SLAM – Tutto per una ragazza. Incontro con Andrea Molaioli e il cast del film

Davanti al Teatro dell’Opera di Roma, esattamente di fronte alla targa che ricorda il sacrificio del tenore Nicola Ugo Stame, morto alle Fosse Ardeatine, si apre il portone del condominio che ospita gli uffici della Indigo Film. Per chi, da giornalista, è abituato a conferenze fin troppo programmate, dentro alle conference room dei rinomati e lussuosi hotel del centro, il caldo e sincero disordine della casa di produzione, trasmette un inaspettato senso di umanità, amplificato dalle decine di romanzi con le copertine consumate sugli scaffali e lo splendido labrador che, da consumato padrone di casa, accoglie il visitatore con flemmatica ospitalità. Nella stanza, convertita per l’occasione della roundtable, il regista Andrea Molaioli, accompagnato da alcuni membri del cast di Slam – Tutto per una ragazza, la solare Jasmine Trinca e i giovani Ludovico Tersigni e Barbara Ramella ci hanno presentato la pellicola tratta dall’omonimo bestseller di Nick Hornby.

E’ solo di qualche giorno fa la notizia del crollo della natalità nel nostro paese. Vedere un film che parla di una giovanissima coppia di aspiranti genitori può sembrare spiazzante. Il regista romano, con sincerità, ci racconta cosi il vero motivo che lo ha portato a scegliere il libro di Hornby e di adattarlo alla realtà italiana.”Sappiamo bene che in Italia, oggi, quello delle ragazze madri non è una questione d’urgenza sociale. La gravidanza adolescenziale della protagonista, però, è un falso tema. I due ragazzi, più che pensare alla gravidanza in sé, ragionano su come affrontare il proprio futuro. Mi interessava parlare di questa generazione, marchiata dagli adulti come apatica e inconcludente, che dimostra qualità inaspettate di fronte alle difficoltà della vita. Come nello skate, loro cascano, compiono errori madornali, ma hanno la concentrazione e la costanza di non mollare. E’ da questo spunto che è nato l’adattamento del testo di Hornby, che ha visto il film e l’ha apprezzato. Il film è cosi una sorta di piccolo riscatto generazionale.” Visto l’età dei protagonisti e i temi toccati dal film, sembra chiaro che il pubblico di riferimento di Slam sia quello adolescenziale:”Non vogliamo portarci sfortuna ma io ho realizzato il film cercando di parlare prima ai liceali e poi a tutti coloro che sedicenni sono stati o stanno per diventarci. Spesso si usa l’espressioneFilm per tutti” ma è stato fondamentale pensare ad un film che, in modo naturale, potesse parlare a più generazioni. Da questo punto di vista, siamo orgogliosi che Netflix abbia scelto di distribuirci nel mondo. Questo ci aiuterà ad arrivare ad un pubblico giovane e internazionale.

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Assente Luca Marinelli, lontano da Roma per le riprese di un film che lo vedrà nei panni di Fabrizio De Andrè, in rappresentanza dei “veterani” del set è presente Jasmine Trinca. E’ curioso che in un film che vede protagonisti due quasi esordienti, il ruolo della giovane nonna tocchi proprio a lei, la ragazza che ha debuttato liceale ne La stanza del figlio. Cosi, Slam diventa soprattutto un nuovo passaggio di testimone, la possibilità che una bella storia di esordi possa continuare a girare. L’attrice, dunque, non si trattiene dagli elogi: “Ho letto lo script e ho amato l’intelligenza brillante di una storia che non è propriamente una commedia. Con Andrea c’è una grande familiarità, con lui ho fatto il mio provino per La stanza del figlio, ed è stato bello compiere questo percorso con lui e i ragazzi del cast. Nel film siamo riusciti a mantenere la genuinità delle emozioni, abbiamo conservato la freschezza. Questo lavoro non è nato dall’improvvisazione ma da un lavoro rigoroso e attento. Anche se è un film lieve, abbiamo lavorato tutti seriamente e i risultati si sono visti.

 

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