Quello che tu non vedi, di Thor Freudenthal

Su Prime Video, una commedia romantica con protagonista un adolescente che deve combattere con la schizofrenia. Un cast d’eccezione riesce in parte a ovviare a una messa in scena traballante.

Adam è nel bel mezzo di un esperimento di chimica quando, a scuola, viene colpito per la prima volta da una crisi psicotica. Sentirsi diagnosticare la schizofrenia nel pieno dell’adolescenza, oltretutto del tipo resistente a tutti i trattamenti, non è facile, specie se sopraggiunge anche lo stigma sociale. Adam viene infatti espulso dalla scuola: è potenzialmente troppo pericoloso per chi gli sta attorno. Un giudizio che sembra condividere Paul, suo patrigno, che riempie casa di coltelli di plastica in sostituzione di quelli metallici, compresi quelli che servono ad Adam per coltivare la sua passione per la cucina. Tutto cambia apparentemente per il verso giusto quando il ragazzo viene ammesso in una scuola privata cattolica, dove conosce la sfrontata e geniale Maya.

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La rappresentazione della schizofrenia è un terreno scivoloso. Con Quello che tu non vedi non siamo certamente dalle parti dell’intimismo lacrimoso di uno Spider di Cronenberg, ma nemmeno dalla banalizzazione estrema del Windom Earle di Twin Peaks. È l’interpretazione del protagonista Charlie Plummer, nel 2017 premio Marcello Mastroianni per Lean on Pete, che regge tutto il film e rende lo spettatore emotivamente partecipe della sua condizione. Una recitazione che a tratti ricorda quella del più navigato Domnhall Gleeson, con un volto fresco che sembra sempre pronto a incresparsi, sferzato dal dolore. Proprio la sinergia con il resto del cast, in primis con Taylor Russell, perfetta nel ruolo di Maya, ma anche con i navigati Walton Goggins, Molly Parker e Andy Garcia, è il punto di forza del film, ciò che lo rende piacevole per tutta la sua durata di poco meno di due ore.

È nella messa in scena di Thor Freudenthal, regista tedesco conosciuto per Diario di una schiappa e del secondo film della saga di Percy Jackson, e nella scrittura che il film diventa claudicante. Le allucinazioni di Adam sono rese come delle personalità che affollano la mente del protagonista, nello specifico un ragazzo costantemente eccitato, degli energumeni con funzione di guardie del corpo, una ragazza dai modi hippie e una voce profonda e impersonale che racchiude le tendenze autodistruttive della malattia. Con l’esclusione di quest’ultima, le altre assumono un ruolo di contrappunto comico a volte fuori luogo e che rischiano di rendere superficiale la rappresentazione della condizione del protagonista.

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Anche nell’evolversi della trama, tratta da Words on the Bathroom Walls, romanzo di Julia Walton, Quello che tu non vedi dà l’impressione di soffrire di un sovraccarico di tematiche. Il discorso sulla fede che Adam intraprende negli sporadici incontri con il prete buono, interpretato da Andy Garcia, che sembra quasi un corpo estraneo nella storia; la svolta politica del film, quando Adam fa visita alla famiglia di Maya, che si risolve in una dolce occhiata tra i due; la tirata finale sulla necessità di esternare i propri sentimenti, senza dare peso alla palese violazione della privacy ai danni Adam, con la sua analista che riferiva le loro conversazioni alla madre. Tutte questioni accennate, ma non lavorate abbastanza da farle diventare incisive. Così, Quello che tu non vedi finisce con l’essere un film piacevole e ritmato, ma che subito dopo il finale comincia già a sfumarsi nella memoria.

Titolo originale: Words on Bathroom Walls
Regia: Thor Freudenthal
Interpreti: Charlie Plummer, Taylor Russell, Molly Parker, Walton Goggins, Andy Garcia
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 110′
Origine: USA, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
2.5 (2 voti)
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