#SiciliaQueerFilmFest – Premi & Bilanci

Ultima giornata per il VI Sicilia Queer Film Fest, è il momento di bilanci e consuntivi. Un gran plauso agli organizzatori, Andrea Inzerillo e Tatiana Lo Iacono, che sono riusciti a coinvolgere pubblico e addetti ai lavori. Atmosfera serena e ideale per un continuo scambio di opinioni e informazioni.

Si inizia di mattina con la consegna del PREMIO NINO GENNARO alla professoressa Carmen Dell’Aversano, del Cirque  Centro interuniversitario di ricerca Queer, che ha sede presso l’Università di Pisa.

Nel pomeriggio ennesimo sorprendente film di Lionel Baier, Un Autre Homme (2009) che narra la storia del critico cinematografico François e delle sue relazioni sentimentali con Christine, sua fidanzata e con Rosa, collega cinica e dominatrice. La capacità del regista svizzero di cambiare tono e stile è davvero impressionante e per chi ha visto La Vanité o Les Grandes Ondes il cambio di marcia è notevole. Qui siamo dalle parti di Garrel e di Godard, con un bianco e nero stile Nouvelle Vague. Cinema che riflette su sé stesso con continui riferimenti meta-testuali  (tra tutti la Madame Bovary di Chabrol). Il regista svizzero regala dialoghi realistici e uno sguardo sui personaggi all’interno di una idea di cinema anticonformista e politicamente scorretta. Da working-class hero François diventa un povero toy-boy incapace di scegliere un paio di boxer o di mangiare cinese con le bacchette. Chiusura cinica con intervista a una vecchia star che continua il percorso manipolatorio delle figure di potere. Musiche avvolgenti di Karol Zymanowski in perfetta aderenza con lo stile della narrazione.

 

à peine j'ouvre les yeuxSi prosegue con il film tunisino A peine j’ouvre les yeux (2015) di Leyla Bouzid ambientato nel 2010, a pochi mesi dall’inizio della rivoluzione dei Gelsomini. Farah è una ragazza caparbia che canta in un gruppo rock impegnato politicamente: i testi poetici nascondono attacchi indiretti al sistema di potere e suscitano una violenta repressione. Prima parte preparatoria con lunghi segmenti ritmati dalle musiche del gruppo e seconda sezione che si colora di note cupe e repressive. La macchina da presa sta incollata ai personaggi cogliendo ogni sfumatura e ogni paura.

 

de l'ombre il y aIn serata cerimonia di premiazione dei film in concorso nelle sezioni “New Visions” e Queer Short: il meritato vincitore nella sezione lungometraggi è De l’ombre il y a di Nathan Nicholovitch mentre per i cortometraggi è stato scelto l’interessante Mamma Vet Bast di Mikael Bundsen. Menzione speciale della giuria per Ama dei Gobelins.

La giuria del Palermo Pride ha premiato invece Nasty Baby di Sebastian Silva e Pink Boy di Eric Rockey con una menzione speciale a Au Bruit des clochettes di Chabname Zariab.

 

 

grandma-dodge-paul-weitz-lily-tomlinSi chiude in leggerezza con il film Grandma (2015) di Paul Weitz che racconta la storia di una nonna adottiva “particolare” che si occupa dei guai della nipote. Clima iniziale politicamente scorretto con una serie di gag irresistibili e un campionario molto variegato di varia umanità. Finale consolatorio che toglie al film quello spirito eversivo che lo anima per buoni due terzi ma fortunatamente non ne intacca nelle fondamenta lo spirito “indie”. Gigantesca performance di Lily Tomlin (Nashville, Radio America) che sbaraglia con due tre battute la concorrenza.

In complesso il VI Sicilia Film Queer Fest si è dimostrato una esperienza forte, coinvolgente, emotivamente intensa con la opportunità di visionare opere che raramente vedrebbero la luce all’interno di un sistema distributivo italiano poco lungimirante. Speriamo di ritrovarci il prossimo anno con un programma più ricco e con maggiori presenze: intanto questa iniziativa è un buon inizio per fare girare il vento nella giusta direzione.

 

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