#PesaroFF56 – Ecco il programma

P.P.P. al cinema vuol dire primissimo-piano, in musica, negli spartiti, più-che-pianissimo, ma questa consonante maiuscola, ripetuta, rappresenta forse, nell’immaginario di noi tutti, le iniziali di Pier Paolo Pasolini. A lui è dedicata la sigla della 56° Mostra Internazionale del Cinema di Pesaro, realizzata da Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti, nell’augurio, come è stato spiegato ieri nel corso della conferenza stampa, che lo spirito del poeta, che era al festival di Pesaro esattamente 55 anni fa, risorga oggi dopo la sua tragica deposizione.

Quest’edizione a causa dell’emergenza sanitaria si svolgerà nel capoluogo marchigiano dal 22 al 29 agosto e non, come di consueto, a giugno: «abbiamo aspettato qualche mese, rispetto alle date storiche di metà giugno, per riuscire a organizzare un festival che fosse il più possibile “in presenza” perché pensiamo che la sala e l’arena cinematografica siano il luogo di elezione per condividere insieme un progetto culturale pieno di senso, di film, di emozioni e di sguardi», ha infatti affermato Pedro Armocida, direttore del festival coadiuvato da un comitato scientifico composto anche da Bruno Torri (presidente), Laura Buffoni, Andrea Minuz, Mauro Santini, Boris Sollazzo, Gianmarco Torri e Walter Veltroni.

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E sarà inoltre, come la sigla ci lascia intuire, un’edizione orientata al ricordo ed alla festa. E così, ad aprire il festival un grande concerto in Piazza del Popolo intitolato “Luccichini dappertutto“, dedicato ad uno storico amico del festival recentemente scomparso, Mirko Bertuccioli, in arte Zagor Camillas, co-fondatore dei Camillas, maestri della canzone pop surreale. Sul palco oltre ai Camillas riuniti si alterneranno molti artisti, tra cui Calcutta, Maria Antonietta, Lo Stato Sociale, Pop X, The Bluebeaters, Colombre, Giacomo Laser e Gioacchino Turù, Auroro Borealo, Duo Bucolico.

Il cinema all’aperto che quest’anno non si limita ad una sola location, ma raddoppia con il Cinema in spiaggia (ai Bagni Agata di Pesaro), oltre ad offrire agli spettatori la visione di film cult come The Blues Brothers e di soddisfare il pubblico cinefilo con una proposta variegata, omaggia il centenario di due giganti del cinema italiano come Federico Fellini e Alberto Sordi. Ai cento anni del regista romagnolo è dedicato anche un altro evento, realizzato in collaborazione con l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, che culminerà con la proiezione del film La voce della luna.

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Con la proiezione de Gli occhi stanchi sarà ricordato anche Corso Salani a dieci anni dalla sua morte, un autore troppo spesso sottovalutato o lasciato ai margini dell’industria, capace però, nonostante le tante difficoltà produttive, di ritratti – soprattutto al femminile – che dimostrano una grande empatia per i personaggi e uno sconfinato amore per il cinema.

All’interno del Concorso poi, lo speciale dedicato al cinema italiano quest’anno celebra uno dei suoi decani, Giuliano Montaldo – nell’anno del suo novantesimo compleanno, e una vita dedicata al cinema – a partire da Tiro al piccione, mentre la sezione principale, il Concorso Pesaro Nuovo Cinema – Premio Lino Miccichè, presenta grandi novità rivendicate dai selezionatori Pedro Armocida, Paola Cassano, Cecilia Ermini, Anthony Ettorre e Raffaele Meale. Gli adeguamenti, le limitazioni, i timori che una pandemia mondiale ha portato e porta con sé possono infatti diventare motore di cambiamento, stimolo alla riflessione, spinta ad esplorare nuovi orizzonti; così, alla sperimentazione e alla ricerca che da sempre contraddistinguono la selezione della Mostra si è voluto unire un ripensamento del suo formato: corti, medi e lungometraggi si alterneranno senza soluzione di continuità nella storica sala del Teatro Sperimentale. Non più, dunque, opere prime o seconde di giovani registi, ma 18 film che coprono tutti i formati, i generi, le sensibilità, le durate e che sono accomunati da una forte volontà di ricerca estetica e visiva.

Sette i lungometraggi in concorso, molti dei quali accomunati da radici autobiografiche che scavano nel proprio passato familiare alla ricerca di ricordi, memorie e radici. Kill It and Leave This Town di Mariusz Wilczynski, film d’animazione crudo e minimale che è allo stesso tempo un dialogo interrotto con i propri cari scomparsi e il ricordo di una città. Um animal amarillo di Felipe Braganca, favola tragicomica in cui un regista in crisi viaggia tra Brasile, Portogallo e Mozambico alla ricerca delle memorie di famiglia e dei fantasmi coloniali del passato. In A metamorfose dos Passaros di Catarina Vasconcelos il dolore della perdita di due ‘madri’ e i ricordi di famiglia si mescolano nella storia di una donna che cresce i suoi sei figli mentre il marito è spesso in mare. L’acqua e il mare, visti come spazi liminali e di confine connettono anche altri due lungometraggi: Cenote della giapponese Kaori Oda che si immerge letteralmente nelle antiche fonti d’acqua maya per collegare il passato al presente, l’uomo con la propria memoria e Lua Vermella di Lois Patino, nel quale la storia di un marinaio disperso in mare fa emergere i fantasmi di un paesino sulla costa galiziana. Infine, Il n’y aura plus de nuit di Eleonore Weber trasfigura un montaggio di immagini dei soldati americani e francesi impegnati nelle zone di guerra in una riflessione sullo sguardo. Tra i cortometraggi, cinque sono italiani: HI_8 [transfert on file] di Erik Negro, Non si sazia l’occhio di Francesco Dongiovanni, Thick Air di Stefano Miraglia, Guardarla negli occhi di Manuel Billi e Smarginature di Gabriele Di Munzio, a cui si aggiunge Rosa Barba con Aggregate States of Matters.

Nella Giuria Ufficiale Ingrid Caven, attrice (e cantante) tedesca, celebre per le sue collaborazioni con Fassbinder, il grande DOP Renato Berta, l’attore e regista cinematografico e teatrale Vinicio Marchioni e l’animatore e regista Virginio Villoresi.

Sempre nel campo dell’animazione, giunge al suo sesto anno la rassegna non competitiva Animatori italiani oggi, curata da Pierpaolo Loffreda e realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Urbino e di Macerata, e l’Istituto d’Arte Scuola del Libro di Urbino, affiancata da CORTI IN MOSTRA, che propone oltre venti corti d’animazione realizzati sia da giovani autori che da registi affermati, in una esaustiva panoramica di quelle che sono le principali tendenze ‘animate’ nel nostro Paese. Il tutto arricchito da una retrospettiva personale dedicata all’affermato animatore italiano Donato Sansone.

Un’edizione ricca che sembra essere una chiara risposta positiva ai tempi che abbiamo vissuto; come si vede dal manifesto realizzato da Virginia Mori: i maestri del tempo – simboleggiati dagli occhiali vintage – ci sono, ma è in arrivo, col sorriso, una nuova onda di cambiamenti e trasformazioni.

QUI IL PROGRAMMA INTEGRALE