Per un figlio, di Suranga Deshapriya Katugampala

Si dice che per raccontare bene qualcosa, bisogna partire da ciò che si conosce meglio, da se stessi, ed è proprio quello che ha fatto Suranga Deshapriya Katugampala, cingalese di nascita, poi immigrato in Italia con la sua famiglia. Per un figlio nasce infatti dall’urgenza di raccontare il conflitto culturale e generazionale di chi lascia la propria terra per trovarsi estraneo in un paese straniero, inevitabilmente diverso per valori e tradizioni, in cui i più giovani riescono facilmente ad adattarsi, ma che i più grandi faticano a comprendere.

E questa è anche la storia di Sunita, una donna srilankese di mezz’età, che vive con suo figlio adolescente in una provincia del nord Italia, un luogo che ancora dopo molto anni non riesce a chiamare casa. Suo figlio ha messo radici, e si è perfettamente integrato in questo paese così diverso e lontano da quello in cui è nato, mentre Sunita non riesce a lasciare andare la sua cultura per abbracciare quella italiana, e resta ostinatamente abbarbicata alle sue tradizioni. Parla appena l’italiano e neanche vuole impararlo, e non per ignoranza, ma perché si rifiuta di cedere a una cultura che sente lontana dai suoi principi morali. Ed è proprio la sua posizione granitica ad aver creato una frattura nel rapporto con suo figlio che, sentendosi oppresso dal suo desiderio di proteggerlo, ha alzato un muro di silenzio tra di loro.

Per-un-figlio-1

Eppure Sunita ha lasciato lo Sri Lanka proprio per dare a suo figlio un futuro migliore, e sempre per lui ha accettato di lavorare come badante per un’anziana signora, rinunciando completamente alla sua vita. Le sue giornate sono scandite dalle stessa azioni e dagli stessi volti, divise a metà tra il lavoro di badante e quello di mamma, senza lasciare spazio per se stessa, senza lasciar trapelare il dolore. Sanita è invisibile, e non solo per la comunità italiana in cui vive, ma anche per coloro che le sono più vicini, e proprio qui si consuma il suo dramma.

Per raccontarlo Suranga Deshapriya Katugampala parte dall’osservazione della sua quotidianità, da quei momenti domestici e spesso ripetitivi attraverso i quali un occhio attento può leggere un malessere esistenziale cronico, talmente incancrenito che non fa neanche più male. Ma quello che sembra un film minimalista, a tratti documentaristico, è in realtà estremamente carico di simboli, di sottili richiami a una maternità tradita, soffocata, e allo stesso tempo morbosamente cercata. In questa trama di simboli che emerge in negativo dalla fotografia della realtà risiede il valore dell’opera del regista cingalese, che trova il suo codice espressivo ideale in una narrazione lenta, a tratti estenuante, ma che nasconde dietro all’apparente normalità del gesto quotidiano il desiderio bruciante di spezzare la routine con un colpo di scena inaspettato.

Titolo originale: id.

Regia: Suranga Deshapriya Katugampala
Interpreti: Kaushalya Fernando, Julian Wijesekara, Nella Pozzerle
Origine: Italia, Sri Lanka, 2017
Distribuzione: Gina Films
Durata: 75′