#RomaFF10 – Siamo donne. Isabella Rossellini ricorda Ingrid Bergman

“Questo film mi piace da impazzire perché è come era mia mamma”: una donna “timidissima e insieme buffissima che mischiava i proverbi delle cinque lingue parlate” e scherzava con l’ormai ex marito, Roberto Rossellini, “come fossero Stanlio e Ollio”. Questa mamma così speciale è la grande diva Ingrid Bergman nel racconto della figlia/attrice Isabella Rossellini per il centenario della nascita. E il film è un episodio del film collettivo Siamo donne, nato nel 1953 dall’idea di Cesare Zavattini di “pedinare” (manco a dirlo) la vita quotidiana di quattro miti femminili del grande schermo, Anna Magnani, Isa Miranda, Alida Valli e la stessa Bergman. I venti minuti di Ingrid dietro la macchina da presa del marito sono stati presentati ieri in anteprima, nella versione italiana restaurata, per la giornata di apertura della Festa del Cinema di Roma. Un restyling che è un omaggio della Cineteca Nazionale ad una attrice internazionale, italiana per doppia scelta (il sodalizio sentimentale e professionale con Rossellini). E l’occasione, dopo Parigi, Londra, New York, per un nuovo incontro di Isabella Rossellini col pubblico ricordando la madre.

A cominciare dalla dimensione cosmopolita dell’attrice che fece innamorare il cuore e la cinecamera del grande maestro del neorealismo: “Sono deliziata di queste iniziative – spiega Isabella al direttore artistico del Festival, Antonio Monda – non solo perché voglio che vi ricordiate di mia madre, ma perché mia madre parlando cinque lingue, ha avuto una carriera eccezionale: in Svezia, ovviamente, ma anche a Hollywood nel periodo più conosciuto, in Francia, Inghilterra… ha girato un film in tedesco… In Italia ha trascorso dieci anni della sua vita e si è integrata nella vita culturale del paese. Rispetto ad altre attrici della sua reputazione come la Hepburn (che appartiene solo all’America) mamma spaziava”.

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Quanto alle peculiarità più private, Isabella ricorda “un padre e una madre che – anche dopo il divorzio (avvenuto quando la figlia aveva tre anni) erano rimasti molto amici, si divertivano e si prendevano in giro”- Come quando per il 70esimo di Roberto Rossellini, Ingrid prima disse di non potervi presenziare e poi fu presente tutta la giornata “presentandosi la mattina coi fiori” secondo l’uso svedese.

Ed è sempre in questa chiave genuina e intimistica che Isabella parla di eredità: “Mamma metteva a posto casa e puliva, io pulisco e metto a posto”. Di fatto, la star ritratta per un giorno nella villa familiare di Santa Marinella, nell’episodio proiettato a fine incontro, è la diva di “una storia ridicola” che vede Ingrid alle prese col pollo di una vicina di casa, attentatore recidivo delle sue amate rose. “Qui mia madre – premette Isabella alla visione – è come era mia mamma. Mentre altrove recitava in ruoli drammatici o comici, qui se vedete una cameriera era la nostra cameriera, il bambino piccolo era mio fratello, i cani erano i nostri cani, ma soprattutto vedrete la mamma: che delizia di persona era e che meraviglia la vita con lei”.

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