ShorTS International Film Festival 23: i corti di Maremetraggio

Lo ShorTS International Film Festival 2022 di Trieste propone decine di cortometraggi, dai temi più disparati, nella sezione Maremetraggio

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L’edizione 2022 dello ShorTS International Film Festival, la kermesse triestina diretta da quest’anno da Maurizio di Rienzo, ha annunciato il concorso della sezione Maremetraggio. L’evento, dall’1 al 9 luglio prossimo, si articola in ottantuno cortometraggi che approfondiscono diversi temi come la ricerca formale e la ricchezza culturale, raccontando storie che sviluppano temi diversificati tra loro. I cortometraggi saranno valutati da una giuria internazionale composta dal regista egiziano Sameh Alaa, un volto del festival conosciuto in virtù della vittoria con I Am Afraid to Forget Your Face durante l’edizione scorsa. Chiudono la giuria il direttore artistico del Beirut Shorts International Film Festival Nicolas Khabbaz, e la regista israeliana Ella Kohn. 

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Tra i titoli in concorso si segnala, in anteprima nazionale, Datsun di Mark Albiston. Un viaggio travolgente di due adolescenti tra euforia, coraggio e senso di responsabilità. Über Wasser/On Solid Ground di Jela Hasler, che si occupa di riflettere sull’aggressione quotidiana a cui sono sottoposte le donne. Warsha di Dania Bdeir, ambientato a Beirut, parla della figura di Mohammed, un uomo silenzioso che cerca uno spazio di stabilità e libertà nella sua vita. Nitty-Gritty Punjab Police di Kabir Mehta è una produzione originale che denuncia le violenze commesse dalla polizia del Punjab, in India, coniugando diversi formati tra found footage e mockumentary. Techno, Mama di Saulius Baradinskas è un cortometraggio girato con un cellulare che esplora le diverse condizioni di due generazioni inconciliabili, di una madre e di una figlia cresciute ed educate in maniera opposta. Presente anche una produzione macedone con Severen pol/North Pole di Marija Apcevska, un titolo che si concentra sulle difficoltà di adolescenti che si apprestano ad entrare nel mondo degli adulti. 

I cortometraggi italiani vedono presente il documentario Terra dei padri/Father’s Land di Francesco Di Gioia che, mettendo assieme video d’archivio con i versi del poeta libico Fadil Hasin Ash-Shalmani, descrive tutta la drammaticità della deportazione di numerosi civili durante l’occupazione italiana della Libia. Chiusi fuori di Giorgio Tesi, con Stefano Accorsi e Colin Firth, mette a nudo le profonde ferite causate dal lockdown nel tessuto della cultura italiana. Being my mom di Jasmine Trinca è l’opera prima realizzata dall’attrice, che vede come protagoniste una madre e una figlia, e segue le loro esistenze travagliate. Spazio anche all’animazione con Homebird di Ewa Smyk, realizzato con la tecnica della pittura su rodovetro, utilizzando fogli di acetato, pennarelli e tubi di vernice. Le bourreau chez lui/The Hangman at Home di Michelle Kranot e Uri Kranot è un cortometraggio ispirato all’omonima poesia di Carl Sandburg del 1922 che mette a nudo l’intimità imbarazzante dell’umanità. Infine Fantasma Neon/Neon Phantom di Leonardo Martinelli che, attraverso la storia di João, rivisita con ironia il musical hollywoodiano. 

La sezione è curata da Massimiliano Nardulli che si esprime con questi termini: Fin dalle prime visioni sarete investiti da un’ondata di opere cinematografiche di primissimo ordine che usano linguaggi e stili differenti e che ben rappresentano l’incredibile polimorfismo del cortometraggio dei nostri giorni. Ecco, se forse c’è un punto che ci preme sottolineare, è che queste opere hanno una loro naturale funzione: quella di mettere insieme le persone nell’atto, ci piace definirlo quasi sacro, della sua fruizione”. 

I cortometraggi in concorso gareggiano per il Premio Estenergy/Gruppo Hera da 5.000 euro per il miglior cortometraggio. Per quanto concerne il miglior titolo italiano, invece, troviamo il Premio AcegasApsAmga da 3.000 euro. Conclude il premio Mymovies.it per la miglior anteprima italiana in concorso.

Il sito del festival. 

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