbia/Gran Bretagna/Usa 2016